lunedì 2 settembre 2013

ETICA-MORALE: CRESCERE BENE PER FAR GRANDE L'ITALIA. CONIUGARE “MENS SANA IN CORPORE SANO”

Esistono molti livelli di coscienza di sè. Ne sono esempi la capacità di pensare al proprio corpo; di riconoscersi come portatori di stati mentali; di padroneggiare grammaticalmente l'uso del pronome in prima persona; di vedersi come oggetto fra gli altri; di conservare ricordi del proprio passato; di formulare progetti e ambizioni a lungo tempo.
Capacità concepite come dipendente da una forma di consapevolezza di sé più primaria e pre-esistente.
La consapevolezza corporea di sé offre una delle soluzioni più promettenti per definire il livello elementare di “consapevolezza di sé”, costituendo il nucleo centrale delle molteplici forme di auto- coscienza. Il nostro corpo ci è dato primariamente come una molteplicità di possibilità per l'azione.
Emozioni o sensazioni, siamo noi a viverle in prima persona. Come si diventa persona? Come si sviluppa la personalità? Partendo da queste domande nasce l'impegno di come aiutare i giovani a questa conoscenza.
Crescere bene ragazzi (bambini e adolescenti) sino a portarli alla maggiore età, e' un compito su cui le forze politiche ed istituzionali devono intervenire con urgenza viste le criticità che si sono riscontrate nel venir meno la tutela dei minori. L'attenzione deve essere rivolta nel responsabilizzare i Presidi d'istituto, gli organi dei docenti, il personale assistente a cui sono stati affidati questi ragazzi, come la nostra legge prevede per i minori in custodia.
Come per qualsiasi tema d'affrontare, bisogna partire dal concetto etico-morale.
Socrate
(Musei Capitolini)
La pratica endemica degli scandali di favore, lo sfruttamento di risorse pubbliche a vantaggio d'interessi privati porta ad una corruzione a tutti i livelli.
Contro lo scetticismo etico, il rimedio è difendere la serietà della nostra esperienza morale, smentendo il modo di pensare che non esiste verità o falsità in materia di giudizio che risponde alla domanda “cosa si deve fare!!!”.
La politica deve riprendere la via di Socrate.
Oggi l'importanza è “ fare ogni cosa per fare bene”, il parere di buono difficilmente riuscirà se in verità non lo si è. Nell'uguaglianza di dignità e di diritti è giusto che venga riconosciuto a ciascuno il problema di fondo relativo ai diritti dell'uomo: oggi non tanto quello di giustificarli, quanto quello di proteggerli, problema non filosofico ma politico.
Come si diventa persona? Come individuo in senso pieno? Come si sviluppa la personalità che distingue ciascuno? Come avviene l'individualizzazione?
I filosofi hanno scritto pagine importanti sul tema di come seguire le “regole”. Ma quando impariamo a seguire regole mai esplicitate?.
L'importanza della famiglia in primis, della scuola e della società successivamente contribuiscono in questo percorso di vita formativa.
Il nucleo familiare inizia con le esperienze di base, percezione, emozioni. In ogni emozione c'è un sì o un nò, buono o cattivo. Successivamente, ben prima di poter prendere decisioni, insegna in modo spontaneo i dati del mondo, ossia dati di realtà o di valore convogliati dalle percezioni e dalle emozioni. I genitori portano ordine nel mondo rafforzando tutte e solo le posizioni adeguate.
La scuola ha il compito di avviarli oltre che al sapere anche di aiutarli in campo sociale per informarli dei pericoli in cui possono cadere quando vengono affrontati con leggerezza, sia per i rapporti facili o per assunzione di sostanze nocive, perché colti da curiosità.
Questo cambiamento può avvenire con l'intervento politico-istituzionale ristrutturando le regole interne agli istituti, preparando i direttori, i docenti , il corpo dei sorveglianti con corsi idonei alle necessità. Ci troviamo nel terzo millennio, il mondo evolvendosi fa si che anche l'uomo si adegui.
Gli alunni hanno bisogno di risposte adeguate per evitare pericoli e sciogliere le ansie. Senza una disciplina dei doveri e dei consensi, non si forma coerenza di mente. Solo sulla base di risposte “giuste” possono arrivare ad apprendere realtà e valore.
Il capitolo dei pericoli e delle ansie connesse, sono al giorno d'oggi da addebitarsi nel consumo di droghe, dove giovanissimi e giovani ne sono coinvolti.
Medici, psicologi, sociologi, educatori stanno studiando i fattori motivanti della diffusione formulando varie ipotesi, spesso diverse, talora contrastanti, a seconda della particolare angolazione professionale ed orientamento individuale.
Il consumo delle “ sostanze nocive” ha in questi ultimi anni coinvolto tutto il mondo occidentale, stiamo vivendo in un 'epoca nella quale sempre più difficile e' mettere a fuoco i problemi che si sviluppano nel contesto vivo di una società in continuo mutamento.
L'informazione, spesso contrastante e deformata, la frettolosità con cui vengono espressi i giudizi anche ufficiali, un sempre più diffuso sistema di controinformazione operato dalla “kultur” della droga o controcultura sono tutti elementi che uniscono tale difficoltà.
Si avverte l'opportunità di una trattazione che raccolga i dati più significativi sull'argomento, operando una obbiettiva valutazione tra informazione scientifica tradizionale e ufficiale: un lavoro non indirizzato solo ai cultori e agli specialisti della materia, ma anche al pubblico profano, ai giovani, agli studenti, ai genitori, agli insegnanti, agli educatori; un'azione d'intervento rispondente a quelle che sono le nozioni attuali in materia e ampliare le conoscenze oltre i limiti tradizionali del problema.
Tutto questo, con la speranza di raggiungere gli scopi prefissi e aiutare le giovani vittime di ogni tipo di sostanza pericolosa.
Ogni libertà presuppone una disciplina, e la persona si costruisce in quanto poggia su risposte oggettive, cognitive ed adeguate alla realtà che la sostiene.
Cosi ha inizio l'avventura e il tormento di una libertà non più guidata.
Non c'è altra vita morale che nel rinnovamento. Socrate può ritornare fra noi, ogni ragazzo deve ritrovarlo in sé. Anche la politica deve tornare ad essere al servizio della "polis" e affare di chiunque voglia essere persona moralmente autonoma e non libera solo di diventare serva.
Nessuno può fare tutto ma tutti possono fare qualcosa.
 
Enrica Malatesta



martedì 18 giugno 2013

"PSICOLOGIA DELLE TOSSICODIPENDENZE"


IL PARADISO ARTIFICIALE DELLA NON SOFFERENZA
ALL'IMPOSSIBILE SOGNO....DI ESSERE DIO
 
 

Ogni epoca ha vissuto le sue mode intese nella loro più vasta accezione.

Usi, costumanze, abitudini iniziate da piccoli gruppi di èlite. La propaganda è il vero strumento di divulgazione della moda. Il parlare continuamente di droga su tutti i mezzi d'informazione, sia in buona che in malafede, rappresenta indubbiamente una forma di pubblicità. Il giovane si avvicina alla droga perché è convinto che tutti la usano e questo stimola la sua curiosità a provarla per controllarne la veridicità degli effetti ed appurane la validità, come stimolante psicofisico o come piacere nella forma dell'euforia, come evasione o rifugio dalla realtà quotidiana, quindi alla ricerca di felicità. Un fallace pensiero che porta alla rovina dell'esistenza, e pensa di risolvere i problemi piccoli e contingenti del quotidiano attraverso una gamma di desideri appagati nell'irrealtà: vivere da Dio piuttosto che soffrire da uomo. L'essere umano deve rammentare che non può vivere di sole illusioni, la realtà vive con lui e intorno a lui.

È in tutte le librerie il volume “Psicologia delle Tossicodipendenze”, pubblicato dalla casa editrice Piccin Nuova Libraria.

Si tratta di un lavoro di ricerca il cui risultato deriva dal contributo di un gruppo di psicologi ed educatori con esperienza di ricerca e di intervento nel campo della tossicodipendenza. Il lavoro intenso e scrupoloso è stato guidato dal professore Massimo Canu, direttore dell'Agenzia capitolina sulle Tossicodipendenze e docente di Psicologia delle Tossicodipendenze presso la Facoltà di Medicina e Psicologia dell'Università Sapienza di Roma.

Il volume rappresenta un vero contributo nel settore specifico ed un pregio per il richiamo all'attenzione su una tematica di rilevanza sia sociale che dal punto di vista medico. Nella consapevolezza dell'allarmante diffusione, aiuta ad un sapere che porta nelle persone speranza e fiducia ad affrontare e superare gli ostacoli.

Le riflessioni e il punto di vista sul tema, unitamente alla lettura psicologica a cui è saldamente ancorata l'importanza del volume, riconsegnano al fenomeno delle dipendenze significati nuovi che, nella consapevolezza dell'allarmante diffusione, segnala dati e statistiche per superare la speranza e la fiducia nelle capacità della persona ad affrontare gli ostacoli e poterli poi superare.

Il progetto Minerva, realizzato a Roma e ricco di dati, mette in evidenza uno spaccato della popolazione giovanile alquanto articolato, che il mondo politico e gli operatori socio sanitari non possono ignorare.

Quando un giovane viene aiutato a trovare la sua strada, anche quando raggiungerà l'età da canuto, non si allontanerà da essa.

È impossibile mettere in ordine i pezzi per chi non ha in testa un'idea del tutto. A che serve far provvista di colori a chi non sa che cosa deve dipingere? Nessuno fa un disegno preciso della sua vita, decidiamo volta per volta. …. I nostri propositi si fuorviano, perché non ha né indirizzo e né scopo. Nessun vento è buono per chi non ha un porto stabilito.” M. Montaigne.


                                                                                 Enrica Malatesta


                                                       

"DIMENTICARE SE STESSI"

  IL SEGRETO SULLE CONNESSIONI  

FRA MALATTIA E CIO' CHE LA PRODUCE.     



             


Non si ricorda più niente … diluvio universale … blackout … il buio: è l'Alzheimer, malattia silente generatrice di incertezze e di tribolazioni di persone che non sanno cosa per essi possa significare.
Il rischio che si corre, di essere colti a subire “buchi di memoria” con un clik.
Infatti un dispositivo d'indagine ha individuato un setting clinico in cui ricercatori, paziente e famiglia possono stabilire una solida alleanza di lavoro.
DIMENTICARE SE STESSI”, in uscita in tutte le librerie, rappresenta un'autorevole pubblicazione della casa editrice PICCIN Nuova Libraria.
E' una testimonianza essenziale alla psico-geriatria come “corpus nuovo” a cui una psicologia dell'invecchiamento da un contributo essenziale.
Il libro nasce dal lavoro laborioso e scrupoloso di Maria C. Quattropani ed Emanuela Coppola, ottenuto da un compendio accurato di 25 anni di percorsi ed esperienze delle due autrici e dei due co-autori Roberta Lampasona e Antonio Giorgi.
Siamo davanti ad un eccellente lavoro scientifico, progettato e realizzato in modo egregio per le esigenze degli anziani.
L'Alzheimer è considerata l'epidemia silente, da anni sino ai giorni nostri, della degenerazione celebrale. L'eccezionale lavoro scientifico nel “DIMENTICARE SE STESSI” è la testimonianza che si può progettare e realizzare interventi efficaci agli anziani e dei loro caregivers.
L'unica certezza su cui l'indagine scientifica ha fatto luce è l'irreversibilità della malattia, identificata come un processo cronico-degenerativo di morte neuronale. Dato che ha rappresentato un inizio per il lavoro clinico e neuropsicologico. Questo dato ha fatto sì che un nuovo inizio di lavoro prendesse vita. Il sapere che di Alzheimer non si guarisce ha spronato gli addetti alla ricerca ad intervenire in maniera ossessiva sul danno celebrale attraverso specifici trattamenti farmacologici, non sottovalutando tutte le difficoltà in merito.
Non tutti i pazienti rispondono allo stesso modo al trattamento a causa dell'insorgere subdola della patologia che non ha un esordio uniforme, ma varia a seconda alle caratteristiche personologiche, biologiche e sociali del paziente. Grazie all'ampliarsi delle conoscenze sulle caratteristiche neoplastiche del cervello, si è arrivati ad un avanzamento conoscitivo capace di scalzare quelle logiche riduttive del cervello, dando spazio e respiro agli approcci olistici complessi atti a cogliere l'essenza della mente. Una mente radicata nel corpo, con una memoria somatica che fa esperienza di sé, degli altri e del mondo.
La demenza di Alzheimer, una volta diagnosticata non può avere nessuna remissione. Le prognosi favorevoli riguardano, nel migliore dei casi cospicuo rallentamento della patologia che è proporzionale alla capacità dell'intervento. Certamente non è risolutiva per la malattia, ma serve a rendere migliore la qualità della vita del malato e dei loro familiari.
Tuttavia l'intervento deve essere tempestivo attraverso trattamenti psicologici integrati, come riattivazioni, riabilitazione sociale, cognitive, psicoterapia di gruppo per una dignità sostenibile al paziente. L'obbiettivo è giungere ad una uniformità complessa del rapporto tra mente, corpo e relazioni per una psiche in grado di adattarsi e di rigenerarsi sia negli aspetti strutturali sia in quelli funzionali, avvalendosi del grande patrimonio dell'esperienza.
Nell'attesa, la ricerca neuroscientifica ci aiuti a fornire importanti risultati sperimentali sul trapianto di neuroni e dai trial clinici sulle cellule staminali; la psicologia clinica, nel frattempo non può sottrarsi dal contribuire alle logiche della prevenzione, della diagnosi e del trattamento precoce dei disturbi.
La fiducia riposta nell'applicabilità delle ricerche deve rappresentare un salto di qualità nella condivisione e nel riconoscimento nel lavoro quotidiano.
Cicerone affermava “se la memoria è la custode di ogni conoscenza, allora siamo entrati nell'epoca della conoscenza on demand”.
                                                                                      Enrica Malatesta


http://www.piccin.it/libri/9788829923168/dimenticare-se-stessi.html

        

domenica 19 maggio 2013

IL CONSOLATORE

                                     
 
 



Spirito dell'anima, emozione ed ammirazione pensando al dono ricevuto. Felicità intima, ospite dolcissimo in noi; come acque inondanti, l'anima è sopraffatta dalla quiete, dall'amore contemplativo del padre, rimanendo attoniti a tanta degnazione. Bellezza stupenda, oltre ogni dire e immaginazione, inalterabile ricchezza di grazia, di doni, di frutti e di beatitudini.

Alla tenera bontà che spinge ad abitare in noi; Tu hai tutto, Tu puoi tutto, Tu vuoi dare tutto donatore di sapienza e di pietà. Il Cielo è l'anelito ascensionale di ogni uomo. E' una realtà che invade l'anima, la trasforma e la conduce a Dio. La realtà che ci attende supera di gran lunga le nostre conoscenze: è la nostra casa.

Ora noi ci troviamo in transito, come in una sala d'imbarco all'aeroporto in attesa di salire sull'aereo. Tutto è pronto, l'unica cosa che c'è nascosta è l'ora dell'imbarco e se si sbarcherà.

Spirito Santo, Ti supplichiamo di illuminare la nostra mente con luce vivida necessaria a sostenere la debole volontà con grazie di amore e di fortezza. Divino santificatore conducici alla vetta della santità attraverso il lavoro continuo, paziente e docile, alle tue premure. Rimuovi ogni male, ogni pericolo, ogni cattiveria per rifare tutto nuovo e puro. Donaci i doni per contemplare il Padre nella luce dei suoi misteri e per comprendere il vero valore della vita, delle cose e per amare tutti con pura carità. Per giungere al giorno in cui la nuova ed eterna alleanza d'amore e libertà si determina con la promulgazione del fuoco e l'ebbrezza dello Spirito Santo per testimoniare con i carismi le meraviglie del Padre.


                                                                            ENRICA MALATESTA
                           

lunedì 25 marzo 2013

TEMPO DI RESURREZIONE: AUGURI DI PASQUA



Di rado si incontra un uomo tanto spirituale che sia distaccato da tutto. Infatti un vero povero di spirito, staccato da ogni creatura, chi potrà trovarlo?

Egli sarebbe prezioso, come le cose portate "dall'estremità della terra". Anche quando l'uomo donasse tutto ciò che ha sarebbe ugualmente un nulla. E se avesse una virtù meravigliosa e una ferventissima devozione, gli mancherebbe ancora molto; ossia, mancherebbe la sola cosa che gli è sommamente necessaria: dopo aver lasciato tutto lasci se stesso, il suo amor proprio.

Siamo servi umili, non diamo grande importanza a ciò che dagli altri è stimato grande, ma sicuramente si chiami "servo inutile" come disse la stessa Verità: quando si è fatto tutto quello che è stato comandato, allora si può dire di essere "servi inutili".

Nessuno è più ricco, nessuno è più libero, nessuno più potente di colui che sa abbandonare sé e tutte le cose, e mettersi all'ultimo posto.

Un antico sapiente greco affermava che la vera saggezza consiste nel conoscere se stessi, la nostra natura malata e l'impronta divina che Dio ha stampato nel profondo del nostro essere. Come ravvisato da San Paolo nei Corinzi (13,2)

 
                               AUGURO BUONA PASQUA A TUTTI






domenica 17 marzo 2013

RIMEMBRANZA DELL'AMATO PADRE


Il conte Luigi Gaetano Giulio Malatesta Ripanti della Penna  (a destra)  stringe la mano del
principe Amedeo Savoia duca d'Aosta in occasione dell'850° Anniversario Malatestiano nel 1983
VELO DI MISTERO

FAMIGLIA UMANA CHE OLTREPASSI I LIMITI DEL TEMPO
           EGLI.., CONOSCE PER NOME
           TUTTE LE STELLE SENZA ANIMA
           FERMEZZA NELLA PAROLA DATA
           VITA FUTURE FA PENETRARE
           LO SQUARCIO OLTRE IL TEMPO
           ED APRE IL VELO DEL MISTERO
DESIDERIO RAFFORZATO CHE UN GIORNO SAREMO INSIEME
           UMANITÀ CHE CI SPINGE
           AD ESSER GRATI A COLUI
           CHE CI UNISCE AI CARI
           COL SEGNO DELLA CROCE
           E DORMON IL SONNO DELLA PACE

                                                                  Enrica Malatesta


"QUANDO IL CORPO MORTALE SI SARÀ RIVESTITO DI IMMORTALITÀ,SI COMPIRÀ LA PAROLA DELLA SCRITTURA."




giovedì 31 gennaio 2013

PARKINSON: DOPAMINA O STAMINALI?



La malattia di Parkinson, in Italia, colpisce più 300 persone e non è guaribile. I farmaci aiutano a superare la rigidità, a rallentare i movimenti  del tremore. Uno questi è la dopamina, che sostituisce la dopamina celebrale mancante. Questi farmaci riescono ad assicurare un buon controllo sui sintomi della malattia, tuttavia possono provocare comportamenti compulsivi come il gioco d'azzardo, shopping, sesso e il cibo che possono essere uno degli effetti collaterali delle terapie.
(immagine dal sito: www.tuttowebitalia.com/scienze/cellule-staminali.html )
Il Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Pisa spiega che la malattia consiste nella perdita dei neuroni che producono dopamina, che è il neurotrasmettitore del movimento ma anche del piacere e della motivazione. Nei pazienti predisposti la stimolazione di tale sostanza scatena un disturbo del controllo degli impulsi, per cui si sviluppano i succitati comportamenti.
Ricerche effettuate, dal Centro di Parkinson di Milano, hanno dimostrato che, per i pazienti, il gioco d'azzardo è associato ad un eccessiva stimolazione indotta dai farmaci antiparkinson  dell'emisfero destro, quello della creatività. Questi pazienti si rendono conto che provano di nuovo piacere a fare cose con una spinta rinnovata. Avvertono il piacere della vincita ma non il dispiacere legato alla perdita. Quindi si assiste ad un rinforzo continuo del comportamento. Come fare? Avvisare i familiari di questi possibili rischi e ridurre la terapia associandola a una terapia comportamentale psichiatrica. Tuttavia per il Parkinson vi sono attese interessanti dalle cellule staminali, speranza del futuro prossimo. Infatti dal Centro del parkinson di Milano si sta facendo il punto sulla sperimentazione nel campo delle staminali. Gli impianti di Staminali Embrionali hanno dato per ora risultati modesti per via di ostacoli interposti: ma la ricerca va avanti....
Le prospettive ci sono, soprattutto per quanto riguarda le staminali adulte prelevate dal paziente.
In Italia la ricerca è pronta, anche a partire da domani. In altri paesi d'Europa tali ricerche già le stanno facendo organizzazioni, perlomeno, discutibili perché commerciali e non controllabili: è dove si vende il trapianto di staminali autologhe a 35 mila euro, fuori da ogni controllo. Questo avviene perché dietro le staminali non c'è brevetto.
L. Tolstoj in -La vera vita- affermava: "... l'uomo non deve considerare nessuno come un maestro che non può mai sbagliare, ma deve cercare la verità dovunque in tutte le tradizioni umane e controllare poi con la sua ragione".


                                                                                                                ENRICA MALATESTA

martedì 1 gennaio 2013

Il libro poetico dei mesi 2013 - GENNAIO


Il Libro poetico dei mesi 2013




AUGURI PER IL 2013



                              

IL VALORE DELLA VITA, DONO PREZIOSO, SACRO E INVIOLABILE, VA PROTETTO CON OGNI AMOROSA ATTENZIONE.


L'INTERA SOCIETÀ DEVE RISPETTARE, DIFENDERE E PROMUOVERE LA DIGNITÀ DI OGNI PERSONA UMANA, IN OGNI MOMENTO E CONDIZIONE DELLA SUA VITA.
AUGURO CHE L'ANNO NUOVO CANCELLI L'INDIFFERENZA CHE PURTROPPO CARATTERIZZA LA VITA DI MOLTI E CHE LASCI IL PASSO AD UN GRANDE CUORE.



                      
                                  
                                                         UN FELICISSIMO 2013

















                 



                 
      

giovedì 27 dicembre 2012

AUGURI DI NATALE








                           IN TE FORMIAMO IL POPOLO GRANDE E RICCO DI

                           OGNI BENEDIZIONE PROMESSA....... NOI TI ASPETTIAMO

                                         

                                                     FELICE NATALE A TUTTI

venerdì 30 novembre 2012

FULGIDA COME L'AURORA




Fulgida aurora, momento stupendo: quello che produce immediatamente il sorgere del sole.
All'inizio un lieve impallidire del sole a oriente, appena nella notte visibile, successivamente il chiarore va crescendo lentamente, poi più in fretta...sempre più in fretta. Infine un momento in cui il nascere della luce è vittorioso e ardente, l'incanto, lo splendore accecante agli occhi abituati alla notte, tanto da credere di trovarci davanti al sole stesso: come una fiammata la luce divampa sul filo dell'orizzonte. Ed ecco finalmente il sole...: così L'Immacolata Concezione, nostra Madre.
Prima nella lunga serie dei secoli precedenti, si poteva intravedere l'alba di Cristo, un lontano preludio della sua purezza e sanità ma Maria appare come culmine dell'aurora, il sorgere del sole. E' nella Vergine che tutto si riunisce per poi passare da Lei al Figlio.
Così l'antico testamento e tutto quello che vi è di storia sacra nell'umanità', come ha prefigurato Cristo, ha anche prefigurato la Vergine. Le donne e le cose sante dell'antica alleanza la rappresentano; il tempio e l'altare, il Sinai e l'arcobaleno, è la Vergine che viene attraverso quei segni, perché attraverso di lei viene Colui che viene. Con Maria inizia la lotta fra la stirpe della donna e la stirpe del serpente; lotta fin dalla prima origine della Vergine, concepita senza alcuna macchia di peccato e in opposizione completa a satana.
Il privilegio dell'Immacolata non consiste soltanto nell'assenza del peccato di origine, ma più ancora n e reale per l'umanità'ella pienezza di grazia. La Madre di Gesù, che ha dato al mondo la Vita stessa che tutto rinnova, è stata arricchita di doni consoni a tanto ufficio e adornata fin dal primo istante della sua concezione dagli splendori di una santità tutta singolare. Così la volle il padre, specchio purissimo di santità e di bontà, ideale e reale per l'umanità rigenerata dal Cristo. Non sogno, ma incanto, privilegio per ogni cristiano a subire il fascino e gustarne la gioia.
La nostra devozione ci dia il coraggio per concorrere a difendere nei nostri giorni la verità dell'amore, l'integrità della famiglia, la nobiltà dello spettacolo, la moralità della vita senza mai arrossire né dimenticare del nostro status e di avere Maria Immacolata, vestita di sole, come emblema di speranza e di salvezza.
Alba di quel giorno eterno, guida e sostegno nel cammino che ancora ce ne separa.

                                                                                          Enrica Malatesta

giovedì 15 novembre 2012

FINE PENA.......


Inutile celare, la prigione non riesce a piegarsi a nessun scopo sociale condivisibile e stabilire quando  i bisogni-desideri debbono essere soddisfatti e realizzati. E' in questa dinamica che la mente finisce in un anfratto remoto dove non è più possibile vedere nulla. Fino a quando non si comprenderà che in carcere si va per scontare una pena, non per essere privati di quella poca dignità rimasta, ed essere rinseriti nel tessuto sociale, tutto sarà vano. Solo quando si potrà si parlare dell'efficacia dell'applicazione della pena nelle carceri, allora potremmo dire di aver raggiunto lo scopo prefisso.

Purtroppo il carcere continua a rimanere un luogo autorizzato a non far nascere speranza, e l'uomo privato di questo è un uomo già morto. Momento  dopo momento, giorno dopo giorno, anno dopo anno è in compagnia del suo passato che ricompone la sua trama. Presente e futuro sono lì, si riconoscono i propri errori e l'impresa diventa ardua. Per rendere più umano l'inumano occorre convincersi dal di dentro della possibilità di raggiungere dei traguardi e degli obbiettivi per ritornare a volersi un po di bene,  riuscire a essere persone e non numeri usati per la statistica. Il carcere purtroppo è antico e ferruginoso, ma chi vive in quest'agglomerato umano ha il diritto-dovere di ritrovare fiducia in se stesso e negli altri,  ci riuscirà solamente comprendendo che l'incontro con l'altro  può essere la salvezza. Il pensare di sopravvivere senza l'aiuto dell'altro, nel lungo tempo, determinerà la chiusura con il mondo circostante e porterà all'inasprimento dell'animo con tutto ciò che ne consegue. Ciò che diventeranno sarà quello che si sono incisi nella mente, ossia l'immagine di loro stessi costruita con un fatto concreto..

Si ha l'idea che finché il carcere, meglio dire tutto il consorzio sociale, non si attiverà consapevolmente con il suo interessamento produttivo a predisporsi all'aiuto di chi è nell'errore, continuerà a seppellire quei "dettagli" essenziali, non contribuirà mai al benessere della società che attende per il miglioramento del suo status.
Per il missionario Carlo Carretto della congregazione cattolica Piccoli Fratelli del vangelo "... la parola del cuore è sempre il retaggio di una preghiera forte e autentica".

                                                                                                              Enrica Malatesta

giovedì 1 novembre 2012

IMMORTALITA' DELL'ANIMA


                                                 
La pietà cristiana dedica questo mese di Novembre al ricordo dei defunti, per rinsaldare il legame di solidarietà che esiste tra chi è ancora pellegrino sulla terra e chi l'ha preceduti nella vita eterna.
Giudizio universale
(Michelangelo Buonarroti)
Questo momento particolare ci invita a riflettere che su questa terra siamo solo dei viandanti, senza borsa e senza sandali, che non hanno paura della morte perché è forte la nostalgia della vera Patria, più grande, più bella di questo mondo e debbono vivere in modo da poterla raggiungere.


Se in ogniuno di noi c'è la tendenza all'egoismo, per cui tutte le cose più sacre vorremmo farle diventare nostra proprietà esclusiva, non è così per la Chiesa che si sente madre di tutti i credenti.
La Chiesa ricorda tutti i suoi defunti, senza farne il nome, perché non ha bisogno di dire a Dio il nome dei suoi figli, come conosce il nome di tutte le stelle del cielo che sono senza anima.
La commemorazione dei defunti è vivificata dalle tre virtù teolocali: fede, speranza e carità.
In primis, la fede in una vita futura fa penetrare lo sguardo oltre il tempo e apre il velo del mistero della morte. La speranza, rafforza la nostra fiducia che un giorno saremo di nuovo insieme ai nostri cari estinti. Infine la carità, ci spinge non solo ad essere grati al Padre, ma ci unisce ai nostri cari che ci precedettero con il segno della fede e dormono il sonno della pace. In questo modo ci sentiamo partecipi della famiglia umana che oltrepassa i limiti del tempo.
San Francesco nel "Cantico delle Creature" accolse la morte come sorella e lodava il Signore per avercela data.

                                                                                                           Enrica Malatesta

venerdì 12 ottobre 2012

MADONNA DI FATIMA - 13 OTTOBRE PROCLAMAZIONE DI FEDE E DI CULTO





"VOLETE OFFRIRE A DIO PER ESERCITARE LE PRATICHE DI RIPARAZIONE, ESPIARE PER TUTTI I PECCATI CON I QUALI EGLI VIENE OFFESO E PER LA CONVERSIONE DEI PECCATORI? VOI DOVETE SOFFRIRE MOLTO, MA LA GRAZIA DI DIO SARÀ LA VOSTRA FORZA". Queste le parole di Maria, che appena finì di pronunciarle trasmise una luce fortissima, penetrante e ardente nel petto dei pastorelli, Lucia, Giacinta e Francesco, fino alla più profonda delle profondità delle loro anime. Allora caddero in ginocchio e recitarono la preghiera Trinitaria. La Vergine li esortò alla recita frequente del santo Rosario per la pace del mondo e la fine della guerra. Dette queste parole la Madonna iniziò lentamente a salire in direzione dell'infinità celeste. I ragazzi non ebbero nemmeno per un attimo timore dell'apparizione, ma solo di un probabile temporale come riportano le cronache del tempo. Più tardi capirono che i lampi erano solo un riflesso della luce che circondava la Vergine; da allora impararono che quando quella luce si mostrava era prossima l'apparizione dell'amata Signora. La luce che la circondava segnava la via del firmamento del cielo.

Il tredici ottobre, sesta apparizione, un giorno piovoso e freddo i grandi quotidiani di Lisbona pubblicavano la notizia che la Vergine sarebbe comparsa e avrebbe compiuto un miracolo. L'essenza del messaggio di quest'apparizione è la seguente: "Sono la Madonna del Rosario. Voglio che si costruisca qui una cappella in mio onore. Si continui sempre a recitare il santo Rosario tutti i giorni. La guerra sta per finire e i soldati torneranno a casa. Alcuni altri saranno guariti altri no, perché devono migliorare e pregare per l'espiazione dei loro peccati". Poi con atteggiamento triste, come riportano i tre pastorelli, Lucia, Giacinta e Francesco, la Signora proseguì nel dire: "Non si dovrebbe più offendere il Signore, che è stato tanto offeso".

Dopo la scomparsa di Maria, improvvisamente la sfera solare prese a rotolare in modo vertiginoso. E' il prodigio annunciato dalla Madonna. In questo modo vertiginoso il sole proietta sulle persone circostanti i colori dell'arcobaleno in tutte le direzioni. E' il 13 ottobre del 1930 che la Chiesa dichiara degni di fede i prodigi della Madonna di Fatima. Fu deciso che il Terzo segreto doveva essere reso pubblico nel 1960. Da Lucia, per volontà della Vergine, fu inviata al Vescovo di Leira nel 1943 una busta sigillata con il compito di recapitarla al Santo Padre. A tutt'oggi la disputa tra chi afferma che tutto è stato detto e chi ancora manca una parte del contenuto è ancora aperta.

Pertanto si riporta parte del testo pubblicato, Fatima 13 ottobre 1917, Redazione diplomatica della terza parte del segreto di Fatima, del Papa Paolo VII. " Figlia mia non temere per quello che sto per dirti, io ti sarò sempre vicina. Tu dovrai diffondere al mondo, a nome mio, il seguente messaggio, poiché l'umanità dovrà sapere cosa l'aspetta nei prossimi tempi"......"Gli uomini si sono messi sotto i piedi i doni del Padre. Un grande castigo cadrà su tutta l'umanità.... In nessuna parte del mondo c'è più ordine. Satana seminerà confusione nello spirito dei grandi scienziati che inventeranno armi terribili con i quali si potrà distruggere la metà dell'umanità in pochi minuti. Egli soggiogherà i potenti dei popoli alla sua impresa e li condurrà a fabbricare quelle armi in massa. Se i potenti della Chiesa e del mondo non fermeranno questo, allora non potrò fermare il braccio di mio Figlio, Cristo. Ma verrà pure per la Chiesa un tempo di prove più dure.

Cardinali saranno contro cardinali e vescovi saranno contro vescovi. Satana si metterà in mezzo a loro. Anche a Roma ci saranno grandi cambiamenti. La Chiesa sarà oscurata e il mondo immerso nello smarrimento. Se i potenti non osserveranno questi miei richiami in modo serio, allora Satana regnerà dovunque e sulla terra sarà una catastrofe di fuoco e di fiamme che cadranno dal cielo. La terra sarà scossa da terremoti di enorme portata e la temperatura diventerà altissima, le acque degli oceani si trasformeranno in vapori vomitando la loro schiuma versoi il cielo e tutto ciò che è in piedi si rovescerà.................”.

La visione di questo terzo segreto appare apocalittica. Ma il messaggio della Madre è chiaro, la salvezza è nelle mani di tutti noi, e sta a noi commuovere il cuore della madre di tutti - Maria Santissima-.



                                                                                                                 Enrica Malatesta    

giovedì 4 ottobre 2012

PERFETTA LETIZIA - San Francesco d'Assisi

 
Un di' Francesco l'acerbissimo freddo lo crucciava
Da Perugia verso S. Maria degli Angeli venendo
Chiamò Leone che gli ansava
Un poco avanti cominciò a parlare
Frate Leone se i fratelli minori
In ogni terra sian edificanti
E diano di bontà nobile esempio
Pur nota scrivi diligentemente
Che non è ivi perfetta letizia
E andando un poco più Francesco
Cosi' parlò per la seconda volta
Frate Leone se il frate minore
Renda l'udito ai sordi se l'andare
Renda agli zoppi ai mutoli il parlare
Il lume ai ciechi se i demoni cacci
Se distenda gli attratti e se anco i morti
Di quattro dì risusciti pur scrivi
Che non è questo perfetta letizia
Andando un poco ancora gridò forte
Frate Leone se il frate minore
Ogni lingua parlasse ed ogni scienza
Sapesse tutte le scritture in modo
Che profetare rivelar sapesse
Non solamente le future cose
Ma pur delle coscienze conoscesse
I segreti animi pur scrivi
Che non è in questo perfetta letizia
Ed un poco più oltre camminando
Francesco chiamò forte ancor
Frate Leone pecora del padre
Benché il frate minor parli con lingua
D'angelo sappi i corsi delle stelle
Le virtù delle erbe rivelati
Gli fossero i tesori della terra
Conoscere le virtù dei pesci
Degli uccelli di tutti gli animali
Degli uomini delle acque delle pietre
D'alberi radici nota scrivi
Che non è questa perfetta letizia
Andando ancor un pezzo fortemente
Francesco seguì il suo dire
Frate Leone.... se il frate minore
Sapesse così bene predicare
Da convertire tutti gli infedeli

Alla fede nota e scrivi
Che non è ivi perfetta letizia
Durando un tal modo di parlare
Per ben due miglia ammirazione
Grande gli domandò frate Leone
Ti prego nel nome del Padre
Dimmi ove sia perfetta letizia
Francesco rispose quando
Bagnati dalla pioggia infangati
Di loto agghiacciati per il freddo
Afflitti dalla fame giungeremo
Umilmente picchieremo alla porta del luogo
Il portinaio adirato dirà chi siete voi
Noi risponderemo aprivi siamo vostri frati
Lui dirà....no voi non dite il vero ché anzi
Voi siete due ribaldi che andate
Qua e là girando ingannando il mondo
Rubando elemosina dei poveri
Andate via né ci aprirà e alla neve
All'acqua fuori ci farà restare
Col freddo con la fame insino a netto
Allor se tanta ingiuria sosterremo
Tanta crudeltà tante ripulse
Pazientemente senza turbamento
Senza mormor del portinaio
Con umiltà pensando con amor
Ch'ei davvero ci conosca e lo fa padre
Parlar contro di noi....frate Leone
Scrivi che in questo è perfetta letizia
E se noi nel bussar perseveriamo
Egli uscendo fuor tutto turbato
Ci caccerà con villanie schiaffi
Come gaglioffi importuni
Partitevi di qua fuggite via
E se tutto sosterremo con pazienza
Con allegrezza e amor.....frate Leone
Scrivi che in questa è perfetta letizia
Se costretti dalla fame freddo notte
Insistiamo nel picchiare e di nuovo chiameremo
Pregheremo per amor del Padre
Con gran pianto quegli
Ancor più scandalizzato dirà
Costor gaglioffi importuni son
Li pagherò come son degni
Con bastone nodoso per il cappuccio
Ci getterà in terra nella neve
Con quel bastone quindi a mano
A mano in tutte le giunture batterà
Se noi pazientemente con somma allegrezza
Tali cose patir per amor Suo......
Frate Leone scrivi che in questo è perfetta letizia
Il fine del discorso prima d'ogni cosa
Sopra tutte le grazie tutti i doni
E' il vincer se stesso
Volentieri per amore
Pene ingiurie obbrobri disagi
Chè in tutti gli altri doni non possiam gloriarci
Perché nostri non sono ma del Padre
 
Enrica Malatesta

lunedì 1 ottobre 2012

THE ANGELS: NON CERCARCI, TI ABBIAMO GIA' TROVATO


"Messaggeri di Dio" sono gli angeli presenti nella vita di ciascuno di noi, anche se qualcuno non crede in essi.
Gli angeli sono qui per aiutarci; noi non dobbiamo fare altro che chiedere e lasciarci guidare lungo i sentieri di una vita serena. Stabilendo un legame quotidiano, si diventa più consapevoli della loro presenza e del potere per modificare la nostra esistenza. L'aiuto di questi "esseri di luce" porta l'energia dell'amore angelico non solo nella nostra vita ma anche nel mondo.
Da fonti storiche sappiamo che di creature soprannaturali alate se ne parlava già in Mesopotamia, nell'antica Grecia e a Roma. In Persia e in India si parlava di coloro che "risplendevano" e che chiamavano "Devà".
In seguito furono introdotti nella fede ebraica e cristiana come "Angeli" e in quella islamica come" Malaika". 
Nel secolo VII d.C. papa Gregorio Magno proclamò l'esistenza di nove " ordini di angeli": angeli, arcangeli, principati, poteri, virtù, dominazioni, troni, cherubini e serafini. Gli arcangeli, angeli guardiani e i principati in diretto contatto con gli esseri umani e la terra.
Qualunque fosse il nome a loro dato, si tratta di messaggeri di Dio che collaborano con gli umani e gli altri esseri viventi per portare armonia nel luogo in cui viviamo. Gli angeli li ritroviamo citati in molti testi sacri cristiani, islamici ed ebraici; soprattutto nella bibbia, nel Corano e nella Cabala. Gli arcangeli sorveglianti del pianeta e di quanto accade su di esso e gli angeli custodi, quali supervisori, con il compito ben preciso di indicarci la giusta direzione da seguire. Cristo è il loro Capo e loro sono i discepoli i quali, come sono stati accanto a Gesù nella sua vita, oggi accompagnano ed aiutano la Chiesa nel suo operato, proteggendo i fedeli e guidandoli alla salvezza. Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore. E' chiaro che gli angeli sono rivelazione e creazione di Dio che ha predisposto per ciascuno di noi e che solo Lui può donarci.
Diverso è il rapporto con gli angeli "ribelli", con i quali, usando sistemi alla new-age, di gran moda, è facile comunicare ma altrettanto difficile liberarsene.
Per la fede l'esistenza degli angeli è un'"ancora di salvezza" che aiuta a sopravvivere ad una brutta giornata.
Harold Begbie scriveva "non credere agli angeli significa credere in un universo indifferente, insignificante e privo di anima".
Come gli angeli condividono le loro ali con noi, anche noi possiamo condividere le nostre con chi ha difficoltà di volare.

                                                                                                         ENRICA MALATESTA