giovedì 29 ottobre 2015

PLANNED: FETI SMEMBRATI



                               PLANNED PARENTOOD

                             OF CENRAL MEDICAL

           

  TRAFFICO DI ORGANI E TESSUTI FETALI

                  PERMESSO DI NASCERE!!! 


CADE LA MASCHERA! ESCONO I RETROSCENI! DALLA FONDARICE MARGARET SANGET PIANIFICAZIONE DELLE FAMIGLIE, RAZZISMO, EUGENETICA, E STERELIZZAZIONI PROMOSSE DAL 1936. OGGI UNA MACCHINA CHE MACINA SOLO TANTO DENARO!

 

Margaret Sanger, fondatrice di Planned Parenthood – nella pratica la più grande rete di cliniche abortive degli Stati Uniti, oggi coinvolta in un gigantesco scandalo di traffico di organi e tessuti fetali a scopo di lucro –, era favorevole a questa dottrina che consiste nel limitare i matrimoni, promuovere la sterilizzazione ed eliminare fisicamente certi gruppi di individui portatori di geni “indesiderabili”, per “migliorare l’essere umano”. Ironicamente, la stessa Margaret Sanger era la sesta di 11 figli di una famiglia operaia di origine irlandese.

Le 5 citazioni seguenti riflettono le convinzioni della Sanger.

1. “Non è necessario che circoli l’idea che vogliamo sterminare la popolazione nera”

Come rivela una delle sue lettere al dottor Clarence Gambler, datata 19 dicembre 1939, la Sanger promosse la sterilizzazione di persone ritenute “inadatte”, come i neri, le minoranze etniche, i malati e gli handicappati. Secondo l’organizzazione statunitense Live Action, l’Istituto Guttmacher (ex divisione di ricerca pro-aborto della pianificazione familiare) ha stimato che gli afroamericani erano cinque volte più propensi a ricorrere all’aborto rispetto ai bianchi. Le cliniche di “pianificazione familiare” vennero quindi costruite strategicamente nelle comunità di neri e minoranze etniche. Ancora oggi, al 37% degli aborti si sottopongono membri della comunità nera, che rappresenta tuttavia solo il 13% della popolazione statunitense.

2. “Ho accettato l’invito a entrare in contatto con il ramo femminile del Ku Klux Klan”

Questa citazione è tratta da un discorso pronunciato da Margaret Sanger nel 1926 durante una riunione del Ku Klux Klan a Silver Lake, nel New Jersey, trascritto nella sua autobiografia. “Sono stata scortata fino al palco, sono stata presentata e ho iniziato il mio discorso… Penso che alla fine ho raggiunto il mio obiettivo attraverso semplici illustrazioni”.

3. “Sono (…) le erbe dannose dell’umanità”, “riproduttori irresponsabili”, “generano (…) esseri umani che non dovrebbero mai venire al mondo”

Nel libro Pivot of Civilization, la Sanger si riferisce ai poveri e agli immigrati, spiegando che nel loro caso la “carità” si basa sull’errore ideologico.

4. “Il controllo delle nascite consiste, né più né meno, nell’eliminazione delle persone inadeguate”

È in scritti come “L’etica e il controllo delle nascite” e “Il controllo delle nascite e la nuova razza” che la Sanger afferma che il controllo della natalità mira principalmente a produrre una “razza più propria”, eliminando chi ritiene essere “inadeguato”.

5. “Penso che il peccato più grande di tutti sia mettere al mondo dei figli”

Questa citazione è tratta da un’intervista del 1957 rilasciata al giornalista Mike Wallace: “Penso che il peccato più grande di tutti sia mettere al mondo dei figli – che hanno malattie a causa dei loro genitori, che non avranno la possibilità di diventare esseri umani degni di questo nome. Delinquenti, prigionieri, ogni tipo di cosa che è già inscritto nella nascita. Questo per me è il peccato più grande che si possa commettere”. Come soluzione, Margaret Sanger auspicava che ogni famiglia americana chiedesse al Governo il permesso di avere un figlio. Nel 1934 aveva già dichiarato alla rivista America Weekly che era diventato “necessario stabilire un sistema di permesso delle nascite”.

ENRICA MALATESTA

giovedì 22 ottobre 2015

RICORRENZA



                                                     22 OTTOBRE

                          "NON ABBIATE PAURA"

                      SAN GIOVANNI PAOLO II

 

DATA SCELTA DALLA CHIESA, 22 OTTOBRE 1987, QUANDO FECE RISUONARE IL SUO INVITO A TUTTI GLI UOMINI "NON ABBIATE PAURA, APRITE, ANZI SPALANCATE LE PORTE A CRISTO"

PROTETTORE DI FAMIGLIE E GIORNATE MONDIALI DELLA GIOVENTU'




         



« Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa! »
 

Di solito, perché uno sia ufficialmente dichiarato santo, ne deve passare di acqua sotto i ponti del "Tevere, con il rischio che il suo ricordo si disciolga nel vischioso amalgama del tempo. Poche le eccezioni. Una ha riguardato papa Giovanni Paolo II, scomparso nel 2005. Con lui la burocrazia vaticana ha bruciato i tempi, accogliendo l'appello lanciato a gran voce dalle centinaia di migliaia di persone accorse a Roma a rendergli l'estremo riconoscente: «Subito santo!».

Il ricordo del papa venuto dall'Est è ancora vivissimo nel cuore e nella memoria di moltissimi. Chi ha qualche anno di più lo ricorda affacciato al balcone di San Pietro, sconosciuto cardinale di Cracovia, rivolgere con voce robusta ben impostata e in un italiano un po' acerbo, il primo saluto ai fedeli romani, dopo la sua elezione a sommo pontefice. O le parole con cui ha inaugurato il suo pontificato, il 22 aprile 1978: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa!».

Il suo è stato un pontificato lunghissimo, intenso e soprattutto missionario. Tantissimi i viaggi da lui intrapresi per incontrare lì dove vivono i cristiani di tutto il mondo e irrobustirli nella fede e sostenerli con la vicinanza nella carità.

Aperto al dialogo con tutti, in particolare con le altre religioni, i cui rappresentanti egli ha voluto incontrare ad Assisi, nel 1986, per pregare insieme per la pace nel mondo.

Attento ai giovani, che ricambiavano le sue attenzioni accompagnandolo e sostenendolo con il loro tonificante entusiasmo, specie nell'ultima fase della sua vita, debilitato dall'età e dalla malattia. A volte deciso, come nella Valle dei Templi ad Agrigento, quando, rivolgendosi ai mafiosi con inattesa durezza, ha invocato su di loro l'ira di Dio, se non si fossero convertiti. O quando ha puntato il dito minaccioso contro Augusto Cardenal, il mite monaco e poeta venezuelano, esponente della teologia della liberazione per lui, uomo vissuto sotto il regime comunista, pericolosamente imbevuta di marxismo rivoluzionario.

Autorevole e decisivo sullo scacchiere mondiale, tanto che gli viene riconosciuto un ruolo importante nella caduta del regime comunista in Polonia, sua patria, e poi nel resto della galassia sovietica.


ENRICA MALATESTA




mercoledì 21 ottobre 2015

                                     LA CHIESA 

                       CONCILIO VATICANO II 

                         LUCE PER IL MONDO 

 



Quando fu eletto Papa il cardinale Giuseppe Roncalli, patriarca di Venezia, alcuni, per la sua età avanzata, sentenziarono che il suo sarebbe stato un pontificato di transizione. Non conosciamo il pensiero degli elettori, possiamo però dire che diverso era il disegno di Dio. All'inizio del nuovo pontificato, mentre molti cercavano di scorgerne la nota caratteristica, la svelò il Papa stesso. Tre mesi dopo l'elezione, Giovanni XXIII il 25 gennaio 1959 ai cardinali, riuniti nella sala capitolare del monastero benedettino di S. Paolo, annunziò la sua decisione di celebrare un concilio ecumenico. La risoluzione era scaturita dalla costatazione della crisi, causata nella società moderna dal decadimento dei valori spirituali e morali. Negli ultimi cinquant'anni, erano avvenute profonde trasformazioni sociali e politiche; erano maturati nuovi e gravi problemi, che esigevano una risposta cristiana. Prima Pio XI e poi Pio XII avevano pensato ad un concilio ecumenico ed avevano pure avviato gli studi preparatori, ma entrambi i tentativi, per varie ragioni, si erano arrestati. Alcuni anni dopo, Giovanni XXIII, con lo sguardo rivolto ai bisogni della Chiesa e del mondo, si accinse, con "umile risolutezza di proposito", alla grande impresa, che egli riteneva volere divino. L'annunzio del concilio, del tutto imprevisto, ebbe una vasta eco. Si accesero ovunque, all'interno e al di fuori della Chiesa, attese e speranze.Non mancarono supposizioni ed interpretazioni erronee, che il Papa provvide subito a correggere, precisando le finalità del futuro concilio. Fiducioso in Dio, senza esitazione, avviò la preparazione. Il 17 maggio 1959, festa della Pentecoste, istituì la commissione antipreparatoria, con il compito di procedere sollecitamente ad una vasta consultazione, per poter determinare gli argomenti da studiare.Esplorata la copiosa materia raccolta, il 5 giugno 1960, festa della Pentecoste, il Papa, con il Motu proprio Superno Dei nutu, tracciò le linee del complesso apparato preparatorio. In due anni di intenso lavoro, gli organismi tecnici allestirono, nella basilica vaticana, la grandiosa aula conciliare, e le commissioni preparatorie elaborarono gli schemi da sottoporre all'esame del concilio.Molteplici furono le difficoltà e quella prima redazione non fu immune da limiti e difetti, ai quali rimediarono in parte la sottocommissione delle materie miste e quella degli emendamenti. . Giovanni Paolo II, che fu Padre conciliare e partecipò attivamente ai lavori, afferma: «In verità, sarebbe molto ingiusto nei confronti di tutta l'opera del concilio chi volesse ridurre quello storico evento ad una simile contrapposizione e lotta tra gruppi rivali. La verità interna del concilio è ben diversa».La via fu lunga e non priva di travaglio, ma condusse, sotto l'azione dello Spirito Santo, alla luce della verità. L'8 dicembre 1965, in una mattinata fredda ma con un sole splendente, Paolo VI, sul sagrato della basilica di San Pietro, dopo di aver consegnato sette messaggi (per i governanti, gli uomini di pensiero e di scienza, gli artisti, le donne, i lavoratori, i poveri i malati i sofferenti, i giovani), chiuse il Vaticano II. Cominciava la difficile e delicata fase di attuazione.Giovanni XXIII volle un concilio pastorale e di aggiornamento. Questo suo pensiero fu da alcuni interpretato in senso riduttivo e distorto. Nella sua prima enciclica Ad Petri Cathedram, 29 giugno 1959, egli precisò che il concilio principalmente intendeva promuovere l'incremento della fede, il rinnovamento dei costumi e l'aggiornamento della disciplina ecclesiastica. Esso avrebbe costituito uno spettacolo di verità, unità e carità, e sarebbe stato per i fratelli separati un invito all'unità voluta da Cristo.Nella riunione della commissione antipreparatoria, il 30 giugno 1959 il Papa ripeté: «Il Concilio è convocato, anzitutto, perché la Chiesa Cattolica [...] si propone di attingere novello vigore per la sua divina missione. Perennemente fedele ai sacri principi su cui poggia e all'immutabile dottrina affidatale dal Divino Fondatore, la Chiesa [...], seguendo sempre le orme della tradizione antica, intende [...] rinsaldare la propria vita e coesione anche di fronte alle tante contingenze e situazioni odierne, per le quali saprà stabilire efficienti norme di condotta e di attività. A tutto il mondo essa perciò apparirà nel suo pieno splendore». Il Papa elevava, quindi, la preghiera al Signore perché, di fronte al nuovo rigoglio di fervore e di opere nella Chiesa Cattolica, anche i fratelli separati sentissero un nuovo richiamo all'unità.La parola "pastorale", nella mente del Papa, non si restringe a qualcosa di pratico, separato dalla dottrina: è inconcepibile una pastorale senza dottrina, la quale ne è il primo fondamento. L'ignoranza, il disprezzo e il disconoscimento della verità sono la causa e la radice di tutti i mali, che turbano gli individui e i popoli. Tutti sono tenuti ad abbracciare la dottrina del Vangelo; rigettandola, si pongono in pericolo i fondamenti stessi della verità, dell'onestà e della civiltà.Giovanni XXIII esorta, quindi, a presentare la verità con diligenza e ad acquisire il sapere che riguarda la vita celeste: «Allora soltanto, quando avremo raggiunto la verità che scaturisce dal Vangelo e che deve tradursi nella pratica della vita, il nostro animo potrà godere il tranquillo possesso della pace e della gioia»).Aprendo il concilio, il Papa l'11 ottobre 1962 dichiarò che il fine principale di esso era di custodire ed insegnare in forma più efficace il sacro deposito della dottrina cristiana; e indicò le linee di questo esercizio magisteriale. L'auspicato rinnovamento nella vita e nella missione della Chiesa deve compiersi nella fedeltà ai sacri principi, alla dottrina immutabile, seguendo le orme dell'antica tradizione: «Il concilio vuole trasmettere pura e integra la dottrina, senza attenuazioni o travisamenti».Questa dottrina certa ed immutabile, fedelmente rispettata, deve essere approfondita e presentata in modo che risponda alle esigenze del nostro tempo. Il Papa distingue tra lasostanza (l'intera, precisa e immutabile dottrina), "cui fidele obsequium est praestandum", e la forma (la presentazione), "quae cum magisterio, cuius indoles praesertim pastoralis est, magis congruat".La pastoralità del Vaticano II consiste nello studiare ed approfondire la dottrina, esprimendola in modo che possa essere meglio conosciuta, accettata ed amata. Senza pronunciarsi con sentenze dogmatiche e straordinarie, il Vaticano II avrebbe espresso, con la voce della carità pastorale, il suo insegnamento su molte questioni che al presente impegnano la coscienza e l'attività dell'uomo; non si sarebbe rivolto soltanto all'intelligenza speculativa, ma avrebbe parlato all'uomo di oggi qual è. Un magistero, dunque, nel quale brilli la nota del ministero pastorale.L'aggiornamento è inteso non come rottura con il passato o contrapposizione di momenti storici, ma come crescita, perfezionamento del bene sempre in atto nella Chiesa. Paolo VI afferma che Giovanni XIII «alla parola programmatica "aggiornamento" non voleva attribuire il significato che qualcuno tenta di darle, quasi essa consenta di relativizzare secondo lo spirito del mondo ogni cosa nella Chiesa: dogmi, leggi, strutture, tradizioni, mentre fu così vivo e fermo in lui il senso della stabilità dottrinale e strutturale della Chiesa da farne cardine del suo pensiero e della sua opera».In linea con l'indirizzo pastorale, Giovanni XXIII indica che agli errori bisogna opporsi con lo spirito di misericordia. Alla severità egli preferisce "la medicina della misericordia". Le dottrine fallaci, le opinioni e i concetti pericolosi hanno dato frutti così funesti che gli uomini sono già propensi a condannarli. Perciò conviene mostrare loro, con un insegnamento positivo, la verità sacra, in modo che essi, illuminati dalla luce di Cristo, possano "ben comprendere quello che veramente sono, la loro eccelsa dignità, il loro fine".Nelle finalità pastorali del Vaticano II rientra il dialogo con i Fratelli separati e il mondo moderno. L'intera famiglia cristiana non ha ancora pienamente e perfettamente raggiunta la visibile unità nella verità; "la Chiesa cattolica ritiene pertanto suo dovere adoperarsi attivamente perché si compia il grande mistero di quella unità, che Gesù ha invocato con ardente preghiera dal Padre celeste nell'imminenza del suo sacrificio". Gli uomini - afferma il Papa - non possono, senza l'aiuto dell'intera dottrina rivelata, raggiungere una completa e salda unità degli animi, cui è congiunta la vera pace e l'eterna salute. Di qui la sollecitudine della Chiesa nel promuovere e difendere la verità.I concili sono le pietre miliari del cammino della Chiesa. Essi incidono sulla sua vita, con l'approfondimento della dottrina, le riforme liturgiche e disciplinari, la scelta dei mezzi più idonei all'evangelizzazione. Un concilio apre sempre un'epoca nuova, nella quale la Chiesa compie un passo verso il futuro e progredisce nella propria missione. Notevole è anche l'influsso dei concili sulla società civile. Chesterton ha detto: «Tutta la nostra civiltà risulta dalle decisioni conciliari. Non si scriverà mai una storia di Europa un po' logica finché non si riconosca il valore dei concili».Il Vaticano II ha stabilito un punto di riferimento nella vita della Chiesa odierna, aprendo ad essa, sotto il soffio dello Spirito Santo, un nuovo cammino. Si è pronunziato su importanti argomenti ed ha consegnato alla Chiesa ricchi documenti di dottrina e di azione: quattrocostituzioni (una liturgica, due dogmatiche, una pastorale), nove decreti e tre dichiarazioni.Un nesso collega questi documenti, che formano un "corpo" organico di dottrine e di leggi per il rinnovamento della Chiesa. Le quattro costituzioni consentono l'interpretazione esatta dei decreti e delle dichiarazioni, che applicano ai vari settori della vita della Chiesa l'insegnamento del concilio. Una lettura selettiva e parziale, limitata all'uno o all'altro testo, non consente di valutare tutta la portata dell'insegnamento conciliare, ne falsa l'interpretazione ed è motivo di errate applicazioni. Il pensiero fondamentale, che pervade tutti i documenti, è il rinnovamento, con l'imitazione più viva di Cristo, che è al centro della Chiesa e tutti vivifica con il suo spirito.Il Vaticano II viene definito il concilio "della Chiesa", "di Cristo", "dell'uomo".
E.M

domenica 18 ottobre 2015




                                            EUROPA

                                   EUTANASIA  SU BAMBINI

                     PER VOLONTA' DEI GENITORI

                           
 

SE C'E' UN PECCATO CONTRO LA VITA, E' FORSE NON TANTO DISPERARNE, QUANTO SPERARE IN UN'ALTRA VITA, E SOTTRARSI ALL'IPLACABILE GRANDEZZA DI QUESTA.

 

La noticia ci arriva dalla Spagna. Una bambina che soffriva di una malattia degenerativa, è morta la mattina del 9 ottobre dopo che i suoi genitori le avevano tolto il 5 ottobre l’alimentazione artificiale. La bambina era ricoverata sotto sedazione nel Complesso Ospedaliero Universitario di Santiago de Compostela.

Il lunedì precedente, il Centro aveva accettato di ritirare l’alimentazione che Andrea riceveva attraverso una sonda diretta allo stomaco (gastrostomia) dopo la richiesta reiterata dei genitori perché le venisse data una “morte degna”.

Quattro giorni dopo il ritiro della sonda che la alimentava, la piccola, sottoposta solo a una minima idratazione, è morta.

Andrea aveva solo 12 anni e soffriva fin dalla nascita di una grave malattia degenerativa. Negli ultimi mesi la sua situazione si era aggravata ed era stata ricoverata nel Complesso Universitario Ospedaliero di Santiago.

Come conseguenza di questa situazione era stata sottoposta a una gastrostomia, ovvero veniva alimentata attraverso una sonda diretta allo stomaco.

I genitori hanno chiesto di ritirare la sonda lasciandole soltanto “una minima idratazione” perché con la morte “non venisse prolungata la sua sofferenza”.

Le offerte di aiuto ai genitori non hanno avuto alcun risultato. L’associazione Avvocati Cristiani ha dichiarato di recente al Gruppo ACI che la “gastrostomia è una procedura ordinaria e piuttosto comune, ed è applicata a molte persone più anziane che attraverso di essa riescono a vivere per molti anni”.

L’organizzazione ha suggerito ai genitori di cedere la tutela della bambina nel caso in cui non potessero prendersene cura, ma è stato tutto inutile.

Andrea è una delle più giovani vittime dell’eutanasia in Europa.


ENRICA MALATESTA
 

 

giovedì 15 ottobre 2015

LAGER!!

           

                  

                                COPENAGHEN

                             ZOO DEGLI ORRORI

              INVITA I BAMBINI A GUARDARE

              LO SVENTRAMENTO DEL LEONE

 

SECONDO I MEDIA, IL LEONE MESSO A DORMIRE, A CAUSA DEL FATTO CHE LA POPOLAZIONE DI QUESTI ANIMALI DELLO ZOO E' AUMENTATA. TUTTO SOTTO L'ATTENZIONE DEI MINORI PER MOTIVI SCIENTIFICI.

FINO AD ORA NELLO ZOO SI E' VERIFICATA UNA VERA MATTANZA PER TANTI ANIMALI  CON MOTIVI DIVERSI

Cucciolo di leone allo zoo dell'Oregon.  Foto d'archivio



Zoo di Odense nel nord-est Danimarca ha predisposto una nuova attività per le vacanze d'autunno nelle scuole, i bambini sono invitati a vedere come la preparazione sarà un leone, riporta 
il portale locale.

Secondo il portale, l'animale ha dovuto mettere giù un paio di mesi fa, a causa del fatto che la popolazione di leoni nello zoo è cresciuto troppo. Poi il corpo dell'animale è stato congelato.

". Dai, quando uno del personale Zoo sarà sezionare il leone Il processo sarà accompagnato da una spiegazione, sarà possibile vedere il cuore, i polmoni e altre parti del corpo dell'animale Se lo si desidera, sarà possibile esplorare da vicino l'intero processo sarà costruito su un dialogo.", - Ha detto in un dichiarazione sul sito web dello zoo.

L'appuntamento è fissato per il 15 ottobre. Lo stesso giorno ci sarà la preparazione e ratti.

La comunità mondiale è scosso dalla notizia dell'uccisione di una giraffa allo zoo di Copenaghen nel febbraio 2014. Nonostante le proteste, il personale dello zoo giraffa girato sano giovane Mario, che era nato a seguito di consanguineità. Egli ha sezionato gli occhi degli studenti, e poi in pasto ai leoni, aggiunge portale.

Nel mese di marzo, nello stesso zoo ucciso due vecchi e due dieci mesi di leoni. Come indicato nella istituzione sono fatti in modo da dare una possibilità al nuovo maschio di una famiglia.

Zoologo Michael Vollberg Sorensen (Michael Wallberg Sorensen) ha riferito che i funzionari Odense Zoo non si aspettano una reazione rabbiosa che è crollato davanti ai loro colleghi di Copenaghen.

".. Facciamo questo per mostrare come meraviglioso leone Come perfetto quei meccanismi di coping che lo hanno reso il principale predatore della savana Questo è qualcosa su cui ci concentreremo e mostrare ai nostri ospiti," - ha detto Sorensen, aggiungendo che in precedenza Zoo di Odense non lo fa visitatori critiche evocati.

Dobbiamo :ricordare il compito piu' alto dell'uomome' sottrarre gli animali alla crudelta'. La violenza ha le proprie radici nella dissolutezza

Enrica Malatesta

 

domenica 11 ottobre 2015

VATICANO



                                         SINODO

                           ENTRA NEL VIVO

 

CAMMINIAMO INSIEME PER LEGGERE LA REALTA'.......




“Vorrei ricordare che il Sinodo non è un convegno o un parlatorio, non è un parlamento o un senato, dove ci si mette d’accordo. Il Sinodo, invece, è un’espressione ecclesiale, cioè è la Chiesa che cammina insieme per leggere la realtà con gli occhi della fede e con il cuore di Dio; è la Chiesa che si interroga sulla sua fedeltà al deposito della fede, che per essa non rappresenta un museo da guardare e nemmeno solo da salvaguardare, ma è una fonte viva alla quale la Chiesa si disseta per dissetare e illuminare il deposito della vita”. Con queste parole Papa Francesco ha dato il via ai lavori del Sinodo sulla famiglia dopo la Messa in San Pietro.
Papa Francesco  ha esortato i Padri Sinodali a fare spazio all’azione dello Spirito Santo: “Il Sinodo inoltre è uno spazio protetto ove la Chiesa sperimenta l’azione dello Spirito Santo. Nel Sinodo lo Spirito parla attraverso la lingua di tutte le persone che si lasciano guidare dal Dio che sorprende sempre, dal Dio che rivela ai piccoli ciò che nasconde ai sapienti e agli intelligenti, dal Dio che ha creato la legge e il sabato per l’uomo e non viceversa, dal Dio che lascia le novantanove pecorelle per cercare l’unica pecorella smarrita, dal Dio che è sempre più grande delle nostre logiche e dei nostri calcoli.
 Ricordiamo però che il Sinodo potrà essere uno spazio dell’azione dello Spirito Santo solo se noi partecipanti ci rivestiamo di coraggio apostolico, umiltà evangelica e orazione fiduciosa”.
Il coraggio apostolico non si lascia impaurire né di fronte alle seduzioni del mondo, che tendono a spegnere nel cuore degli uomini la luce della verità sostituendola con piccole e temporanee luci, e nemmeno di fronte all’impietrimento di alcuni cuori che – nonostante le buone intenzioni – allontanano le persone da Dio. «Il coraggio apostolico di portare vita e non fare della nostra vita cristiana un museo di ricordi» (Omelia a Santa Marta, 28 aprile 2015).
L’umiltà evangelica che sa svuotarsi dalle proprie convenzioni e pregiudizi per ascoltare i fratelli Vescovi e riempirsi di Dio. Umiltà che porta a non puntare il dito contro gli altri per giudicarli, ma a tendere loro la mano per rialzarli senza mai sentirsi superiori ad essi.
L’orazione fiduciosa è l’azione del cuore quando si apre a Dio, quando si fanno tacere tutti i nostri umori per ascoltare la soave voce di Dio che parla nel silenzio. Senza ascoltare Dio tutte le nostre parole saranno soltanto “parole” che non saziano e non servono. Senza lasciarci guidare dallo Spirito tutte le nostre decisioni saranno soltanto delle “decorazioni” che invece di esaltare il Vangelo lo ricoprono e lo nascondono.

Dopo l’introduzione del Santo Padre è intervenuto il cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario generale del Sinodo dei Vescovi. Con le sue parole ha tracciato un efficace identikit dell’assemblea: “La nostra è un’assemblea ampia e composita, un affresco mirabile della cattolicità della Chiesa, in cui si riflettono le sensibilità e risuonano le voci di tutti i continenti. Quest’assise sinodale – ha recentemente affermato il Santo Padre – possiede «un respiro mondiale, che corrisponde alla dimensione universale del cristianesimo, ma anche alla portata universale di questa comunità umana fondamentale e insostituibile che è appunto la famiglia»”,ed ha anche richiamato l’attenzione sulla figura del Santo Padre: “Al tempo stesso, poiché il Sinodo dei Vescovi agisce cum Petro et sub Petro, capo e custode dell’unico Gregge di Cristo, esso diviene pure una peculiare manifestazione dell’unità della Chiesa cattolica edificata sul fondamento degli apostoli, tra i quali Simon Pietro è la roccia(cfr. Mt 16, 18), il discepolo prescelto dal Maestro per confermare i fratelli nell’unica fede (cfr. Lc 22, 32)”.

ENRICA MALATESTA


sabato 3 ottobre 2015

CELEBRAZIONE






                               3 OTTOBRE 2015

                                     TRANSITO 

                                              DI

 

                 SAN FRANCESCO D'ASSISI




IN OCCASIONE DEL TRANSITO DI FRANCESCO, VOGLIAMOLO RICORDARE CON LO STUPENDO FILM DI ZEFFIRELLI!!

PER TUTTE LE OPERE CAUSA D'AMORE SCUOTONO I CUORI E LA CONOSCENZA UMANA.
LA PACE, COME PIENEZZA DI VITA, NELLA VERITA', NELLA GIUSTIZIA E NELLA LIBERTA', E' IL TERMINE PIU' ALTO CHE OGNI UOMO E TUTTI POPOLI DEBBONO RAGGIUNGERE!!!!!
ENRICA MALATESTA

Una sintesi del grande film di Zeffirelli sul santo di Assisi. www.bombacci.com
YOUTUBE.COM

EVENTO




                      IMMAGINE ESCLUSIVA

                               TV 2000 

                  SAN FRANCESCO D'ASSISI 

 

RICOGNIZIONE DEI RESTI MORTALI, UN EVENTO RARISSIMO VERIFICATOSI SOLO QUATTRO VOLTE IN OTTO SECOLI


Tv2000 ha trasmesso in esclusiva le immagini della ricognizione dei resti mortali di San Francesco d’Assisi avvenuta lo scorso 25 marzo. La tomba venne aperta nel massimo riserbo lontano da riflettori e curiosi. L’emittente della Cei oggi mostra nel video esclusivo i resti, ridotti allo stato di scheletro, del santo.

Nelle immagini anche la lastra di travertino del sepolcro contenente il sarcofago in bronzo che dal 1820, per volontà di Pio VII, ne custodisce le spoglie, e la cassa in plexiglass, nella quale, durante la ricognizione del 1978 l’ossigeno è stato sostituito dall’azoto, per rendere neutro l’ambiente di conservazione. Al momento solenne, nella cripta della Basilica inferiore di Assisi, hanno assistito 150 frati francescani intonando il canto Laudato Sii in omaggio al proprio ‘padre’.

ENRICA MALATESTA



foto di Ubi major.

giovedì 1 ottobre 2015

RICORRENZA DEL TRANSITO



                            FRANCESCO D'ASSISI

                                 L'ARALDO DI DIO


 COMBATTUTO DA ALCUNI SUOI FRATI CHE LO OSTACOLAVANO PRETENDENDO DI MODIFICARE LA REGOLA. IL SUO DESIDERIO ERA DI APPLICARE LETTERALMENTE IL SANTO VANGELO, MA I FRATI CHE SI SENTIVANO PIU' LETTERATI E SAPIENTI, PRETENDEVANO DI MITIGARE I PUNTI PIU' RIGIDI, QUELLI CHE RICHIEDEVANO MAGGIORE PENITENZA E SACRIFICI PER L'IMITAZIONE INTEGRALE DELLA VITA DI GESU'.
COSI' GRANDE E FORTE LA LORO OPPOSIZIONE CHE FRANCESCO FU COSTRETTO A DIMETTERSI DAL GOVERNO DELL'ORDINE.

FRANCESCO SUPERAVA CON MOLTA UMILTA' TALI CONTRASTI E DICEVA: "E' SEGNO DI GRANDE AMORE", INFATTI OGNI SOFFERENZA PER IL "SERVO" SI TRAMUTAVA IN GIOIA AL SUO COSPETTO, E AFFERMAVA SONO PRONTO A SOSTENERE ALLEGRAMENTE OGNI PENA E OGNI AVVERSITA'  CHE TU PADRE MI VUOI MANDARE.
COSI' RIUSCIVA A SUPERARE TUTTE LE DIFFICOLTA' CON UMILTA' E LETIZIA. A NOI, COME SESSAGGIO, IL SUO ESEMPIO CI ESORTI A SAPER ACCETTERE ANCHE LE OPPOSIZIONI DEI PIU' CARI E I CONTRASTI NELL'AMBIENTE IN CUI QUOTIDIANAMENTE VIVIAMO, MA SEMPRE DIFENDENDO CON FERMEZZA, QUANDO CI SEMBRA UTILE, SIA PER IL BENE NOSTRO CHE DI COLORO CHE CI STANNO VICINO.

QUANDO GIUNSE IL MOMENTO DELL'ADDIO, VOLLE AGGIUNGERE AL "CANTICO DELLE CREATURE" ALCUNI VERSI DEDICATI A "SORELLA MORTE":
"LAUDATO SI', MIO SIGNORE
PER SORELLA MORTE CORPORALE
DA LA QUALE  NULLO HOMO VIVENTE PUO' SCAPPARE
GUAI A QUELLI CHE MORIRANNO NE LE PECCATA MORTALI,
BEATI QUELLI CHE TROVERA' NE LE SUE SANTISSIME VOLUNTATI
CHE LA MORTE SECUNDA NOL FARA' MALE"

ENRICA MALATESTA



venerdì 25 settembre 2015


                                 NEW YORK      

                            PAPA FRANCESCO 

       CONGRESSO DELLE NAZIONI UNITE

 

TRA I TEMI TRATTATI: LA CORRUZIONE, LE ARMI NUCLEARI, GENDER, IL COMMERCIO DEGLI ORGANI, LA LIMITAZIONE DEI POTERI, LA FAMIGLIA, LE PERSECUZIONI AI CRISTIANI, LO SVILUPPO SOSTENISIBILE

L'ntervento al Congresso, ha parlato alle Nazioni Unite e ha ribadito l'urgenza della lotta a narcotraffico, riciclaggio del denaro e tratta degli esseri umani. Poi difende la dottrina cattolica sui temi bioetici, dal gender all’aborto: "La legge morale inscritta nella stessa natura umana - ha detto - comprende la distinzione naturale tra uomo e donna e il rispetto assoluto della vita in tutte le sue fasi e dimensioni"

Più informazioni su: Armi Nucleari, Corruzione, Jorge Mario Bergoglio, Narcotraffico, ONU, Riciclaggio, Tratta di Minori
“Casa, lavoro, libertà e terra per tutti”. Papa Francesco nel suo discorso all’Onu, a meno di 24 ore da quello pronunciato al Congresso americano, rivolge questo appello ai governanti, affinché “tutti possano disporre della base minima materiale e spirituale per rendere effettiva la loro dignità e per formare e mantenere una famiglia, che è la cellula primaria di qualsiasi sviluppo sociale”. E insiste: “Lottate contro corruzione, narcotraffico, riciclaggio del denaro, usura, armi nucleari, gender, aborto, eutanasia, commercio di organi, sfruttamento sessuale di minori e prostituzione”. Bergoglio è il quarto Pontefice a prendere la parola nel Palazzo di Vetro di New York. Prima di lui, infatti, come egli stesso ha ricordato nel suo lungo discorso, erano intervenuti il beato Paolo VI nel 1965, san Giovanni Paolo II nel 1979 e nel 1995 e il Papa emerito Benedetto XVI nel 2008.

Francesco, dopo aver salutato tutto il personale che lavora negli uffici delle Nazioni Uniti, anche gli addetti alle pulizie e i cuochi, come è nel suo stile, ha reso omaggio ai funzionari dell’Onu caduti in servizio. Bergoglio è stato accolto dal segretario generale Ban Ki-moon e, in suo onore, per la prima volta è stata issata la bandiera vaticana sul Palazzo di Vetro. La Santa Sede, infatti, come la Palestina, è stato non membro delle Nazioni Unite. Il Papa ha subito chiarito che “le nefaste conseguenze di un irresponsabile malgoverno dell’economia mondiale, guidato unicamente dall’ambizione di guadagno e di potere, devono costituire un appello a una severa riflessione sull’uomo”.

Francesco ha voluto rendere omaggio all’Onu, nel 70esimo della sua nascita, considerato “la risposta giuridica e politica adeguata al momento storico, caratterizzato dal superamento delle distanze e delle frontiere a opera della tecnologia e, apparentemente, di qualsiasi limite naturale all’affermazione del potere. Una risposta imprescindibile dal momento che il potere tecnologico, nelle mani di ideologie nazionalistiche o falsamente universalistiche, è capace di produrre tremende atrocità. Non posso che associarmi all’apprezzamento dei miei predecessori, riaffermando l’importanza che la Chiesa cattolica riconosce a questa istituzione e le speranze che ripone nelle sue attività”. “Rendo perciò omaggio a tutti gli uomini e le donne che hanno servito con lealtà e sacrificio l’intera umanità in questi 70 anni”. Un’esperienza che, secondo Bergoglio, “dimostra che la riforma e l’adattamento ai tempi sono sempre necessari, progredendo verso l’obiettivo finale di concedere a tutti i Paesi, senza eccezione, una partecipazione e un’incidenza reale ed equa nelle decisioni”.

-Corruzione, narcotraffico e riciclaggio del denaro – Il Papa ha voluto subito “citare un altro tipo di conflittualità, non sempre così esplicitata ma che silenziosamente comporta la morte di milioni di persone. Molte delle nostre società vivono un altro tipo di guerra con il fenomeno del narcotraffico. Una guerra ‘sopportata’ e debolmente combattuta. Il narcotraffico per sua stessa natura si accompagna alla tratta delle persone, al riciclaggio di denaro, al traffico di armi, allo sfruttamento infantile e altre forme di corruzione. Corruzione che è penetrata nei diversi livelli della vita sociale, politica, militare, artistica e religiosa, generando, in molti casi, una struttura parallela che mette in pericolo la credibilità delle nostre istituzioni”.

-Armi nucleari – Dal Papa un no netto alle armi nucleari: “Un’etica e un diritto basati sulla minaccia della distruzione reciproca, e potenzialmente di tutta l’umanità, sono contraddittori e costituiscono una frode verso tutta la costruzione delle Nazioni Unite, che diventerebbero ‘Nazioni unite dalla paura e dalla sfiducia’. Occorre impegnarsi per un mondo senza armi nucleari, applicando pienamente il Trattato di non proliferazione, nella lettera e nello spirito, verso una totale proibizione di questi strumenti”. Bergoglio ha poi sottolineato che “il recente accordo sulla questione nucleare in una regione sensibile dell’Asia e del Medio Oriente, è una prova delle possibilità della buona volontà politica e del diritto, coltivati con sincerità, pazienza e costanza”.

-Gender, aborto ed eutanasia – Molto esplicita è stata anche la difesa della dottrina cattolica sui temi bioetici, dal gender all’aborto: “La difesa dell’ambiente e la lotta contro l’esclusione – ha affermato Francesco – esigono il riconoscimento di una legge morale inscritta nella stessa natura umana, che comprende la distinzione naturale tra uomo e donna e il rispetto assoluto della vita in tutte le sue fasi e dimensioni. Senza il riconoscimento di alcuni limiti etici naturali insormontabili e senza l’immediata attuazione di quei pilastri dello sviluppo umano integrale, l’ideale di salvare le future generazioni dal flagello della guerra e di promuovere il progresso sociale e un più elevato livello di vita all’interno di una più ampia libertà corre il rischio di diventare un miraggio irraggiungibile o, peggio ancora, parole vuote che servono come scusa per qualsiasi abuso”.

-Commercio di organi, sfruttamento sessuale di minori e prostituzione – Altrettanto duro è stato l’appello del Papa contro la tratta degli esseri umani: “Il mondo chiede con forza a tutti i governanti una volontà effettiva, pratica, costante, fatta di passi concreti e di misure immediate, per preservare e migliorare l’ambiente naturale e vincere quanto prima il fenomeno dell’esclusione sociale ed economica, con le sue tristi conseguenze di tratta degli esseri umani, commercio di organi e tessuti umani, sfruttamento sessuale di bambini e bambine, lavoro schiavizzato, compresa la prostituzione, traffico di droghe e di armi, terrorismo e crimine internazionale organizzato. È tale l’ordine di grandezza di queste situazioni e il numero di vite innocenti coinvolte, che dobbiamo evitare qualsiasi tentazione di cadere in un nominalismo declamatorio con effetto tranquillizzante sulle coscienze. Dobbiamo aver cura che le nostre istituzioni siano realmente efficaci nella lotta contro tutti questi flagelli”.

-Limitazione del potere – Francesco ha sottolineato anche che “la limitazione del potere è un’idea implicita nel concetto di diritto. Dare a ciascuno il suo, secondo la definizione classica di giustizia, significa che nessun individuo o gruppo umano si può considerare onnipotente, autorizzato a calpestare la dignità e i diritti delle altre persone singole o dei gruppi sociali. La distribuzione di fatto del potere (politico, economico, militare, tecnologico, ecc.) tra una pluralità di soggetti e la creazione di un sistema giuridico di regolamentazione delle rivendicazioni e degli interessi, realizza la limitazione del potere. Oggi il panorama mondiale ci presenta, tuttavia, molti falsi diritti, e, nello stesso tempo, ampi settori senza protezione, vittime piuttosto di un cattivo esercizio del potere: l’ambiente naturale e il vasto mondo di donne e uomini esclusi. Due settori intimamente uniti tra loro, che le relazioni politiche ed economiche preponderanti hanno trasformato in parti fragili della realtà. Per questo è necessario affermare con forza i loro diritti, consolidando la protezione dell’ambiente e ponendo termine all’esclusione”.

-Ambiente – Il Papa ha sottolineato l’esistenza di un vero e proprio “diritto dell’ambiente” precisando che “qualsiasi danno all’ambiente è un danno all’umanità” e sottolineando anche che “ciascuna creatura, specialmente gli esseri viventi, ha un valore in sé stessa, di esistenza, di vita, di bellezza e di interdipendenza con le altre creature”.

-Famiglia – Per Francesco “i governanti devono fare tutto il possibile affinché tutti possano disporre della base minima materiale e spirituale per rendere effettiva la loro dignità e per formare e mantenere una famiglia, che è la cellula primaria di qualsiasi sviluppo sociale. Questo minimo assoluto, a livello materiale ha tre nomi: casa, lavoro e terra; e un nome a livello spirituale: libertà dello spirito, che comprende la libertà religiosa, il diritto all’educazione e gli altri diritti civili”.

-Guerra – Il Papa ha anche sottolineato che “la guerra è la negazione di tutti i diritti e una drammatica aggressione all’ambiente. Se si vuole un autentico sviluppo umano integrale per tutti, occorre proseguire senza stancarsi nell’impegno di evitare la guerra tra le nazioni e tra i popoli”. Per Bergoglio “a tal fine bisogna assicurare il dominio incontrastato del diritto e l’infaticabile ricorso al negoziato, ai buoni uffici e all’arbitrato, come proposto dalla Carta delle Nazioni Unite, vera norma giuridica fondamentale”.

-Persecuzione dei cristiani – “Bergoglio non ha dimenticato nemmeno le persecuzioni dei cristiani: “Non posso non reiterare i miei ripetuti appelli in relazione alla dolorosa situazione di tutto il Medio Oriente, del Nord Africa e di altri Paesi africani, dove i cristiani, insieme ad altri gruppi culturali o etnici e anche con quella parte dei membri della religione maggioritaria che non vuole lasciarsi coinvolgere dall’odio e dalla pazzia, sono stati obbligati ad essere testimoni della distruzione dei loro luoghi di culto, del loro patrimonio culturale e religioso, delle loro case ed averi e sono stati posti nell’alternativa di fuggire o di pagare l’adesione al bene e alla pace con la loro stessa vita o con la schiavitù”.

-Agenda per lo Sviluppo Sostenibile – “Alzo la mia voce, – è stato l’appello finale del Papa – insieme a quella di tutti coloro che aspirano a soluzioni urgenti ed efficaci. L’adozione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile durante il vertice mondiale che inizierà oggi stesso, è un importante segno di speranza. Confido anche che la Conferenza di Parigi sul cambiamento climatico raggiunga accordi fondamentali ed effettivi”.

Dopo aver lasciato il Palazzo di Vetro, Francesco è andato a Ground Zero per pregare, insieme con gli altri leader religiosi, nel luogo dell’attentato dell’11 settembre 2001. “Un atto insensato di distruzione“, come lo ha definito Bergoglio, un vero e proprio “fratricidio”. “Questo luogo di morte – ha affermato il Papa – si trasforma anche in un luogo di vita, di vite salvate, un canto che ci porta ad affermare che la vita è sempre destinata a trionfare sui profeti della distruzione, sulla morte, che il bene avrà sempre la meglio sul male, che la riconciliazione e l’unità vinceranno sull’odio e sulla divisione“.

 

ENRICA MALATESTA


mercoledì 23 settembre 2015

RICORRENZA




                             SAN PADRE PIO

                       23 SETTEMBRE 2015   

      QUARANTASETTE ANNI DALLA MORTE


PADRE PIO AFFERMAVA: "IL MIO CUORE E' TRABOCCANTE DI GIOIA E SI SENTE SEMPRE PIU' FORTE AD INCONTRARE QUALUNQUE AFFLIZIONE..."

 

I doni straordinari lo accompagnarono per tutta la vita: in particolare l'introspezione delle anime, il profumo che si faceva sentire a persone anche lontane, il beneficio della sua preghiera per i fedeli che ricorrevano a lui. Fu nell'ultima messa, il 22 settembre che si accorsero che le piaghe delle mani erano scomparse. moriva la notte del 23 settembre del 1968.

Folle straripanti accorsero da ogni Paese per rendergli l'ultimo omaggio. i funerali furono imponenti
Fin dal primo momento la sua tomba e' stata meta di pellewgrinaggio in crescendo e mai esausto. Nel 1987 Papa Giovanni Paolo II vi sosto' in occasione del Centenario della nascita di Padre Pio.


ENRICA MALATESTA

domenica 20 settembre 2015

VIAGGIO PAPALE




                            PAPA FRANCESCO

      A WASHINGTON, FILADELFIA, NEW YORK
                               PARTECIERA' 
           AL CONGRESSO E NAZIONI UNITE
               DAL 22 AL 27 SETTEMBRE 2015

Tutta l'attenzione dei media di recente dato alle figure politiche sarà ora passare ad una guida morale che sta cambiando il dibattito pubblico globale su ciò che è compassionevole, giusto, buono e giusto - e Christian.
Questo è un cambiamento spirituale, fondamentale che abbiamo profondamente bisogno nel nostro paese in questo momento. Tre grandi città della East Coast avranno i loro modelli tipici di traffico e le modalità di alloggio gravemente perturbato. Non sto prevedendo un terremoto o un uragano - invece, per solo la decima volta nella storia della nostra nazione, il Papa, leader spirituale di 1,2 miliardi di cattolici in tutto il mondo, si recherà in visita negli Stati Uniti.
L'ultima visita papale è stato da Papa Benedetto XVI in visita 2008. Papa Francesco 'a Washington, DC, Filadelfia e New York, che si terrà dal 22-27 settembre, dovrebbe essere storico in termini di folla che genera , con ben più di un milione di persone previsti per la quota di Philadelphia da solo.
Ma questo è molto più che un semplice visita papale. Il papa venire in America la prossima settimana è diventato conversazione-changer nel mondo. E non abbiamo visto che per un lungo periodo - in particolare da un capo religioso.
Nel corso della sua visita, Papa Francesco affronterà il Congresso e le Nazioni Unite, presiedere servizi di culto, e partecipare a sfilate - nessuno dei quali è particolarmente sorprendente per un pontefice visita. Ma il papa non è limitante se stesso a questo tipo di evento di alto profilo. Egli è anche spendendo una quantità senza precedenti del suo viaggio interagire con le persone che Gesù chiama il "minimo di questi" in Matteo 25 - compresi i rifugiati e immigrati, uomini senza fissa dimora, disabili e donne, studenti a basso reddito, e prigionieri. Alcune di queste persone sono le stesse persone che sono demonizzati in recenti dibattiti politici della nostra nazione, e sono regolarmente ignorati dalla maggior parte dei nostri politici.
E 'di questi eventi in programma del Papa che dovrebbe attirare il bando di tutte le persone di fede e di coscienza - cattolici e non cattolici - perché esemplificano che Papa Francesco è come persona e come leader. Come uno dei suoi titoli di lavoro, il "Vicario di Cristo," indica, si sforza di promuovere gli insegnamenti di Gesù, agendo come Gesù agisce nei Vangeli. Ciò significa concentrarsi come gran parte del suo tempo e di energia che può sulle persone con cui Gesù passò la maggior parte del tempo.
Dall'inizio del suo mandato da papa, Francesco ha usato la sua posizione per cambiare le nostre conversazioni su cosa, e chi, è importante. Nelle sue parole e le sue azioni, ha sfidato narrazioni e le ipotesi circa la chiesa cattolica, l'ordine economico mondiale, l'immigrazione, e l'ambiente - per citarne alcune questioni. La prossima settimana, in aggiunta alla sua vera vocazione di ministero direttamente a quelli sui margini della società, sarà anche un passo verso il centro delle stanze del potere e di influenza e dell'isola di alcune delle fasi più grandi del mondo. Mi aspetto che porterà le preoccupazioni e le priorità del "meno di questi" a coloro che troppo spesso sembrano ciechi e sordi a loro. E attraverso la copertura mediatica massiccia riceverà, il messaggio avrà la possibilità di raggiungere le persone in tutto il paese e il mondo, di tutte le fedi, sfondi e percorsi di vita.
Il papa sta cambiando la percezione della chiesa di chiudersi e di giudicare a diventare aperto e incontrando - ci ricorda che la "gioia del Vangelo", come la chiama lui, è di abbracciare l'altro e soprattutto quelli che hanno lasciato fuori e dietro; e di proteggere e preservare questa terra che abbiamo come la nostra casa comune.
Fin dalla sua fondazione, la missione primaria Sojourners 'è stata quella di articolare la chiamata biblica per la giustizia sociale - una chiamata che potrebbe non avere più chiaro un portabandiera momento che Papa Francesco. Quindi è nostra intenzione prossima settimana per essere un luogo "go-to" per i nostri lettori - di tutte le affiliazioni - per tenere il passo con tutto ciò che il papa sta facendo e dicendo durante il suo viaggio a campione le cause della giustizia sociale, il comune buone, e i più vulnerabili.
ENRICA MALATESTA

martedì 8 settembre 2015

RICORRENZE




                              8 SETTEMBRE 2015

              FESTIVITA' DI MARIA BAMBINA



Per la Chiesa ortodossa la nascita di Maria riveste un'importanza particolare ed è computata come una delle 12 feste maggiori.
Nella tradizione cattolica la festa è celebrata in tante località. Nella tradizione agricola il ricordo della nascita di Maria coincide con il termine dell'estate e dei raccolti. Molte chiese hanno come titolo la Natività di Maria.
La festa è nata dapprima in Oriente; è stata introdotta nella chiesa d'Occidente dal papa Sergio I. In particolare la devozione verso la natività di Maria si sviluppò nella diocesi ambrosiana, dove risulta attestata fin dal X secolo. Splendida espressione di questa devozione è lo stesso Duomo di Milano, consacrato da San Carlo Borromeo il 20 ottobre 1572 e dedicato a Maria Nascente (Mariae Nascenti, come appare scritto sulla facciata). Alla fine degli anni '70 il vescovo di Vicenza mons. Arnoldo Onisto, accogliendo i comuni voti, approvò l’elezione della Beata Vergine Maria, "Madonna di Monte Berico" a patrona principale presso Dio della Città e della Diocesi di Vicenza e ogni anno tale solennità viene celebrata l'8 settembre, giorno del ricordo della nascita della Madre di Gesù.
La nascita della devozione a Maria Bambina
Negli anni fra il 1720 e il 1730 una monaca francescana di Todi (Suor Chiara Isabella Fornari) realizzò per devozione personale alcuni graziosi simulacri in cera di Maria neonata avvolta in fasce. Una di queste effigi nel 1739 fu donata alle suore Cappuccine di Santa Maria degli Angeli in Milano. Le suore ne propagarono la devozione, che nel contesto ambrosiano trovò subito un terreno particolarmente pronto e fecondo.
Dopo vari trasferimenti e vicissitudini, la statuetta approdò nella casa generalizia delle Suore di Carità di Lovere, in Via Santa Sofia a Milano, dove divenne popolarissima, tanto che da allora fino ad oggi le suore di questa congregazione sono popolarmente chiamate "di Maria Bambina". Alla Natività di Maria è anche intitolata una congregazione di suore francescane spagnole.
La statua è in realtà costituita da una testa di neonata per lo più in cera (ma anche in gesso) su un corpo appena abbozzato e completamente rivestito di fasce, secondo l'uso del tempo. Le fasce e la cuffietta sono di diversa raffinatezza e ricchezza, ma sempre di pizzo. Spesso alla statuetta si accompagna una culla, anch'essa rivestita di pizzo.
L'immagine originale fu ben presto riprodotta e divulgata in tutta la diocesi ambrosiana, e specialmente in Brianza, dove era tradizione donare alle giovani coppie di sposi una statuetta di Maria Bambina, che veniva gelosamente custodita nelle case sotto una campana di vetro.
ENRICA MALATESTA