sabato 24 settembre 2011

giovedì 22 settembre 2011

Padre Pio

NEL NOME DEL PADRE

PADRE PIO DA PIETRALCINA

 23 SETTEMBRE

Dolcezza il cuor t’inebria
Negli occhi hai luce immensa
Sant’è la tua anima
Ché Dio padre sol vede pensa
Di gloria sei con l’eterno amor
Giorno beatitudine
Senza tramonto godi
Ove ti mandar gli uomini
Pur dalla terra lodi
T’esaltan cielo terra
Aree echeggia mar
Te in pace nella guerra
Ognor s’ode invocar
Oh mentre nel mirabile
Coro dei cieli sei
Ascolti preci canti
Nel Signore ti bei
Opera prodigi ancor
O Pio fra noi quaggiù
Poi scortaci ai fastigi
Vicino al tuo Gesù
Al fervido pregare
Presso il tuo santo altare
Guarda dall’alto noi miseri
O se con speme ardore
Senza mal tregua chiamano
Il tenero tuo cuore
Non si commuova
  
                  Enrica Malatesta

domenica 11 settembre 2011

AMORE E LIBERTÀ



Libertà è una parola straordinaria:

ma può essere una delle parole più feroci del mondo ...
Abbiamo il coraggio di guardare in faccia ciò che sosteniamo di darci come fondamento della morale, della legge naturale. Siamo pazzi! Che cosa è la legge naturale? E' il forte che mangia il debole: la libertà diventa terrore. Non è vero che siamo liberi di amare o di non amare.

La libertà ha un senso unico: è quel qualcosa che si trova in noi uomini, materia del tutto provvisoriamente di essere portatori di pensieri... non siamo liberi di amare o di non amare: siamo liberi per essere capaci di amare se non ci fosse la libertà e se gli uomini fossero sottomessi ad una legge che si impone loro non ci sarebbero tanti criminali.
Bisogna avvertire tutti, senza ritardo, quando è il cuore stesso di Emmaus ad essere in discussione.
Quando un infelice, materialmente o moralmente viene a chiedere e noi non siamo pronti all'invito, che considerazione avrà di noi? Ma so che tutti noi, anche i più attaccati agli ideali di Emmaus, abbiamo i nostri momenti “no” per stanchezza ed irritazione... Non ci imponiamo lo sforzo di immaginarsi realmente in quella situazione.
Ma se è grave rimanere indifferenti di fronte al dolore di un altro, a maggior ragione lo è il lasciarlo ripartire offeso con la sua fame e il suo dolore.
Che cosa rende attiva la nostra esistenza! Sicuramente è il bisogno di dire che la nostra vita è un po' di tempo donato a delle libertà per imparare ad amare per l'Incontro con l'Eterno, che è Amore nel Sempre del tempo.
Amare è dividerne per guarire quel male diventato il nostro, e per la nostra gioia, arriva nella vostra gioia che diventa la nostra.
                                                               Enrica Malatesta

Settembre 2011 - AURORA



da "Il libro dei mesi 2011" - NEW OLDING MAGAZINE - EDITORE

domenica 31 luglio 2011

SHEMÀ

Flessibilità: per coltivarla prendiamo esempio dal bambù,
che non può essere spezzato neanche dai venti più impetuosi.

martedì 5 luglio 2011

martedì 28 giugno 2011

IL DENARO

ULTIMO TOTEM
IL DENARO: VIOLENZA DI UN'AVIDITA' SENZA FRENI
Da tempo il denaro deborda ben oltre i limiti di una convivenza ordinaria.

Le responsabilità degli investitori hanno rivoluzionato la vita.
La ricchezza mobiliare fa a meno della terra, dove l'Aristocrazia traeva ricchezza e potere.
La finanza ha messo l'acceleratore ai guadagni e alle perdite che la crisi finanziaria impongono al contribuente. Tale economia di mercato si definisce il peggior allocatore delle risorse che dai suoi eccessi viene messa a rischio.
Gli esiti di una grave crisi di disuguaglianze che ignoriamo deve ancora dispiegare le conseguenze economiche, sociali e politiche. Si può ritenere fortunato chi per la crune dell'ago sfugge alla morsa.
Riprendendo la semplice preghiera di San Francesco – per cui è sventurato l'uomo che non dona e muore ricco – o ricordare che nemmeno Salomone in tutto il suo sfolgore fu mai vestito come i gigli di campo.
E ritornando alla mente Adam Smith, il suo insegnamento non era econometria, ma filosofia morale.
Oggi i bisogni veri dell'umanità sono la sicurezza, l'Amore, la serenità e la gioia bisogni per i quali serve il denaro, che semmai aiuta a soddisfarci meglio.

Enrica Malatesta

mercoledì 6 aprile 2011

COME NON AMMALARSI: IMMUNTA' NATURALE


La somma totale delle immunità alle malattie inerenti alle difese immunitarie biologiche non indotte artificiosamente può considerarsi l'immunità naturale: l'immunità attiva si acquista attraverso naturali intenzioni del sistema respiratorio ed intestinale dopo la nascita, mentre l'immunità passiva generalmente consiste negli anticorpi acquisiti dal sangue e dal latte materno; dalla somma di questi elementi può considerarsi l'immunità naturale.

Aprile 2011 - CHIARA



da "Il libro dei mesi 2011" - NEW OLDING MAGAZINE - EDITORE

sabato 19 marzo 2011

SHEMÀ

Saggezza e comprensione si nutrono con le esperienze della vita quotidiana.

domenica 13 marzo 2011

PADRE PIO

PADRE PIO:
il dono prima dell'addio......
quell'ultimo segreto ...“



foto da: http://www.evangelizzare.org
       Il più grande e straordinario prodigio del Santo Frate raccolto dalle parole, in un diario rivelatore scritto da un confratello sotto copertura da un voluto pseudonimo di padre Illuminato.

Padre Illuminato della Provvidenza, dietro di lui si celava l'identità di un autorevole frate cappuccino vivente e testimone per il tempo della vita di Padre Pio: da lui raccolse dottrina, amore, ed esempio di sottomissione alla dura disciplina del ministero, ma soprattutto quelle intimità e confidenze proprie del lento trascorrere della clausura che seppe percepire e scrupolosamente trasfondere in un attento e cronologico diario, per lunga data mantenuto in segreto.
E' attraverso un inedito ed esclusivo memoriale che ci ha rilasciato un’inedita testimonianza, preziosa su fatti e avvenimenti direttamente vissuti proprio in quelle ultime ventiquattrore di vita di Padre Pio apparse per la prima volta nel volume “PADRE PIO... QUELL'ULTIMO SEGRETO...” di Enrico Malatesta, correlato da note esplicative dei misteri che hanno circondato ed offuscato di straordinari “prodigi“ avvenuti all'atto della morte del SANTO, senza tema di smentita, e considerati veri miracoli.
…... Quella notte... non era ancora passata la mezzanotte quando nel lungo corridoio della clausura risuonarono pesanti passi di un frate, era

Marzo 2011 - ALL'ESULE



da "Il libro dei mesi 2011" - NEW OLDING MAGAZINE - EDITORE

ARMENIA - "PIANTO DEI VINTI"

Dal declino dell'impero ottomano, dalle protezioni delle potenze Europee, dal sorgere nei territori ottomani istanze nazionaliste, sul finire del XIX secolo il governo ottomano mette in opera sanguinose persecuzioni contro gli Armeni .
A seguito della crisi d'inizio secolo e della perdita dei territori balcanici, la Turchia vive una radicalizzazione nazionalista che, con lo scoppio della prima guerra mondiale, porta alla decisione di deportare e sterminare gli Armeni. Tra il 1915 e il 1916 centinaia di migliaia di Armeni verranno uccisi.
Tutto accadde all'interno della politica e dello scenario internazionale. Lunga è stata la battaglia della “memoria “che si è combattuta da allora ad oggi su un genocidio che la Turchia continua a negare.

Ad memoriam di questo atroce evento la dedica della poesia “PIANTO DEI VINTI“ pubblicata sul “Libro dei mesi 2009”


PIANTO DEI VINTI


Calvario la vita
L'anima transita
Di freddo acciar dall'affilata punta
Un'orda di misteri
Compiangere si mise
Una turba di poveri
Mercé preda della quiete
Le membra di sangue intrise
Fauci arse d'ardente sete
Una turbe a te chiede consiglio
Carmi devoti sparsi per il mondo L'universo n'è il tempo
Insensibile al secolo
Immerso nel chiasso bagordi
Lorgiorni il tempo perso
L'infelice per ogni strada vicolo cammina
In ogni strada dimora
Carmi si odan
Non di un'ora soltanto
Giorno notte s'affina il senso
Ovunque geme un infelice
Il dolore dal petto sprigiona
La pietà del cuore
Che non resiste della prece all'armi
Infido pelago navighiamo
La bonaccia ostenta
Insidia all'amo
Tesi ogni passo
Nascosti dalla nostra vita
L'uomo brama sangue dal nemico
Come fiera rabbia l'alma brama
Senza sperme è l'amore
Solo inganno a noi
La vera congiura danno dei miseri
Avvelenata ogni letizia solo affanno
Affanno è se il cammin il piede stanca
Se in povertà nuotiamo
O se in dovizia
Nascosti perigli attossican miseri nel petto
Rancore non perdona
Cieco error il pianto amaro
Geme il canto di tutti i miseri
Da mane a sera come colomba
Da brughiera si leva nel supremo incanto
Lacrime e dolore senza speranza
Scampi dalle morse e dai perigli
Che inceppa gli incerti piedi
Torbida vita nella selva
Ciascuno di noi sconsolato affanno
Ansante il petto fratricida inganno
Dell'umana belva spaventosa
Affamata al nibbio
Rapace brucia il vanno
Tenebre e notte
Strappa alla bramosia dell'oceano
La navicella dalle vele rotte
Animi gementi sconsolati
Nel cupo della notte oscura
Ottenebra la mente e la vista
Spiri placido il vento
Non impura pioggia cada
Dai cieli annuvolati.
Splenda il sol benigno
Cui dona frutti fecondi
Sorga l'aurora d'un dì felice
Per noi gente che plora
Mentre l'anima geme
Geme il corpo fragile
Per sollevarsi al firmamento
Non ha l'ale
Scaldar vorremo nostri petti
Con l'ardore cocente
Dal duol ci lavi il dolor il pianto
Solo il pianto o madre
Non suoni come passa il vento
Dei miseri il carme sale a te
Grave lamento
Son canti di dolor sospiri amari
Solo il mattino con l'aurora
Tutto il dì e vespro
Scandire su rintocchi dell'ora
L'armonia del firmamento
Ma se la vita ancor sorride
Delle virtù l'incanto e il dolce bene
Cos'è ch'al sen va seminando pene?
Nell'alma tu poserai pace
Canto della pace del contento
Che spazia per il firmamento.


(Enrica Malatesta)

Da "Libro dei mesi 2009" - Carello Editore

domenica 13 febbraio 2011

giovedì 10 febbraio 2011

In ricordo dell'olocausto delle foibe

IN MEMORIAM
PIETRE URLANTI

Memoria dei vinti
Pesante più delle tragedie
Che il ricordo precedono
Sangue dei vinti
Violenza di una visione censurata
Stridore di un sipario di silenzio lacerato
Torturati uccisi
Racconto di giustizia sommaria
Vendetta brutale
Bagno di sangue.
Voce a chi non l’ha avuta
Sotto il peso di un tabù
Avvenimenti indicibili
Esperienze impossibili
Che nessuno vuole ascoltare
Sangue dolori ricordi
Si aprono come ferite
Mai rimarginate
Memoria sottaciuta
Lingua tagliata in una sorda omertà
Uccisi non identificati
Gettati nelle fosse
Morti non visti
Tomba senza nome
Senza memoria
Nulla di umano
Morire nel silenzio
Negata memoria tempo passato
Nessun accadimento
Storia terribile dal silenzio circondata
Da un velo di pietra coperta.
Senza volto senza identità
I morti disconosciuti
Memoria grigia di silenzi
Vergogna di una storia non condivisa
Notte di nebbia olocausto
Eco dei testimoni zittiti
Tragedia dietro le spalle
Casi di sorta vergogna
Scelte dei padri compiute
Vittime di incontrollata ferocia
Odio che serpeggia
Terrore scellerato
Ferocia di stagione sangue dei vinti
Condannati al silenzio
Senza forza morale
Privi di parole
Ascolto della realtà
Cattiva lettura.

            (ENRICA MALATESTA)

da: "Libro dei mesi 2009" - Carello editore

domenica 30 gennaio 2011

martedì 25 gennaio 2011

NINNA NANNA

NINNA NANNA
DOLCE OSPITE DELL’ANIMA


Dormi bel Bambino della Mamma
Buona notte Agnello Purissimo
Dormi dormi bel Bambinello
Ninna nanna  amore di Mamma
Il coro degli Angeli sceso dal Cielo
Pace in Te annunziato
In mezzo ai fedeli
Di pace Te sol Principe
Vaticinò il profeta
La terra T’accolse amando lieta
Colori dell’iride intorno alla cuna
I cieli fa splendere gli uomini aduna
Splendi in questo mondo
Ritorna con Te calmo giocoso
T’amano gli Angeli
T’amano gli uomini
In santo desio
Tu amore degli Angeli
Figlio Eterno di Dio
Gli uomini d’amarti hanno desio
Dormi...dormi o bel Figliol     
Dormi....sogna il Tuo Cuor
Dona al mondo tutto amore
Dormi....sogna gioia duol
Dormi.....sogna o bel Bambino
Dormi sopra questi cuori
Ti riscalda  il nostro amore
Che ti bacia con desio
Dormi sopra questi  cuori
Ninna nanna nel rigore della capanna
Con amore e povertà
Ninna nanna tra le braccia della Mamma
Il Tuo cuore tutto sa !

                                      Enrica Malatesta

giovedì 6 gennaio 2011

SHEMÀ

Non facciamo altro che cercare amore, felicità:
non li troveremo mai al di fuori di noi stessi,
indipendentemente dalle ricchezze e dall’età anagrafica.
Perdoniamoci per non essere perfetti.

giovedì 30 dicembre 2010


Le stagioni della vita


Anno dopo anno bellezza fiorisce
Generazione dopo generazione
Forza della famiglia si rinnova
Persone sbocciano nella stagione della vita
I pensieri perpetuano l’umana esistenza
Uomo onesto che vivi in corrotte società
La tua immagine simboleggia purezza
A dispetto dell’impurità disonestà
Fango acqua putrida
Percorso faticoso sofferto
Porta alla consapevolezza
Chiarezza di se stessi
Del mondo generosa luminosità
Forza della vita dell’essere
Miracolo che celebra la forza
Della spiritualità e virtù.



Enrica Malatesta

da "Il Libro Poetico dei Mesi 2010" - New Olding Magazine Editore

lunedì 29 novembre 2010

INVIDIA


INVASIONI BARBARICHE….. INVIDIA



Invidia affezione viziosa
Nuoce all’invidiato all’invidioso
Prima d’Adamo invidia c’era
Livore afflisse prima intimo senso
Dell’Angelo non più di luce
Poté restare
Mia ordito mostro
Lacerando l’Angelo ribelle
Fuoco inestinguibile
Precipita individui nel tenebroso
Carcere orrenda voragine
Germe velenoso ripiegato a danno dell’umanità specie
Infortunata ereditata tramandata
Invidia scellerato di tutti i vizi
Nutre veleno rode
Il rinascente cuore
Esseri maligni vantaggio rimarchevole trovati per invidiar
Ch’essi non possono giammai goder
Fino il loro cuor gigante di vanità
Eccesso meditar ruina
Persecuzione altrui
Deve chiamare tutti i vizi
Non conosce male chi
Non conosce invidia
Ruina altri macchina
Direttamente distruzione
Indirettamente persecuzione
Amore social distrugge principio
D’Ellonia domo di pace
Invidia “favo di miele”
Fieve veleno tossico
Maligno pieno di simulazione
Arrecan effetti fumesti
Benanco morte
Morbo partorisce sete d’oro
Agita corrompe giustizia
Uomini onesti riuniti in schiavitù
Invidioso detrae al prossimo
Distrutta alla radice
Giusta retribuzione
Autore bersaglio della detrazione
Provvidenza in questo vizio
Uomini aiutati ancor
Da voci superiore ravvisan
Utilità di fuggire
Esacrare questo vizio
Di cui poco si fà caso
Tra gli uomini

martedì 16 novembre 2010

IL TOPO VIVE - L'UOMO MUORE !


IL TOPO VIVE - L'UOMO MUORE !


Più di ottantamila sostanze di sintesi sono state immesse sul mercato, innocue per i roditori, per noi? La mortalità di cancro ha avuto una netta impennata poco dopo la seconda guerra mondiale e la sua salita costante anche dopo il 1990. Si può sostenere che l'aspettativa di vita si è allungata , che bisogna tener conto di abitudini di vita rischiose come il fumo e che le diagnosi di tumore sono diventate sempre più precise.
Il tasso di mortalità da cancri diversi, da quello dei polmoni, è cresciuta più delle previsioni. Tendenze altrettanto sconvolgenti si ritrovano per le allergie (asma) per la demenza senile (ALZHEIMER, PARKINSON, SCLEROSI MULTIPLA) che colpiscono sempre più spesso persone al di sotto dei cinquanta anni, a volte anche bambini; l'AUTISMO infantile cresce a ritmi mozzafiato.


Cosa è accaduto tra la seconda guerra mondiale e oggi che possa spiegarci queste tendenze mortali ?

MONTE ATHOS

UN PARADISO DAL COSTO POCO

“MONTE ATHOS“
TRIDENTE DI NETTUNO NELL'EGEO
REPUBBLICA DEI MONACI




Nei frequenti viaggi a Rodi ed alle altre isole dell'Egeo, passando talune volte dal PIREO a SMIRNE avvistando l'ATTICA e l'EUBEA e tutte le altre terre, la mente si è affollata di ricordi omerici ed ellenici, classici e moderni nei discorsi di bordo. I più interessanti quelli che trattavano della CALCIDICA e le sue tre isolette - CASSANDRA, LONGOS e MONTESANTO – che tutte insieme sulle carte nautiche sembrano rappresentare il tridente di Nettuno fisso nell'Egeo.
Non bisogna dimenticare, che in quel mare , tutto prende vita dagli dei e dal mito; così lo stesso MONTESANTO ( MONTE ATHOS ) non è che il masso lanciato da Polifemo contro Ulisse .

martedì 21 settembre 2010

LEONE XIII - PAPA DELLA PROVVIDENZA - “UOMO NON COMUNE”


Il grande terziario Gioacchino Pecci, sale alla cattedra di Pietro col nome di Leone XIII.

Con la riforma della regola del T.O.F., tramite la costituzione “Misericors Dei Filius” (1883) dà snellezza all’antica regola di Nicolò IV e lascia inalterata la sua natura.

Con l’udienza concessa ai Superiori Generali Francescani, Leone XIII chiarì: alcuni hanno creduto che con la costituzione “Misericors Dei Filius” il Terzo Ordine Francescano fosse ridotto a semplice confraternita, ma ciò non è stato, nulla è mutato, sia in natura che nell’essenza di questo istituto, poiché sarà sempre un Ordine e non una semplice Congregazione.

In Occasione del Giubileo Episcopale di Papa Leone XIII fu indetto

domenica 19 settembre 2010


FURIT AESTAT 2010

O ESTATE.........O ESTATE......che cos'è la vita

Al bove che sul colle o la pianura
Brucia l'erba se ronzano moleste
Mosche d'intorno pungono s'accende
Si rimescola bolle si rivolta
Il sangue annebbia al suo veder le cose
Allor come un richiamo di repente
Alza la testa e scuote il collo gli occhi
Divampan sanguigni le radici
Sbuffan un sordo mugghio breve
Attorciglia la coda all'impazzata
Corre né strado piu'vedendo
Campi arati fiori calpestando fino
A quando piu' lo stimolo gli orecchi
Non gli rintrona ansando per la corsa
E sotto la canicola che sferza
All'assillo non trova altro rimedio
Allor che ferma per un poco il passo
Che di correr ancor scalpitare
O estate estate …..al sol che sulla terra
Proietta i raggi animali ardono
L'aria tutto l'universo mondo
Infiammando fittissimo velame
Getta sul volto piovano le nubi
Acqua ristoratrice sulla terra
Che pura fresca intorno...intorno renda
L'aria che si respira i corpi e l'alme

venerdì 17 settembre 2010

Trionfo del tempo


E' proiezione cosmica la situazione politica, il paradossale contraccolpo: tiranni, vittime, torture,suicidi lasciano le sale dei declamatori per farsi storia di ogni giorno.
Chi garantisce il domani?
La saggezza è il polso positivo: tempo e saggezza sono correlati come il turbine e la rocca, come il mare e il porto se il tempo gioca con il mondo - nec hominibus solum , sed mundi partibus ludet- …. il saggio può ridersi del tempo – cum multo risu seriem temporum cogita -
In un’ipotetica serie di “trionfi”, anche il trionfo del tempo non sarebbe l'ultimo, l'ultimo trionfatore sarebbe il sapiens, non Dio.
Il saggio trionfo del tempo perché ne trasforma il valore da quantitativo in qualitativo: e non è la durata che conta, ma l'uso che sene fa. Quindi il saggio non ha bisogno né del passato né del futuro, ma concentrandosi sul presente può realizzarsi ogni giorno, in ogni ora la perfezione della sua vita morale – bona mens - Arroccato nell'oggi, si difende dal tempo annullandolo: perché chiuso nella sua perfezione, sottratto al flusso delle cose esterne. L'oggi del saggio è atemporale, l'attimo del vissuto vale un secolo.


Enrica Malatesta

- SANA INQUETUDINE D'AMORE -

Amore che non trema

Chissà perché non parliamo mai troppo d'amore, come fossimo prigionieri di un pudore feroce... o di una malcelata distanza da un amore che nasce e un altro che muore.
Proprio da questa negazione torna alla mente l'incontro con un vecchio, che seduto sui gradini di una chiesa scarabocchiava su un pezzo di carta alcuni segni.....che ho avuto la fortuna di leggere.
Io amo.... quando mi attraversano i momenti che non ritorneranno mai più.
Io amo.... la vita, mentre la vita mi scivola addosso, rimbalza e si disperde.
Io amo.... quando negli occhi non c'è il tempo che non consegna pause né sconti, ma porta con sé le nostre cose, come un ladro senza cuore.
Io amo.... la storia ben cucita sulla nostra pelle, incollata alle anche spente dei vecchi seduti nelle cucine,
Io amo.... quando la stanchezza assume le sembianze del traditore , mentre è di ieri il viaggio oltre le porte di tutte le terre, dimentichi delle nostre chiusure dei nostri blocchi inventati.
Io amo.... di un amore che possiede domani....sì amo di un amore che non stà in alcun domani, ma è di oggi, forse di ieri, come un barbaro disarmato dai venti che colpiscono alle spalle.
Io amo..... il colpo di pennello del genio, dove ogni forma è pietra in movimento e c'è anima perfino nel colore dell'aria.
Io amo.... i silenzi che non hanno periferie, nelle grida del cane che gira in tondo , annusa
e si avverte il sospetto, il dubbio che ascolta.
Io amo.... le letture ingiallite, le fotografie impolverate , i sogni adagiati nelle anse riparate dalla pioggia che percuote la roccia.
Io amo.... le dita fra i capelli , il sorriso del mio sguardo iracondo incurante del nuovo giorno.
Io amo.... nell'addio della sera, nell'abbandono della notte , nella rabbia del giorno, amo assai di più della pazienza assente, che è divenuta speranza.
Io amo.... i fiori che crescono sulle cime intarsiate dalle intemperie, i fiori che appaiono all'improvviso e rimangono a far corona alla vetta che accarezza il cielo e fiori a gambo corto, più
della memoria, che piega di tanto ogni volta che il mio amore grida forte il tuo nome.
Oggi è festa e penando alle parole di quel vecchio, penso più che mai all'UOMO sulla croce e poi risorto, ad un amore che non tramonta mai.

Enrica Malatesta

domenica 4 aprile 2010

Karol Wojtyła - guerriero di pace


GUERRIERO DI PACE



Guerriero, colomba di pace
Fecondità alla terra con il tuo sacrificio
Concordia ai governanti con la tua sapienza.
Come la verde montagna hai incoraggiato a scalare
con la Tua avventura personale
così c'inviti a volare come il vento
per ricercare libertà:
forza per scacciare tormenti, errori commessi
per non lasciarci andare in colpevole solitudine.
Speranza hai suscitato in noi
sguardo affettuoso vogliamo afferrare
nel torrente di acque trasparenti cullarci
dove riparo trovare.
Rimani con noi, Cavaliere
la Tua presenza è edificante, provvidenziale.
Dona calma e pacifici confini
al nostro stato d'irrequietezza,
che incontra solo turbamento.
Forze torrenziali, devastanti tempeste
lo spirito feriscono
affondar fanno nelle tenebre.
Come navi smarrite
nel mare di egoismi materiali
con ferma volontà il porto della luce troviamo
verso l'Eterno colmo di pienezza.


Enrica Malatesta

(inviata a S.S. Giovanni Paolo II in occasione del suo 84° compleanno
e pubblicata su "Libro dei mesi 2005", Antonio Carello Editore)