venerdì 11 agosto 2017

ERARIO




                           DANNO ALL'ERARIO


 INCARICHI DIRIGENZIALI A SOGGETTI ESTRANEI ALLA PA


                       

Senza fare dietrologia riportiamo fatti citati dall'unica fonte nel campo dell'informazione il Quotidiano della PA, mentre tutto tace, stampa compresa. 

L'articolo del quotidiano menzionato sottolinea una delle tantissime irregolarità che il nostro paese deve subire: il mal costume che impera, e quello più grave...ai danni dell'erario.


La conoscenza del fatto è nata da uno esposto dettagliato alla Procura regionale della Corte dei Conti, segnalando che un Ente Regionale della Lombardia, conferiva da parecchio tempo, incarichi apicali a soggetti non appartenenti alla
pubblica amministrazione, ma fuori di essa.

Così il 17 giugno 2017 con sentenza n° 91 la Corte dei Conti condannava tutti i coinvolti per danno all'Erario.


A tale riguardo abbiamo voluto sentire il segretario generale aggiunto della DIRSTAT, dott. Pietro Paolo Boiano che da noi raggiunto ci ha rilasciato questo comunicato stampa:



- L
a vexata quaestio della dirigenza pubblica è ormai scaduta a fastidiosa quanto pretestuosa solfa. 


Non è bastato che la Corte Costituzionale chiudesse con una inequivocabile pronuncia un lungo iter contenzioso dinanzi alla giustizia amministrativa e demolisse maliziosi interventi legislativi, stabilendo in via definitiva che l’accesso alla dirigenza pubblica puo’ avvenire sempre e soltanto mediante procedure concorsuali. Non è bastato, visto che la PA continua ad operare in dispregio di quanto statuito dalla Consulta, che è poi il dettato della Costituzione. 


A tanto si aggiunge che il perdurare di comportamenti dilatori e distorsivi non sfuggono all’attenzione della Magistratura Contabile che vi coglie concrete ipotesi di danno erariale in relazione all’ingresso nei ruoli dirigenziali di figure estranee le cui nomine avvengono secondo il criterio “intuitu personae”Tale metodo non soddisfa le regole della trasparenza perché non é dimostrato per tabulas che un prescelto esterno abbia numeri e requisiti mancanti ai soggetti presenti nei ruoli organici. 


E c’é di più perché accade pure che taluni funzionari si collochino in posizione di aspettativa per essere poi chiamati a rivestire funzioni dirigenziali anche apicali. La vicenda che ne occupa si incentra sulla riforma Bassanini che fu Ministro della Funzione Pubblica e quindi sull’ormai famoso art.19c.6 della legge 165/2001 che prevede appunto l’assunzione di dirigenti dall’esterno.


Il prof.Bassanini, interpellato al riguardo, non disconosce la sua riforma, anzi ne conferma la ratio a condizioni però che la P.A. richieda l’apporto di figure esterne in possesso di competenze mancanti ali suo interno. 


Da tale intricata situazione la P.A. non può uscirne per vie improbabili né con misure dilatorie o con provvedimenti che creano più problemi di quanti pensi di risolverne.


Politica e burocrazia, l'una invasiva per definizione, l’altra abbarbicata ad interessi personalistici, non possono coabitare, e se pensano di insistere su questa china vuol dire che si sono votate al “ cupio dissolvi”.


 Dr.Pietro Paolo Boiano


mercoledì 26 luglio 2017



  EQUITALIA - AGENZIA DELLE ENTRATE


                            GRANDE REBUS


    

 



                                       





L DOTT. PIETRO PAOLO BOIANO COSI RIASSUME:



L'ON.LE RIZZETTO INTERVIENE ANCORA UNA VOLTA PER LA PESSIMA GESTIONE DELLE AGENZIE FISCALI I CUI VERTICI NON VOGLIONO PRENDERE ATTO CHE DOPO TANTI ANNI DI ANOMALIE E' GIUNTO IL MOMENTO DI RIPRISTINARE LA LEGALITA'.


INFATTI LA RECENTE SENTENZA DEL TRIBUNALE DI ROMA CHE INTERESSA L'AGENZIA DELLE  DOGANE E MONOPOLI  CONFERMA CHE LE POSIZIONI ORGANIZZATIVE ALTRO NON SONO CHE LA PROSECUZIONE DEGLI INCARICHI DIRIGENZIALE DICHIARATI ILLEGITTIMI DALLA CONSULTA.

 VA DETTO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE AVEVA DATO PRECISE INDICAZIONI OVVERO CONCORSI E NELLE MORE AFFIDAMENTO DI REGGENZE AI PIU' ELEVATI IN GRADO PURTROPPO IL GOVERNO CON LA ISTITUZIONE DELLE POS- POT HA VANIFICATO GLI EFFETTI DELLA SENTENZA SIGNIFICANDO CHE DI PROROGHE IN PROROGHE SIAMO GIUNTI AL 2018 PER LE REGOLARI PROCEDURE SELETTIVE IL CHE CHIARAMENTE CONTRASTA CON GLI INTERESSI DI COLORO I QUALI ATTENDONO DA OLTRE 15 ANNI DI POTER PARTECIPARE AD UN CONCORSO.

COSI CONTINUANDO LA LOTTA ALLA EVASIONE FISCALE VUOLE ESSERE UNA SEMPLICE E PURA ENUNCIAZIONE.



PER CHIAREZZA RIPORTIAMO L'ATTO DELLA CAMERA:


                                                 

Interrogazione a risposta in commissione 5-11834
presentato da
RIZZETTO Walter
testo di
Mercoledì 12 luglio 2017, seduta n. 832
  RIZZETTO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione . — Per sapere – premesso che:
si legge sul portale web di informazione legale «La Legge Per Tutti»: «L'incostituzionalità della nuova Agenzia delle entrate-riscossione»; «Agenzia delle entrate-riscossione: il controllore è anche il controllato»;
è noto che a riscuotere le tasse degli italiani non sarà più Equitalia bensì l'Aer, ossia Agenzia delle entrate-riscossione. Il nuovo direttore di Aer è Ernesto Maria Ruffini, ossia lo stesso soggetto che, fino ad oggi, ha diretto Equitalia. Ma ciò che allarma è che Ruffini è stato nominato a dirigere anche l'Agenzia delle entrate; pertanto, siccome Aer è un ente sottoposto alla vigilanza dell'Agenzia delle entrate, come stabilisce il decreto fiscale che l'ha istituita, ne consegue che controllato e controllore sono la stessa persona. Il che appare evidentemente di dubbia legittimità e dà luogo ad un sistema oltremodo distorto;
nello statuto di Aer si legge che «I rapporti con l'Agenzia delle entrate per la condivisione delle banche dati sui contribuenti» sono regolati con accordi tra le parti, sicché sarà sempre Ruffini a concludere contratti con sé stesso, da un lato «firmando le richieste» in qualità di direttore di Aer, dall'altro dando le autorizzazioni in qualità di direttore dell'Agenzia delle entrate;
altro aspetto inquietante di questo passaggio riguarda invece il personale, che è lo stesso che prima era stato assunto in Equitalia a chiamata diretta – come sempre avviene nelle società private – e che ora transita in un ente pubblico, quale è Aer, senza un concorso che invece, per Costituzione, è necessario per l'accesso alle cariche pubbliche. Sul punto, non è solo una questione di controllo sulle competenze, ma anche di rispetto per quelle migliaia di giovani che stanno aspettando da anni un bando nel settore;
si delineano, due ulteriori tipi di problemi: il primo è quello di nomine presumibilmente illegittime perché in contrasto con la Costituzione, ossia con l'obbligo di un concorso, che, nel futuro, qualche giudice potrebbe dichiarare incostituzionali con conseguente invalidità di tutte le cartelle firmate da queste persone; 

il secondo problema è quello dei mandati processuali: infatti, Aer si costituirà in tutti i ricorsi intentati sinora contro Equitalia e a firmare il mandato agli avvocati sarà personale divenuto dirigente di un ente pubblico senza una nomina valida, senza concorso; pertanto, le procure processuali sarebbero illegittime e così anche la costituzione in giudizio di Aer. Tra l'altro, se il fisco perde la causa a pagare sono sempre i contribuenti;
ulteriore paradosso è che passando da un soggetto privato a un ente pubblico non vi sarebbe più ragione di mantenere in vita l'aggio, ossia la percentuale sulla riscossione riconosciuta prima ad Equitalia per la sua attività; invece, questa è l'unica cosa che è rimasta come era prima;
tali irregolarità si vanno ad inserire nell'ambito del sistema della macchina fiscale, già danneggiato dalle note nomine illegittime per l'esercizio delle funzioni dirigenziali;

inoltre, si evidenzia l'inopportunità di regolare i rapporti tra Aer e Agenzia delle entrate come esposto, considerando le diverse prerogative dei due enti. Si pensi che trattandosi di un ente che gravita nell'area dell'amministrazione finanziaria, l'Aer acquisirà una serie di attribuzioni tipiche dell'Agenzia delle entrate, come l'accesso alle banche dati sui rapporti di lavoro, sulle pensioni e sui conti correnti. 

Il tutto per colpire immediatamente redditi e beni da pignorare dei cittadini –:
quali iniziative di competenza intendano assumere per porre rimedio ai profili di dubbia legittimità esposti in premessa conseguenti alla costituzione di Aer e alla nomina di Ruffini come direttore dell'Agenzia delle entrate, nomina peraltro già oggetto di rilievi da parte della Corte dei conti. (5-11834)
E M


martedì 25 luglio 2017



  PADRE PIO LA STRAGE DELL'ACQUA SANTA

          "ORRORE E SANGUE SU ROMA"


IL SEGRETO CELATO DALLA GRANDE GUERRA, SVELATO DA ENRICO MALATESTA GIORNALISTA D'INCHIESTA, NEL SUO LIBRO DA POCO IN DISTRIBUZIONE...HA PERCORSO LA TRACCIA  DEL RISCONTRO STORICO PER GIUNGERE A UNA SCOPERTA EPOCALE.....




       
         
                                         



Nel vivo delle celebrazioni per il Centenario della Prima Guerra Mondiale, sulla scia delle eco del ritrovamento di un memoriale di due soldati convertiti da Padre Pio da Pietrelcina (cappellano in convalescenza alla Sanità militare del Sales di Napoli) Enrico Malatesta giornalista d’inchiesta inseguendo la traccia del riscontro storico dei fatti, giunge ad una scoperta di portata epocale. 

Uno dei due soldati in questione muore a Roma nell’esplosione del Forte dell’Acqua Santa il 24 agosto 1917.


 Sembra essere un comunissimo incidente di caserma, o così almeno preme far credere, dal reparto d’Artiglieria Aerea dell’Esercito. Ma attraverso un’accurata ricostruzione documentale, incrociata a quella della Questura di Roma, il giornalista scopre che il nuovo ministero costituito ad arte per l’approvvigionamento di munizioni ed esplosivi è in realtà il più grande accentramento di siti preposti alla costruzione di bombe, granate ed esplosivi. Armati non da provati artificieri ma da soldati giovani e di bassa forza, civili, donne ed anche bambini.


 Dai poco più dei 221 siti esistenti nel 1916 il neo ministro DALLOLIO ne accresce il numero fino ad oltre 1463. Dalla tragica esplosione dell’Acqua Santa si dichiareranno solo 79 morti quando i documenti della questura ne accerteranno più di 200, la cui vera identità come anche la stessa sepoltura si perderanno nella notte dei tempi. Se applicato il primato del nascondimento o del negazionismo per il caso del Forte dell’Acqua Santa, così come per tutti gli altri 1463 centri di allestimento proietti (dov’era altamente risaputa la frequenza degli incidenti mortali), quanti poveri giovani soldati, civili, donne ed anche bambini saranno stati sacrificati in nome di una Patria ignara della loro esistenza, o di sciagurati “mercanti di morte” ….? 


Cui l’Italia di oggi (militare e non), come per il Forte dell’Acqua Santa, non ne ha mai conosciuto la storia, la sorte, la morte e ne … la stessa esistenza. 


L’esclusiva intervista, raccolta poi dal giornalista Enrico Malatesta dalla viva voce del Generale Luciano Iannetta , di tutto questo ne è l’ancor più disperante conferma.

lunedì 24 luglio 2017



     SCAFFALE

           IN LIBRERIA L'ULTIMO LIBRO DI
                       ENRICO MALATESTA
            "ORRORE E SANGUE SU ROMA"
         PADRE PIO E LA STRAGE DELL'ACQUA SANTA

  IL LIBRO RIPORTA L'INTERVISTA ESCLUSIVA AL GENERALE                                                                     LUCIANO IANNETTA






domenica 21 maggio 2017

API E ROSE PER SANTA RITA

 



             AVVOCATA DEI CASI DISPERATI

                                            

                                SANTA RITA


I FATTI DELLA SUA VITA LI CONOSCIAMO TUTTI....MA  COSA SAPPIAMO DELLE API E DELLE ROSE?




                                             






E' tradizione? Cosa è la tradizione?...E' ciò che si tramanda di bocca in bocca, di generazione in generazione attraverso il popolo.

Allora se non è né storia, né una favola, né leggenda?

La storia è la narrazione documentata di fatti e avvenimenti realmente accaduti, la presentazione di personaggi veramente vissuti: la favola una pura e semplice invenzione, frutto di fantasia; nella fiaba entrano personaggi fantastici....; ma nella leggenda è un racconto che riveste di rosa sia la storia sia la fiaba, ma più vicina alla tradizione che ha un fondo di verità.

Allora le api e le rose? Appunto, secondo la tradizione, è ciò che si tramanda da bocca in bocca, di generazione in generazione attraverso il popolo.

E' leggenda, un racconto che riveste di rosa sia la storia che la fiaba, sempre vicino alla tradizione con un fondo d i verità.

La nascita della piccola Rita, secondo la tradizione fu rallegrata da uno sciame di api che si addensò sulla sua culla. Così la malattia che precedette la sua morte, viene ricordata per un duplice fatto prodigioso: la fioritura delle rose e la maturazione dei fichi in pieno inverno, nell'orto della casa paterna.

Logorata dalle sofferenze, dai digiuni, dalle fatiche, costretta a rimanere costantemente coricata sul giaciglio della sua povera cella, spirò santamente. era l'anno 1457.

Si racconta che una campana, senza essere tirata da nessuno, si mise a suonare da sola per annunziare la sua morte.

Fu proclamata Santa dal popolo, e venne canonizzata nel 1900 da Leone XIII, che la chiamò " la perla dell'Umbria"

Venerata in tutto il mondo come Santa degli impossibili...ossia dei casi più disperati.

Un storia affascinante, una vita meravigliosa: figlia docile, sposa affettuosa, madre eroica, monaca esemplare....Una Santa, una grande Santa!


e.m







martedì 16 maggio 2017

PIOXII PAPA DI FATIMA







     

Nel 2017 non ricorre solo il centenario delle apparizioni mariane di Fatima, ma anche quello della consacrazione episcopale dell’allora mons. Eugenio Pacelli, avvenuta proprio il 13 maggio, lo stesso giorno della prima apparizione della Santissima Vergine ai tre Pastorelli. Divenuto, il 2 marzo del 1939, il 260° Successore del beato Apostolo Pietro col nome di Pio XII, egli fu il primo vero “papa di Fatima”.

«La Beata Vergine, la Madonna del Rosario venerata a Fatima, la Santa Madre di Dio che portò la vittoria a Lepanto, vi assisterà con la Sua potenza» (S. S. Pio XII, enciclica Saeculo Exeunte)



Tutto ebbe inizio nel 1917. La Prima Guerra Mondiale stava infuriando da diversi anni ormai, senza mostrare alcun segno di una imminente e pacifica conclusione, perciò Papa Benedetto XV si rivolse con una supplica alla Beata Vergine Maria, per mezzo della Quale tutte le grazie vengono dispensate. Egli chiese urgentemente a tutti i Cristiani di implorare la Beata Vergine Maria per ottenere la pace nel mondo, e di affidare questo compito solenne a Lei solamente.
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Benedetto XV desiderava che il mondo «facesse ricorso al Cuore di Gesù, trono di grazie, e che a questo trono si facesse ricorso per mezzo dell’intercessione di Maria», ed ordinò che l’invocazione “Regina della Pace, prega per noi” fosse aggiunta permanentemente nelle Litanie Lauretane. Infine, fiducioso nel riporre la pace del mondo nelle Sue mani, il Santo Padre fece questo appello:


«A Maria, che è Madre di Misericordia ed onnipotente per grazia, fa che si levi un appello amoroso e devoto da tutti gli angoli della terra – dai nobili templi alle più piccole cappelle, dai palazzi reali e le magioni dei facoltosi alle capanne più povere – dalle pianure e dai mari coperti di sangue. Che esso porti a Lei il lamento angosciato delle madri e delle mogli, i pianti dei piccoli innocenti, i sospiri di tutti i cuori generosi: Che la Sua più tenera e benigna sollecitudine possa muoversi a compassione e che la pace che chiediamo per il nostro mondo concitato, possa infine essere ottenuta».

La Beata Madre rispose assai velocemente alla supplica agonizzante del Papa. Solo otto giorni dopo, la Vergine Maria apparve a Fatima, donando al Papa ed all’umanità un piano per la vera Pace. 


Tuttavia, questo piano prevedeva l’obbedienza della gente, e specialmente del Vicario di Cristo in terra, il Papa. Dio e la Beata Vergine hanno accettato di donare al mondo la pace, ma poiché è stato il Papa ad aver richiesto che gli venisse mostrata la via per la pace, la sua cooperazione nei progetti del Cielo diventa fondamentale.

Va però precisato – per una completa conoscenza dei fatti – che le Apparizioni ai tre Pastorelli iniziano l’anno prima, nel 1916. 


Il Signore inviò l’Angelo della Pace ai tre Bambini per prepararli all’incontro con Maria. Questo particolare ci dimostra che le coincidenze non esistono, o meglio, non esiste “il caso”, ma che tutto è preparato dai misteriosi disegni della Divina Provvidenza, e che ben si comprendono quando Essa incontra Anime disposte a credere e ad operare secondo i voleri di Dio.

Con la conoscenza personale ed il consenso poi di Papa Pio XI, il 13 ottobre 1930, il Vescovo di Leiria (la diocesi che ha al suo interno Fatima), mons. da Silva, annunciò i risultati dell’indagine ufficiale su Fatima, in una lettera pastorale riguardante le apparizioni, approvandole in tutto.
Il Sommo Pontefice Pio XII (nato a Roma il 2 marzo 1876, Pontefice dal 2 marzo 1939 e deceduto il 9 ottobre 1958), al quale la storia stessa riconosce il bel titolo di “Pastor Angelicusla cui consacrazione Episcopale aveva avuto luogo il 13 maggio 1917, data della prima apparizione della Madonna a Fatima, fece molte cose per incoraggiare questa devozione. 

Egli fu conosciuto come il “Papa di Fatima”. 

Egli affermò: «Il tempo di dubitare Fatima è passato, è giunto il tempo di agire». Mentre la statua della Vergine Pellegrina stava girando l’Italia, ed avvenivano molti miracoli dovunque si fermasse, Papa Pio XII affermò con stupore: «Non crediamo ai nostri occhi».

E fu proprio il Venerabile Pio XII a parlare ufficialmente di Fatima, nel 1940, per la prima volta in un testo Pontificio ufficiale con la sua enciclica Saeculo Exeunte, che era stata scritta per incoraggiare la Chiesa in Portogallo ad aumentare la sua attività missionaria straniera. 


Nel testo, egli affermò che «lasciate che fedeli non si dimentichino, specialmente quando recitano il Rosario, così raccomandato dalla Beata Vergine Maria di Fatima, di chiedere alla Vergine Madre di Dio di ottenere le vocazioni missionarie, con frutti abbondanti per il più alto numero possibile di anime…». Egli concludeva l’enciclica con queste parole: «La Beata Vergine, la Madonna del Rosario venerata a Fatima, la Santa Madre di Dio che portò la vittoria a Lepanto, vi assisterà con la Sua potenza».

Inoltre, nel 1940, il Santo Padre indicò la Madonna di Fatima come Patrona della nuova diocesi di Nampula, in Mozambico. Era il primo patronato ufficiale e pontificio affidato alla Madonna del Rosario di Fatima.

Nell’ottobre del 1942, in risposta ad un messaggio inviatole dalla veggente Suor Lucia Dos Santos nel 1940, Papa Pio XII consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria, con una menzione speciale per la Russia. All’inizio del 1943, Suor Lucia, però, spiegò che Nostro Signore le aveva detto che avrebbe accettato questo Atto di Consacrazione per contribuire a far finire prima la Seconda Guerra Mondiale, ma che esso non avrebbe ottenuto la pace nel mondo.

Come predetto, questo atto ottenne la fine della guerra, ma non portò quella pace che aveva promesso la Madonna, dato che non si era trattato di una consacrazione specifica della Russia, e per via del fatto che i vescovi di tutto il mondo non vi avevano partecipato. 


Pio XII non si scoraggiò e il 4 maggio 1944, fece istituire la Festa del Cuore Immacolato di Maria. Nel 1946, il Cardinale Masella, in veste di Legato personale del Santo Padre, incoronò la Madonna di Fatima “Regina del mondo”.

Nel 1950, Papa Pio XII disse addirittura al Maestro Generale dei Dominicani: «Dite ai vostri religiosi che il pensiero del Papa è contenuto nel Messaggio di Fatima».

Il 13 ottobre 1951, il Legato Pontificio, Cardinale Tedeschini, fu inviato a Fatima per la chiusura dell’Anno Santo. Egli disse alla folla che Papa Pio XII aveva visto in persona, ripetuto a Roma, il Miracolo del Sole che era avvenuto durante l’ultima apparizione di Fatima.

È ovvio che l’amato Santo Padre aveva scelto Fatima per questo evento così importante, in modo da destare attenzione al Messaggio della Madonna di Fatima. Pio XII aveva infatti ricevuto la grazia di vedere il Miracolo del Sole, in quattro occasioni distinte, durante l’anno precedente: il 30 e il 31 ottobre, il 1° novembre (il giorno in cui Pio XII definì solennemente il dogma dell’Assunzione), e l’8 novembre (l’ottava di quella stessa solennità).

Il mistero della terza parte del Segreto
Il 7 luglio 1952, in risposta alle petizioni dei Cattolici della Russia, Papa Pio XII consacrò la Russia ed il suo popolo al Cuore Immacolato di Maria. L’11 ottobre 1954, Sua Santità pubblicò un’enciclica sul Regno di Maria, ed in esso egli si riferì alla Sua miracolosa immagine di Fatima. Due anni dopo, la Chiesa che sorgeva sul luogo dell’apparizione, a Fatima, venne elevata a rango di Basilica.

Leggiamo ora una vera profezia descritta dal venerabile Pontefice quando era cardinale, nel 1933, in data non sospetta, come si direbbe:

«Supponiamo, caro amico, che il Comunismo [uno degli “errori della Russia” menzionati dal Messaggio di Fatima, ndr] fosse solo uno degli strumenti più evidenti di sovversione usati contro la Chiesa e le tradizioni della Rivelazione Divina… Sono preoccupato per il messaggio che la Beata Vergine ha dato a Lucia di Fatima. Questo insistere da parte di Maria, sui pericoli che minacciano la Chiesa, è un avvertimento divino contro il suicidio di alterare la Fede, nella Sua liturgia, la Sua teologia e la Sua anima… Sento tutto intorno a me questi innovatori che desiderano smantellare la Sacra Cappella, distruggere la fiamma universale della Chiesa, rigettare i suoi ornamenti e farla sentire in colpa per il suo passato storico. … 

Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato negherà il proprio Dio, quando la Chiesa dubiterà come dubitò Pietro. Sarà allora tentata a credere che l’uomo sia diventato Dio … Nelle nostre chiese, i Cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li aspetta. Come Maria Maddalena, in lacrime dinanzi alla tomba vuota, si chiederanno: “Dove Lo hanno portato?”» (Citazione riportata nel libro Pius XII Devant L’Histoire, Editions du Jour/Robert Laffont, 1972, pp. 52-53).

Dal canto suo, il cardinale, domenicano, Fr. Luigi Ciappi, uno dei pochi uomini al mondo che lesse l’intero segreto di Fatima, ebbe a dire: «Nel Terzo Segreto viene predetto che, tra le altre cose, la grande apostasia nella Chiesa inizierà dai suoi vertici».

A ben leggere anche l’intervento di papa Leone XIII con il suo primo esorcismo a seguito di una visione, è ben chiaro che si sta parlando tutti del medesimo pericolo di cui Maria Santissima è venuta a “confermarci”, a metterci sull’avviso, offrendoci la chiave per uscirne fuori.

Il Pastore supremo che coraggiosamente scomunicò nel 1949 i comunisti atei, ma che si era adoperato indefessamente per l’assistenza alle vittime della seconda guerra mondiale, che già preconizzava della futura Europa unita: «Tecnicamente gigante, spiritualmente atrofizzata», nel Battesimo, al nome di Eugenio, veniva aggiunto quello di Maria, per sottolinearne, come facevano una volta i genitori cristiani, la protezione della Santissima Vergine. 

Giovane diciottenne, il 13 dicembre 1894, si iscriveva nella Congregazione mariana dei Gesuiti in Roma. Celebrava la sua prima Messa dinanzi alla Salus Populi romani di Santa Maria Maggiore (3 aprile 1899). Il suo primo discorso da sacerdote fu sulla Vergine. Veniva consacrato vescovo il giorno stesso in cui a Fatima appariva la Madonna (13 maggio 1917). La sua elevazione a cardinale fu annunciata la vigilia dell’Immacolata (7 dicembre 1929). 

Eletto Papa il 2 marzo 1939, nello stringere tra le mani il timone della nave di Pietro, affidava il suo pontificato a Maria Stella del mare. Si ammalò la prima domenica di ottobre (5 ottobre 1958), festa della Madonna del Rosario; spirava, con il rosario in mano, il 9 ottobre.

Il secolo XX è stato definito il “secolo di Maria”. Ma per taluni, nemici della devozione a Maria, si è rivelato piuttosto l’era delle «esuberanze della devozione mariana», culminate con il pontificato di Pio XII. Però egli è il Pontefice più citato dal Vaticano II, concilio non certo incline al facile e superficiale devozionalismo. Per cui dobbiamo asserire: Pacelli è stato Papa mariano perché cristocentrico. Ben consapevole dell’adagio: De Maria numquam satis (antica espressione, attraverso la quale si afferma che di Maria non se ne parla mia abbastanza), egli costantemente ha esortato mariologi e pastori d’anime ad unire la pietà mariana, solida e profonda, con la teologia fondata sulla Bibbia, la tradizione e il magistero della Chiesa.

Ecco come Pacelli delineava la consacrazione a Maria, sicuro mezzo di unione a Cristo



Il 21 luglio 1947, nel discorso tenuto ai pellegrini convenuti a Roma per la canonizzazione di San Louis Marie Grignion de Montfort, affermava: «L’autore del Trattato della vera devozione a Maria Vergine distingue con pochi tratti questa autentica devozione da una falsa devozione più o meno superstiziosa… La vera devozione, quella della tradizione, quella della Chiesa, quella, diremo Noi, del buon senso cristiano e cattolico, tende essenzialmente all’unione con Gesù, sotto la guida di Maria.

La forma e la pratica di questa devozione possono variare a seconda del tempo, dei luoghi e delle inclinazioni personali. Nei limiti della dottrina sana e sicura, dell’ortodossia e della dignità del culto, la Chiesa lascia ai suoi figli un giusto margine di libertà».

E nel 1958, ancora ai Monfortani, puntualizzava: «I missionari della Compagnia di Maria sono stati chiamati a guidare le anime a nostro Signore per mezzo della Santissima Vergine, nello spirito della devozione speciale che il Fondatore possedeva in alto grado»Parlando dell’Eucaristia e della Vergine, Pio XII ricordava«Maria non ha altro desiderio che di condurre gli uomini a Cristo, di introdurli nel cuore del mistero della redenzione che è l’Eucaristia». 

Egli, che nel 1953 aveva approvato una riforma del Piccolo Ufficio della Beata Vergine Maria, risalente al sec. X, e che ogni anno raccomandava il mese mariano di maggio, il 26 aprile 1958 ribadiva«L’essenza della devozione a Maria consiste in primo luogo… in un sentimento filiale, che cerca di contraccambiare in qualche modo il suo amore di madre. Ma la venerazione non sarebbe sincera, la confidenza non sarebbe veramente profonda e l’amore non andrebbe oltre il sentimento e le parole, se l’anima che si dice devota di Maria, non si studiasse di imitarne le virtù, di ritrarne in sé la vita».


Nell’atto di consacrazione della Chiesa e di tutto il genere umano al Cuore Immacolato di Maria (31 ottobre 1942), Pacelli non faceva alcun accenno alla lettera di suor Lucia di Fatima, che raccomandava, secondo le parole della Vergine, tale consacrazione, ma in primo luogo erano i fondamenti teologici a indurre il Pontefice a quel gesto consacratorio. 

Il magistero mariano di Pacelli è sterminato, così come quello – è bene dirlo – di Papa Leone XIII, anch’egli profondamente mariano e il Papa del Santuario di Pompei.


E.M                                                                                          

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venerdì 12 maggio 2017

ANNIVERSARIO: FATIMA 2017 100 ANNI



                                           FATIMA

 

LA PIU' PROFETICA DELLE APPARIZIONI MODERNE



                                           


Fatima, con il suo famoso segreto, è senza dubbio la più profetica delle apparizioni moderne, con le concrete allusioni a guerre, divisioni, tragedie.
Vaticano: Nei tre segreti di Fátima. C’è poco da scherzare
Il segreto si compone di tre parti. Dico subito che non c’è un quarto segreto né ci sono altri segreti nascosti.[2] Le prime due parti furono scritte da Suor Lucia, uno dei tre veggenti di Fatima nel 1941 (con alcune aggiunte fatte nel 1951). Queste parti sono state pubblicate e conosciute.
Di che si tratta? Queste prime parti contengono la visione dell’inferno, descritto come un grande mare sotterraneo di fuoco, nel quale erano immersi i demoni e le anime che alzavano grida e gemiti di dolore e di disperazione, che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura.
La visione è accompagnata dalle parole della Madonna che, per salvare le anime dei peccatori, invita a stabilire nel mondo la devozione al suo Cuore Immacolato.


C’è anche l’accenno alla seconda guerra mondiale, la richiesta della consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato e la comunione riparatrice dei primi sabati: «Se accetteranno le Mie richieste – dice la Beata Vergine – la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, provocando guerre e persecuzioni alla Chiesa. 


I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà e sarà concesso al mondo un periodo di pace».


TRADUZIONE TESTO ORIGINALE

IL « SEGRETO » DI FATIMA PRIMA E SECONDA PARTE DEL « SEGRETO » NELLA REDAZIONE FATTANE DA SUOR LUCIA NELLA « TERZA MEMORIA » DEL 31 AGOSTO 1941, DESTINATA AL VESCOVO DI LEIRIA-FATIMA (testo originale)
IL « SEGRETO » DI FATIMA: PRIMA E SECONDA PARTE DEL « SEGRETO »
NELLA REDAZIONE FATTANE DA SUOR LUCIA NELLA « TERZA MEMORIA » DEL 31 AGOSTO 1941, DESTINATA AL VESCOVO DI LEIRIA-FATIMA


Uno dei punti che mi indica, è la rivelazione del segreto. Qualcosa ho detto, ma per non allungare troppo quello scritto, che doveva essere breve, mi limitai all’indispensabile lasciando a Dio l’opportunità d’un momento più favorevole.


La Madonna mostrò un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell’incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura. 

I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. 
Questa visione durò un momento. 


Papa Giovanni Paolo II, dopo l’attentato del 13 maggio 1981, richiese e lesse la terza parte del segreto. Per il Papa polacco fu la svolta decisiva del suo pontificato.


Egli infatti fece dell’accompagnamento mariano la bussola del pellegrinaggio della Chiesa nella storia. È stato lo straordinario realismo delle profetiche apparizioni di Fatima a colpire Papa Wojtyła, il quale, nel 1994, riflettendo ad esempio sul crollo inaspettato del marxismo nell’Europa dell’Est, affermava:
«per confermare questa sua convinzione il Papa aggiungeva che «bisognava che ci fosse l’attentato in piazza San Pietro proprio il 13 maggio 1981, anniversario della prima apparizione a Fatima, affinché tutto ciò diventasse più trasparente e comprensibile, affinché la voce di Dio che parla nella storia dell’uomo mediante i “segni dei tempi” potesse essere più facilmente udita e compresa».


Nella storia bisogna riconoscere, infatti, la presenza dell’azione del maligno sulle persone e sui popoli. L’umanità è continuamente sedotta dall’avversario del bene, sempre pronto a farla precipitare nel baratro della perdizione. Ma il Figlio di Dio è apparso proprio per distruggere le opere del diavolo (cf. 1Gv 3,8).

Maria è la stella maris, che accompagna la Chiesa e l’umanità nella tempestosa attraversata della storia, suscitando nei cuori dei fedeli energie di bene, che neutralizzano e vincono gli assalti devastanti di uomini e di ideologie perverse.
Risiede in ciò il carisma di Fatima, che è un dono di Dio Trinità affinché l’umanità e la Chiesa si rendano sempre più consapevoli della lotta del bene contro il male e della inevitabile vittoria della grazia sul peccato.

Cos’è il segreto. I rappresentanti di Dio in terra hanno autorizzato, varie volte in varie lettere, una delle quali sia conservata dall’Ecc. V. Rev.ma, quella del P. Giuseppe Bernardo Gonçalves, nella quale ordina di scrivere al Santo Padre.

e.m





lunedì 1 maggio 2017



                 IL SANGUE DI GESU' A MANTOVA

                      RACCOLTO SUL GOLGOTA


             LE RELIQUIE SI TROVANO IN "VASI SACRI" A MANTOVA PORTATE DAL CENTURIONE ROMANO LONGINO




     



Tracce di sangue di Gesù sono tuttora conservate nelle chiese: di Mantova, Ferrara, Crema, Sarzana, Weingarten, Bruges e Fe'camp. 

In picolare, la reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo conservata nella cripta della Basilica di Sant'Andrea di Mantova, secondo il racconto tradizionale, fu portata in quella città dal centurione romano Longino che, secondo la tradizione evangelica, aveva trafitto Gesù in croce con la propria lancia. 


Anche nella Chiesa di San Giacomo, a Clauzetto, in Provincia di Pordenone, si conserva un'ampolla donata alla locale comunità nel Settecento da un nobile della Serenissima Repubblica di Venezia e oggetto di vasta venerazione.A Potenza, nella Chiesa convento  di Santo Sepolcro dei frati minori custodiscono la reliquia del Preziosissimo Sangue: una zolletta di terra imbevuta del Sangue di Cristo.



Altre tracce di sangue, e in alcuni casi frammenti di carne, derivano da miracoli eucaristici: tra queste vi sono quelle conservate a Orvieto, dal mirracolo eucaristico di Bolsena e a Lanciano.



Fino al 1983 era conservato nella chiesa di Calcata, vicino Viterbo, il presunto prepuzio del piccolo Gesù circonciso, secondo i Vangeli, come tutti gli Ebrei). Ad ogni Capodanno esso veniva esposto al pubblico dei fedeli.



A Sant'Ambrogio Valpollicella vengono custoditi, racchiuse in una preziosa teca d'argento e cristallo, quelli che un testo descrive come frammenti del legno della croce del Signore, un pezzetto di velo bianco e di altro velo rosso con tracce del sangue di Gesù La venerazione risale al 1726. Per tradizione le reliquie vengono esposte solennemente solo una volta l'anno, il lunedì di Pasqua



A Cannobio è conservata, in un prezioso reliquiario, una costa proveniente da un dipinto raffigurante la deposizione che intorno all'anno 1500, una sera di un 7 gennaio, avrebbe iniziato a sanguinare e avrebbe emesso l'osso, tuttora conservato.

E.M