martedì 28 agosto 2012
mercoledì 15 agosto 2012
SICUT SOL
![]() |
| Immacolata (Piazza di Spagna - Roma) |
Fulgente come il sole
A mezzogiorno il cielo
In terra le viole
Amasti raccolta in un velo
Nascosta a tutta gente
Madre nel tuo dolore
Segui piangente
L'orma divina
Del figlio Redentore
Ora tu o Regina
Dell'universo intero
Guarda ascolta piamente
I tuoi devoti
Che con sincero affetto
O Pia Vergine Maria
Fanno a te voti
Il loro saluto accogli
O Vergine Pia
Ave Maria
Enrica Malatesta
lunedì 30 luglio 2012
CHAT: NUOVI SALOTTI DELL'ANIMA - ASSO DI CUORI?
Uno degli ambienti di internet è costituito dalle chat line, dove è possibile dialogare liberamente, senza freni inibitori e le persone hanno la possibilità di celarsi dietro a un nickname - fantasie, bugie, dolori e felicità, solitudini e perversioni si mescolano tra di loro facendo nascere un personaggio nuovo, adattabile alle varie situazioni. La chat, così, diventa una casa; e quando si aprono le porte della propria abitazione vi entrano persone diverse per cultura e carattere.
Nel virtuale tutto è possibile, immaginabile e attuabile. In questi "luoghi", ossia chat, si consumano parole e amori, paure, gioie; offrono l'illusione di essere in compagnia di qualcuno, senza le esigenze della vera amicizia. Si comincia a parlare dei propri interessi, degli hobby e della vita privata.
I messaggi fluiscono liberamente, senza alcun filtro, e permettono di sognare. Il sogno è ciò che anima la realtà virtuale. Citando Platone: " l'amore una malattia degli occhi".
Enrica Malatesta
mercoledì 25 luglio 2012
domenica 22 luglio 2012
Vaccinazioni: batteri , virus , retrovirus , manipolazione genetica !
RUBRICA SCENTIFICA
BIANCO-NERO NIENTE DI PERSONALE
La scoperta della vaccinazione come tecnica
sanitaria atta ad immunizzare il corpo dalle malattie infettive è datata
1748-1823 ed attribuita ad Edward Jenner medico di Gloucester.
Ma circa ottant'anni prima di tale data fu lady
Mary Wortley Montagu, moglie di un diplomatico inglese a Costantinopoli, ad
introdurre in Europa una formula semplice di vaccinazione appresa in Turchia e
già praticata fin dall'antichità in Cina ed in Egitto. La divulgazione avvenuta
tramite la nobildonna inglese, prese interesse dalla carnagione bellissima
delle donne dell'harem, senza tracce o cicatrici di vaiolo che all'epoca
colpiva quella regione.
La vaccinazione consisteva nel praticare un
graffio sulla cute e nell'inoculare materiale prelevato dalle pustole dei
vaiolosi colpiti da leggera forma del male.
Tale pratica venne abolita dal Parlamento inglese
alla fine dell'ottocento a causa dei risultati infelici e gravi danni provocati
dalla pratica indiscriminata d'inoculazione del materiale infettivo; pratica
estesa alla Scozia e all'Irlanda.
Voci autorevoli si levarono a mettere in dubbio
l'innocuità del sistema di vaccino antivaioloso; si trattava di Immanuel Kant
che paventava conseguenze dannose dovute all'assorbimento di un brutale miasma
nel sangue umano o nella linfa, senza sottovalutare l'aspetto sociologico della
legge sulla vaccinazione, ritenuta un tentativo di fuga dalle responsabilità
del mancato intervento sociale per le condizioni inumane delle classi più
misere per bloccare la nascita ed il diffondersi del morbo.
Dopo 15 anni di vaccinazioni obbligatorie, oltre
23.0000 persone morirono di vaiolo solo nel periodo 1870-1871. In Germania, per
la stessa epidemia, morirono oltre 24.000 esseri umani. In Italia, negli ultimi
anni dello scorso secolo, l'obbligatorietà era applicata rigidamente soltanto
nell'esercito. L'incidenza di mortalità era uguale tra gli uomini e fra le
donne al di sotto dei 20 anni, ma sproporzionatamente più alta rispetto alle
donne della stessa età. I decessi crollarono soltanto dopo che la gente rifiutò
di vaccinarsi. Da una relazione pubblicata dalla MUTATION RESEARCH (Ricerca
sulle mutazioni) nel 1980, dimostrò che i sottoposti a tale pratica
presentavano mutazioni cromosomiche nei leucociti; gli autori della ricerca
conclusero che la vaccinazione antivaiolosa ha “effetto mutagenico“ sui
cromosomi umani.
A tutt'oggi studi recenti (dott. Kremer) mettono
in luce quanto siano antiquati i fondamenti su cui si basa la teoria vaccinale.
Grazie a quanto Kremer ha documentato sul sistema immunitario, è palese che la
tecnica d’inoculazione dei vaccini si riveli alquanto priva di fondamento
scientifico e di elementi che la sostengono su soggetti con la stessa dose, stesse
sostanze e stessa età, indipendentemente dalle particolari specifiche di razza,
di gruppo sanguigno di ereditarietà genetica, ecc. Questo preteso rimedio
universale è tanto amato dall'industria di massa per gli innegabili vantaggi
che comporta produrre milioni e milioni di pezzi tutti uguali, è molto più
facile e redditizio che produrre pezzi tutti diversi.
Il sistema immunitario, secondo gli studi di
Kremer ha avuto una evoluzione nel corso degli anni in conseguenza dei nuovi
stimoli dovuti a variazioni ambientali esterne, come la comparsa dei
microrganismi più grandi. Per il ricercatore, in origine, il sistema difensivo
umano era costruito esclusivamente da cellule di tipo T (linfociti T) prodotte
dalla ghiandola del Timo, che funzionano sul virus aggredendo l'organismo e
neutralizzandolo con l'invasione di un gas, il monossido di azoto.
Con la comparsa dei microrganismi più grandi, il
sistema immunitario iniziò a produrre un altro tipo di cellule difensive, le
cellule immunitarie B che intervenendo attraverso una reazione anticorpale
distruggeva gli aggressori introdotti nel nostro corpo. Quindi a secondo del
gruppo sanguigno ed a seconda della predominanza di un tipo di cellule
immunitarie (T e B ci sono delle reazioni diverse all'aggressione da parte di
virus o di altre sostanze tossiche per l'organismo.
Cosa fare! La speranza è solo in una ottima
ricerca avulsa da una cattiva speculazione economica, e con le conoscenze nuove
sul sistema immunitario e conseguenze a medio e lungo termine dell'utilizzo dei
vaccini la fiduciosa attesa di bene futuro non è un illusione .
Allora, per quale motivo accettiamo che pochi
facciano prevalere i loro interessi e cadiamo nelle trappola delle divisioni
ideologiche e religiose o diamo fiducia ad organi d'informazione e strutture
politiche complici o conviventi? In poche parole: per quale motivo cediamo ad
altri il nostro potere, quello della ragione!
Chi è sano, paradossalmente non produce, mentre
chi è malato produce lavoro e reddito.
Solo l'interesse industriale, non certo le
ricerche scientifiche, possono spiegare “armi ed armi“ d'impiego di tutti i
servizi sanitari a favore dei vari settori d'intervento: ogni cosa è
organizzata dal punto di vista dell'industria. Il dogma dell'efficacia della
medicina, della sua insostituibilità è profondamente inculcato dentro ognuno di
noi, nulla riuscirà a scalfire la nostra fede nei medici e nei loro sistemi di
cura: credulità infantile! L'essere umano privato della facoltà di ragione, lo
si accompagna in una profonda disistima di se stesso privandolo della capacità
di scegliere e di decidere per il meglio. La soluzione potrebbe essere quella
di approfondire le nostre conoscenze per tornare liberi e riprendere nelle
nostre mani il potere sulle nostre vite, senza lasciare in mano ad altri che
coltivano in noi il culto dei dogmi lasciandoci così nell'ignoranza e
riducendoci in schiavitù.
Sappiamo da tempo che nel nostro organismo
convivono milioni di batteri, di virus, retrovirus e che la nostra salute non
dipende dalla loro distruzione, ma dalla nostra capacità di mantenere in
equilibrio dinamico ed evolutivo di tutte le parti del componenti. La rincorsa
alla distruzione di quelli che appaiono più pericolosi è una guerra infinita,
condotta nell'interesse dei produttori di “armi“. Aspirando in un futuro
prossimo migliore, GIORGE BERNARD SHAW scriveva......
”SE SI POTESSERO CONOSCERE TUTTI I CASI DI
DECESSI CAUSATI DALLE VACCINAZIONI IN TUTTO IL MONDO, IL LORO NUMERO FAREBBE
TREMARE ERODE STESSO “
Enrica Malatesta
lunedì 2 luglio 2012
Schemà
SCHEMA'
La fede non possiamo comprarla, non possiamo rubarla o prenderla in prestito e nessuno può insegnarcela.
La fede è qualcosa che cresce in noi. Apriamo il cuore e abbiamo fiducia in noi stessi.
Iniziamo la scalata della montagna e, quando ci volteremo indietro, ci meraviglieremo di come abbiamo potuto nutrire poca fiducia nelle nostre capacità.
La fede non possiamo comprarla, non possiamo rubarla o prenderla in prestito e nessuno può insegnarcela.
La fede è qualcosa che cresce in noi. Apriamo il cuore e abbiamo fiducia in noi stessi.
Iniziamo la scalata della montagna e, quando ci volteremo indietro, ci meraviglieremo di come abbiamo potuto nutrire poca fiducia nelle nostre capacità.
domenica 10 giugno 2012
RIPOSA UOMO
Riposa ormai! Se o cuore
Dovrai andare ancora sulla terra
Palpita senza affetto perché amore
Non genera la guerra
Ma calma e gioia con serenità
Riposa ormai! Se vedi
ancora e se ancor senti o piccolo uomo
Non ti stanca più la mente ne i tuoi piè
che troppo già ti ha danno
di questo mondo la caducità
Riposa ormai! L'esiglio
Ti dié sorrisi ma commutasti a pene
In Patria tu godrai senza periglio
D'ogni dolcezza il bene
E luce e gloria per l'eternità.
Enrica Malatesta
venerdì 8 giugno 2012
IL DONO - "EUCHARISTICUM MYSTERIUM"
Ciò che è l'anima per il corpo umano lo Spirito Santo lo è per il
corpo di Cristo che è la Chiesa. Lo Spirito Santo opera in tutta la Chiesa ciò
che opera l'anima in tutte le membra di un unico corpo. Così una persona è
cristiana finché vive nel corpo, ma una volta staccato da esso, diventa eretica
e lo Spirito Santo non la segue più.
Per Sant'Agostino, aprirsi al Dono più grande per vivere
l'esaltante vita cristiana è viverla nella nostra quotidianità. Rinnovare ogni
volta la fede nella sua reale presenza nell'Ostia Santa, dove c'è realmente il
suo corpo, anima e divinità: il figlio dell'Eterno Padre, fatto uomo e nato da
Maria. Lo stesso che risuscitò Lazzaro, risanò moltitudini di malati, che guarì
il cieco nato, e come ieri, ci dice anche oggi: "venite a me e io vi darò
riposo". Se sosteremo dinanzi a Lui con viva fede e con umiltà lo
invocheremo, godremo anche noi delle sue grazie e dei suoi favori. "Quello
che è vero, quello che è nobile, quello che giusto, quello che è puro, quello
che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode,
questo sia oggi oggetto dei vostri pensieri". Con questi tratti San Paolo
raffigura l'uomo che cammina sulla via del bene, sulle orme del santo, Gesù
Cristo, diventando per il mondo intero il raggio della sua amabile, gentile,
calorosa presenza, rafforzando, così, intorno a sé, vincoli di fratellanza e di
generosa solidarietà.
Una volta per tutte viene imposto un breve precetto: "ama e fa ciò che vuoi; sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per
amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per
amore; sia in te la radice dell'amore poiché da questa radice non può che
procedere se non il bene...." Sant'Agostino.
Lui ha illuminato con la luce del Padre il periodo in cui ha
vissuto, ha portato gioia vera che scaturisce dall'incontro "cuore a
cuore" e ha donato quel sorriso che, per chi lo riceve, dona speranza che
non potrà mai spegnersi dentro di sé.
Enrica Malatesta
Enrica Malatesta
martedì 29 maggio 2012
domenica 20 maggio 2012
MALA TEMPORA CURRUNT
La disperazione per il presente e la ricerca di percorsi nella landa
desolata delle idee usate ci stringe sempre più a critiche aspre attraverso
libri di cultura, di movimento, di economia ecc..
Il filo rosso che le lega ad una visione alternativa sia nel politico sia nel
personale, contro il pensiero unico del produrle e del consumismo. Un cittadino
lavora per un anno e paga le tasse in nome di una solidarietà sociale, mentre
l'obbiettivo è l'arricchimento del sistema finanziario mentre lo Stato
esercita il potere per depauperarlo. Così, alla crescita del sistema corrisponde
la crescita del debito e della sofferenza dei cittadini. Non è assurdo che su
una qualunque casa di abitazione si paghino le imposte mentre sul corrispondente
capitale monetario non si paghi nulla?
L'evasione fiscale è funzionale al sistema, e i "paradisi
fiscali" sono parte integrante dell'economia del debito. Inseguiamo i
rivali per scippargli il frutto della rapina. Gli Stati che li combattono sono
arrivati in ritardo sul posto della rapina. Una riflessione approfondita
sull'aspetto del problema è assolutamente necessaria. Tuttavia possiamo
affermare "siamo poveri ma belli"......
Enrica Malatesta
martedì 15 maggio 2012
venerdì 11 maggio 2012
STELLA DI MAGGIO
Una apparizione, senza clamore, Maria, ci ricorda quella di
Fatima, che non dovrebbe più sorprendere ai nostri giorni, date le frequenti
apparizioni della Madre sulla terra, a ripeterci quello che troppo pochi hanno
finora compreso: la necessità della preghiera e di mantenimento di una vita se
vogliamo appoggio, pace e salvezza. Perché dubitare? Chi può immaginare quali
siano i trasporti amorosi fra la Madre e un'anima, che più si purifica e più
diventa sensibile e assapora le delizie celesti!
Maria è la madre di tutti, ma in modo speciale delle anime
in vita pure. Se soccorre l'anima in defaiance, per attrarla a sè, è solo per
un sentimento di pietà, per non vederla perire; mentre per l'anima pura è solo
soccorritrice (i santi sulla terra hanno bisogno del suo soccorso). È una madre
più tenera e più dolce che possiamo immaginare. Se il Padre ci ha concesso e ci
conserva è perché esige da noi il nostro amore per Maria, madre nostra, madre
del mondo. Noi cosa diamo in cambio? Poco o nulla a Lei che è la fonte fella
Grazia; Grazia esercitata, conquistata nella più alta perfezione.
S. Bernardo, che è stato il cantore insuperabile in Europa
della Gloria di Maria, affermava senza esitazione che "tutto, tutto ci
viene da Lei". Mente S. Anselmo non esitava a dire che sovente si è più
presto ascoltati invocando il nome di Maria. La cura incomparabile della Madre
per i figli e la sua febbre di redenzione fa pensare che senza la nostra
salvezza non riesca ad essere totalmente felice in Cielo. Non abbiamo timore: è
sempre la notte che feconda l'aurora. Bisogna andare al pozzo della Grazia per
attingere l'acqua della santa pazienza. Tanto amore nutre Maria per i suoi
figli. Oh ancor più, come disse nel 1910 al P. Lamy, facendogli vedere le
guerre e le sue conseguenze: "Se mio Figlio spezzasse il mondo io ne
raccoglierei gli avanzi e lo rifarei!"
Enrica Malatesta
mercoledì 9 maggio 2012
CORPO ANIMA ETERNITÀ
Anima di poeta non muore mai
Tutto è musica tutto è luce
Quadro ricco di colore
Fantasmagorie vivaci
Astri in cielo sono armonia
Sole splende luce la luna
Nella notte guida il viandante
Bosco la fonte ristoro
Chi passa di là
Rugiada vento soffio leggere
Di vita la pioggia alimenta
La neve manna candita per tutti
Uomo con vizi pregi
Compendio di tutto
Guarda ama il prossimo
Tesoro del poeta
Incontra il suo Dio
Suo Principio suo Fine
Enrica Malatesta
UNA QUESTIONE MORALE - Medicina tecnologica: prima il dio danaro poi l'uomo
In questa epoca anche il bisogno di farmaci è diventato un bisogno indotto e le connessioni tra malattia e ciò che la produce vanno cercate per individuare la causa.
La contraddizione cui è giunta ai nostri giorni la medicina sta appunto nel suo far insorgere nuovi processi patologici, all'atto stesso di riparare i vecchi.
La salute impostata come valore assoluto senza il quale non c'è vita è un altro elemento atto a creare la differenza dell'uomo dal potere medico, quindi l'invasione della medicina in settori sempre più vasti e più generalizzati. Il potere della medicina si estende fino a coprire ogni momento della vita e se si considera l'aspetto economico del problema risulta chiaro come l'enfatizzazione della salute sia un “affare” totalmente estraneo alla sofferenza e al benessere della popolazione. I risultati ed i successi ottenuti dalla medicina, senza una loro appropiata esaltazione, la medicina non avrebbe la credibilità e il potere che tuttora detiene. Per Renè Dubos “niente illustra meglio la perdita collettiva dell'oggettività creata dal miraggio della salute, della costante reiterazione che le recenti conquiste hanno portato circa l'aumento spettacolare nell'attesa di vita. Ovviamente è vero che l'attesa di vita alla nascita è andata aumentando negli ultimi decenni, ma questo aumento è dovuto alla pressochè totale eliminazione della mortalità dalla prima infanzia, dell'infanzia e della giovinezza. Mentre l'attesa di vita negli adulti non è attualmente molto diversa da alcune generazioni fa, né risulta maggiormente nelle aree in cui i servizi medici sono altamente sviluppati rispetto ai paesi meno prosperi.
L'aumento dei bisogni medici non implica necessariamente un parallelo aumento nella prevalenza delle malattie. In certa misura questo deriva dal fatto che noi esigiamo di più di quanto non facessero i nostri antenati in materia di salute e siamo meno disposti ad accettare disturbi, dolori, difetti, tosse, catarro ecc. un tempo considerati compagni di vita. La medicina preventiva, non può essere preventiva, perché se la stessa si produce altrove, fuori dal suo spazio di intervento, e se la natura del suo intervento deve mantenersi dalla natura di ciò che produce malattia, la medicina non può che portare preventivamente la propria logica nel territorio sociale dove maturano e si producono i fenomeni: ciò si traduce in un ulteriore forma di dominio e di controllo medico su tutti gli aspetti della vita quotidiana. Il segreto continua a restare nelle mani del tecnico che non si sente mai al servizio della popolazione, poiché essere al servizio della popolazione richiederebbe la scomparsa del servizio, fonte originaria del prestigio, del potere, del guadagno. Quest'ultimo, visto come aspetto esasperato della logica mercantile che imprime un marchio su tutto ciò che tocca.
Salute, malattia, possibilità di vita dell'uomo non possono essere subordinate alla logica in questione. Ne, d'altra parte, si può contare sul volontarismo dei medici che -in un mondo fondato sul profitto- rinunziano spontaneamente ai vantaggi che il loro ruolo comporta. Ciò che deve rompersi è il segreto sulle connessioni fra malattia e ciò che la produce; connessione che la medicina ha occultato con il suo intervento riparatore.
FONTE: Ongaro Basaglia, Salute/Malattia- Einaudi
Enrica Malatesta
sabato 28 aprile 2012
domenica 15 aprile 2012
VITTORIO ARRIGONI: "RESTIAMO UMANI" LIBERTA' ETICA MORALE
La libertà-responsabilità è riflessione etica: non c'è azione
morale che non sia libera e da cui non discende una qualche responsabilità. La
libertà è uno dei beni preziosi della vita e non ce ne rendiamo conto, come
capita per i beni che si posseggono: solo quando ci si accorge che mancano, o
ci vengono sottratti, allora ce ne accorgiamo e ne sentiamo la mancanza.
Il verbo "potere" riferito all'agire libero, nel
linguaggio dei filosofi libero arbitrio, è la condizione dell'agire morale.
Come per Roger Scruton "Solo la persona che decide può prendere parte al
dialogo morale; essa soltanto si può realizzare agli altri,
non strisciando alle loro spalle, ma impegnandosi in termini di
sentimenti.....così come un essere autocosciente fa con un altro". Siamo
ancora una volta vicini a Kant quando voleva dire "all'idea io sono sia un
oggetto in seno alla natura, sia un soggetto al di fuori di essa e che la
libertà si perde quando il soggetto si arrende all'oggetto". Per Tommaso
d'Aquino, la libertà - tratto caratteristico peculiare degli esseri umani - è
tanto più estesa quanto più è la razionalità. Infatti se agiamo senza avere
consapevolezza di quello che facciamo (per ignoranza) il nostro agire non può
dirsi libero. L'esercizio del nostro libero arbitrio lungi dall'avvenire
nell'assenza di condizioni, si avvantaggia delle abitudini positive contratte e
della conoscenza acquisita. La responsabilità morale scaturisce solo da atti
consapevoli e liberi. E il giudizio di responsabilità morale non riguarda tanto
le azioni compiute quanto il soggetto che le compie.
Il bene e il male, attinente all'etica, riguardano le relazioni
tra soggetti pensanti in un ben definito contesto sociale. E' un appello per
un'etica del rispetto dell'uomo e, come egli si esprime, della
"paura". L'etica della paura intesa come l'assunzione di una
responsabilità per una realtà sempre più complicata ed inquinata. Per H. Jonas
"...noi non temiamo il rimprovero di pusillanimità e di negatività quando
dichiariamo in tal modo la paura un dovere che può essere naturalmente tale solo
con la speranza della prevenzione: la paura fondata non la titubanza, forse
addirittura l'angoscia, ma mai lo sgomento e in nessun caso il timore o la
paura per se stessi. Sarebbe invece effettivamente pusillanimità evitare la
paura ove essa sia necessaria."
In
ricordo del collega Vittorio Arrigoni - morto un anno fà all'età di 36
anni e fedele ai suoi ideali di libertà di pace e di amore per ogni essere
umano della terra - e della sua affermazione "RESTIAMO UMANI" ho
voluto dedicargli queste righe sulla libertà.
Enrica Malatesta
venerdì 13 aprile 2012
Schemà
La gratitudine dà senso al nostro passato, porta la pace nel presente e crea una visione per il domani. La gratitudine schiude la pienezza della vita; ciò che abbiamo lo rende sufficiente e anche di più.
VOLONTARI - ANGELI DELLA SOCIETÀ - PORTATORI DI ENERGIA
Ci siamo sempre domandati qual è il sentimento che fa pedalare il mondo del
volontariato, persone verso l'altro sconosciuto, indifferentemente dalla fede
che ognuno professa e dagli errori che mordono le carni e rendono velati gli
occhi.
Essere parte di
questo volontariato sta a significare il buon sentimento cristiano che non
conosce nemici, disconoscendo qualunque prigione dell'indifferenza. Molti
gruppi e associazioni operano su fronti perennemente avversi, in terre di
nessuno, dove il modo migliore per risolvere un problema è ignorarlo. Fare il
volontariato vuol dire sottoscrivere un confronto che non viene mai meno e che
diventa portatore d’idee nuove. Sinonimo di quel miglioramento che è possibile
attraverso gli obiettivi comuni, quando sono chiari, e l'agire comune è
conseguenza delle competenze e dei ruoli definiti.
Un volontario deve
essere forte, interlocutore credibile e di non accontentarsi di supplire vuoti istituzionali,
in quanto è consapevole di essere custode di un'attenzione sensibile, non
accudente-assistenzialistica, ma portatrice di energia sufficiente a spostare
le assi del coordinamento sociale.
Proprio questa
solidarietà costruttiva permette di dare voce alle tante angosce e disperazioni
nelle tante afflizioni.
In questo malessere
il volontariato occupa gli spazi del dolore cambiandone la storia, dove ogni
uomo è persona in quanto simile all'altro, persino quando ha dimenticato la
pietà per lunghi periodi.
Enrica Malatesta
Enrica Malatesta
giovedì 5 aprile 2012
RESURREXIT !
Morte sei vinta nel tuo buio regno
Il potere ti mancò di ritenere
Colui che sopra l'infamante legno
Stolta credesti nelle mani avere
Il potere ti mancò di ritenere
Colui che sopra l'infamante legno
Stolta credesti nelle mani avere
Morte sei vinta rovesciato il segno
Posto a suggello delle tue barriere
Tu sei risorto dal sepolcro indegno
Che chiudesti per due meste sere
Posto a suggello delle tue barriere
Tu sei risorto dal sepolcro indegno
Che chiudesti per due meste sere
Morte sei vinta ne dan fede e prova
Con le virtù del cielo dell'abisso
Uomini tutti universo intero
Con le virtù del cielo dell'abisso
Uomini tutti universo intero
Morte sei vinta il tuo sopra il mistero
Splende luce ormai del Crocefisso
Splende luce ormai del Crocefisso
Schemà
Siamo tutti emanazione Divina, forse la tragedia della razza umana è che
l'abbiamo dimenticato.
Enrica Malatesta
domenica 1 aprile 2012
Schemà
Cerchiamo
solo quel tanto che basta, sia per mangiare che per vestire. Tutto il resto è
vano.
Non vendiamo
la nostra vita preziosa per questo o per quello. Siamo pietre vive.
venerdì 30 marzo 2012
lunedì 26 marzo 2012
- SULLE ORME DI FRANCESCO D'ASSISI - PASQUA IN TERRASANTA - - -
In questi giorni i nomi dei paesi di quella terra antica e sacra, ritornano più vivi che mai al pensiero dei popoli. La città di tre religioni, chi non la raffigura in un alone di magica luce che avvolge la sua storia millenaria? In essa vi è il Sepolcro di Gesù, epilogo della Passione del Redentore, preludio alla sua glorificazione sulla terra.
Da ogni parte del mondo,
nonostante il clima bellico, vi giungono carovane di pellegrini di ogni classe
sociale, specie durante le solennità del Natale e della Pasqua.
Nonostante la guerra ogni
cosa procede con rapidità e comodità; mentre nel passato le sofferenze erano
infinite, sia per mare che per terra. I più grandi santi della terra videro nella
Terra Santa il vero ed unico punto di riferimento della Cristianità Celeste.
San Francesco d'Assisi
sentì sempre una forte attrazione per la Terra di Gesù; vi pellegrinò fra i più
gravi pericoli, e dopo tanti tentativi, nel 1219, mandò un'intera spedizione
missionaria. I Francescani tennero sempre quella terra della Palestina come la
gemma delle loro missioni. Ma con quali e quanti sacrifici!
Dopo la caduta di Acri nel
1291 fra i fedeli di rito latino non rimasero a Gerusalemme che i Frati
Francescani, i quali assunsero allora di fronte all'Islam e in nome
dell'intera cattolicità, il protettorato dei Luoghi Santi. È questa l'origine
della custodia della Terra Santa, oggi egregiamente curata grazie alle cure
del Padre Guardiano dell'Ordine Francescano.
Il Luogo Santo sorge sulla
collina orientale, contornato da tre conventi: Francescano, Greco ed
Armeno, tre comunità che si alternano nell'officiatura della Basilica.
Interessante è, attraverso
il tempo, la storia di questa basilica, Occidentale e Orientale, la conoscenza
dei possessori che si alternarono via via tra lotte eroiche.
La grotta, in cui si
verificò la nascita di Gesù, è incavata in una roccia calcarea divisa in tre
parti. Nella prima parte, a forma di nicchia, è posto un altarino dai
Greci sotto la mensola, sorretta da colonne in marmo dove si vede a terra una
stella d'argento dorata che reca la scritta: "HIC DE VERGINE MARIA
CRISTUS NATUS EST".
La seconda parte, a pochi
passi di distanza, è costituita dall'Oratorio del Presepe, a cui si accede
scendendo tre gradini, dove un incavo nella parete segna il posto della
mangiatoia sulla cui paglia Maria depose il Neonato. Di fronte al Presepe un
altare latino dedicato all'Adorazione dei Magi costituisce la terza parte della
grotta.
Betlemme, piccola cittadina
che diede i natali a nostro Signore Gesù Cristo, vive in questi giorni
un'atmosfera particolare e, anche se lontano dalle antiche tradizioni, usanze e
riti religiosi di un tempo a noi molto lontano, si prega la grande festa della
pace!
Enrica Malatesta
sabato 24 marzo 2012
Schemà
Cerchiamo
solo quel tanto che basta sia per mangiare che per vestire. Tutto il resto è
vano.
Non vendiamo
la nostra vita preziosa per questo o per quello. Siamo pietre vive.
Enrica Malatesta
sabato 17 marzo 2012
RIMEMBRANZA DELL'AMATO PADRE -17 marzo Duca Luigi Gaetano Giulio
Amoroso sposo e padre, generoso ed altruista professionista, sempre pronto nell'aiuto alle persone che si affidavano a lui, dedico le note del brano di Puccini "Babbo Babbino mio", interpretato dalla Callas, e il mio impegno nel lavoro che amo e nell'essere utile al mio prossimo applicando i suoi principi fondamentali: morali, di credo, di umiltà e amore.
mercoledì 7 marzo 2012
L'INIQUITÀ E LE DONNE - ANTIGONE - DALL'ELOGIO DELLA FOLLIA DI ERASMO
Erasmo celebrava non già
le oscure pulsazioni irrazionali né i diritti totalitari delle idee assolute,
ma l'autentica ragione, ovvero la pienezza della comprensione che si avvale dei
concetti, come i sentimenti e le passioni. Ragione che si oppone sia alla
razionalità viscerale e sia al gretto calcolo che considera immutabile la
realtà del momento e si piega a essa.
La vera ragione che non si
arrende alle cose è "follia". Come Antigone si ribella alla
legge iniqua o meglio alla anarchia, " -ogni violenza tirannide è
caos, disordine e nega i fondamentali valori umani-" , per arrivare
spontaneamente all'azione politica dall'universalità dei valori e dei
sentimenti umani violati dalla politica, dalla perversione della polis, della
vita comune: Antigone non solo ama, ma ragiona meglio di Creonte.
Le donne più capaci di
passioni e sentimento degli uomini rivelano una straordinaria razionalità, una
chiara visione generale capace di tradursi in corretta prassi, pronta ad
inventare creative e razionali forme di lotta per i loro figli. Molte di loro
marciano libere da ogni spirito vendicativo, senza guardare al passato bensì
alla vita presente e futura: prendendo iniziative di ogni genere e rispondendo
a necessità del momento. Rifiutano ogni ideologia populista e ogni confuso
terzomondismo, vivino in amicizia e allegria. E se l'età a poco a poco le
pensiona, lasciano sempre il segno. Come scritto nel vangelo.... "chi si
preoccupa di salvare la propria vita la perde e chi è pronto per perderla la
salva". Dice un verso di Brecht.."il grembo da cui è nato il male che
esse hanno combattuto è sempre e dovunque fecondo..."
L'ironia in nome della
follia è piena di fascino, Erasmo parla per nome della giustizia, e con gli
strumenti dell'ironia lancia al mondo il suo disperato appello filosofico e
morale, scagliandosi contro il malcostume universale dell'epoca e le
superstizioni.
Enrica Malatesta
lunedì 27 febbraio 2012
sabato 25 febbraio 2012
San Francesco e la Quaresima
IL CONVENTO DELL'ISOLA
I QUARANTA GIORNI E QUARANTA NOTTI
DI SAN FRANCESCO
Dato al mondo il saluto della gente
Il Padre volle in molti atti conforme
Simile al Figlio come nel venerabile
Collegio dodici compagni mistero
Delle sacre stimmate ne digiuno quaresimale
Continuo il qual si svolse in questo mondo
Trovandosi il dì di carnevale
D'un suo devoto in casa con la notte
Avea albergato fu ispirato
A fare di quel lago di Perugia
Navicella ove alcun animo non abitasse
Sicchè persona non se n'avvedesse
Sollecitamente il suo prego adempì
Alla detta isola portando
Francesco due panetti con sè
E no oltre
Nessuna persona rilevasse
Rimase solo e non vi essendo casa
Entro siepe molto folta
Molti pruni e arboscelli
Avea acconcia a mò di capannetta
Ovver d'un covacciolo in questo luogo
Si pose in orazione a contemplar
Cose celestiali stette ivi per tutta quaresima
Ne bevve e ne mangiò
Quaranta giorni quaranta notti digiunò
Senza pigliar cibo materiale
Così da se cacciò
Il velen della vanagloria come
Del Figlio di Padre digiunò
Tempio si fè un castel buono e grande
Ove v'è il convento dei minori
Detto il Convento dell'Isola
Dove uomini donne han riverenza
Devozione del grande luogo
Enrica Malatesta
mercoledì 22 febbraio 2012
GELO E POVERTÀ
È il mondo intero che si trova in una tragedia di fronte alla povertà. Coloro che possono, i poteri come opinione pubblica, non sanno, non cercano di sapere, in verità, quindi, non vogliono sapere.....
La principale necessità materiale dell'uomo è, dopo la fame, - perché dopo l'insoddisfazione di questo bisogno possono nascere delle difficoltà nell'educazione, nella salute, nel lavoro che non c'è - quella di essere alloggiati.
I senza tetto sono ormai molti in tutti paesi, anche la povertà si è globalizzata. I centri di accoglienza d'emergenza che accolgono ogni notte le persone non sono sufficienti. E gli altri?
Non ci sarà mai nessuna "cosa" in grado di permettere a una società di rispondere a una tale miseria senza una vera determinazione delle volontà....Deve diventare passione per amare...Quando qualcuno di questi infelici, materialmente o moralmente viene a chiedere se può trovare riparo e si sente dire non c'è più posto, che considerazione avrà verso il diniego del "fratello", ossia verso di noi?
Stanchezza, freddo, fame, angoscia di non sapere dove andare a dormire e ripararsi dal freddo e l'umiliazione che vivono per tutto ciò. Ma se è grave rimanere indifferenti di fronte al dolore di un altro, a maggior ragione lo è il lasciarlo ripartire offeso, con la sua fame. Che cos'è la legge naturale? E' il forte che mangia il debole? Allora la libertà diventa terrore- la libertà è una parola meravigliosa, ma può essere una delle parole più ipocrite del mondo.....
"Non siamo liberi di amare o di non amare....siamo liberi per essere capaci di amare", come affermava L'Abbé Pierre, l'insorto di DIO.
Enrica Malatesta
venerdì 10 febbraio 2012
IN MEMORIAM - PIETRE URLANTI
Memoria dei vinti
Pesante più delle tragedie
Che il ricordo precedono
Sangue dei vinti
Violenza di una visione censurata
Stridore di un sipario di silenzio lacerato
Torturati uccisi
Racconto di giustizia sommaria
Vendetta brutale
Bagno di sangue.
Voce a chi non l'ha avuta
Sotto il peso di un tabù
Avvenimenti indicibili
Esperienze impossibili
Che nessuno vuole ascoltare
Sangue dolori ricordi
Si aprono come ferite
Mai rimarginate
Memoria sottaciuta
Lingua tagliata in una sorda omertà
Uccisi non identificati
Gettati nelle fosse
Morti non visti
Tomba senza nome
Senza memoria
Nulla di umano
Morire nel silenzio
Negata memoria tempo passato
Nessun accadimento
Storia terribile dal silenzio circondata
Da un velo di pietra coperta.
Senza volto senza identità
I morti disconosciuti
Memoria grigia di silenzi
Vergogna di una storia non condivisa
Notte di nebbia olocausto
Eco dei testimoni zittiti
Tragedia dietro le spalle
Casi di sorta vergogna
Scelte dei padri compiute
Vittime di incontrollata ferocia
Odio che serpeggia
Terrore scellerato
Ferocia di stagione sangue dei vinti
Condannati al silenzio
Senza forza morale
Privi di parole
Ascolto della realtà
Cattiva lettura
Enrica Malatesta
(da: "In memoriam - libro dei mesi 2010" Carello editore)
Pesante più delle tragedie
Che il ricordo precedono
Sangue dei vinti
Violenza di una visione censurata
Stridore di un sipario di silenzio lacerato
Torturati uccisi
Racconto di giustizia sommaria
Vendetta brutale
Bagno di sangue.
Voce a chi non l'ha avuta
Sotto il peso di un tabù
Avvenimenti indicibili
Esperienze impossibili
Che nessuno vuole ascoltare
Sangue dolori ricordi
Si aprono come ferite
Mai rimarginate
Memoria sottaciuta
Lingua tagliata in una sorda omertà
Uccisi non identificati
Gettati nelle fosse
Morti non visti
Tomba senza nome
Senza memoria
Nulla di umano
Morire nel silenzio
Negata memoria tempo passato
Nessun accadimento
Storia terribile dal silenzio circondata
Da un velo di pietra coperta.
Senza volto senza identità
I morti disconosciuti
Memoria grigia di silenzi
Vergogna di una storia non condivisa
Notte di nebbia olocausto
Eco dei testimoni zittiti
Tragedia dietro le spalle
Casi di sorta vergogna
Scelte dei padri compiute
Vittime di incontrollata ferocia
Odio che serpeggia
Terrore scellerato
Ferocia di stagione sangue dei vinti
Condannati al silenzio
Senza forza morale
Privi di parole
Ascolto della realtà
Cattiva lettura
Enrica Malatesta
(da: "In memoriam - libro dei mesi 2010" Carello editore)
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