domenica 21 maggio 2017

API E ROSE PER SANTA RITA

 



             AVVOCATA DEI CASI DISPERATI

                                            

                                SANTA RITA


I FATTI DELLA SUA VITA LI CONOSCIAMO TUTTI....MA  COSA SAPPIAMO DELLE API E DELLE ROSE?




                                             






E' tradizione? Cosa è la tradizione?...E' ciò che si tramanda di bocca in bocca, di generazione in generazione attraverso il popolo.

Allora se non è né storia, né una favola, né leggenda?

La storia è la narrazione documentata di fatti e avvenimenti realmente accaduti, la presentazione di personaggi veramente vissuti: la favola una pura e semplice invenzione, frutto di fantasia; nella fiaba entrano personaggi fantastici....; ma nella leggenda è un racconto che riveste di rosa sia la storia sia la fiaba, ma più vicina alla tradizione che ha un fondo di verità.

Allora le api e le rose? Appunto, secondo la tradizione, è ciò che si tramanda da bocca in bocca, di generazione in generazione attraverso il popolo.

E' leggenda, un racconto che riveste di rosa sia la storia che la fiaba, sempre vicino alla tradizione con un fondo d i verità.

La nascita della piccola Rita, secondo la tradizione fu rallegrata da uno sciame di api che si addensò sulla sua culla. Così la malattia che precedette la sua morte, viene ricordata per un duplice fatto prodigioso: la fioritura delle rose e la maturazione dei fichi in pieno inverno, nell'orto della casa paterna.

Logorata dalle sofferenze, dai digiuni, dalle fatiche, costretta a rimanere costantemente coricata sul giaciglio della sua povera cella, spirò santamente. era l'anno 1457.

Si racconta che una campana, senza essere tirata da nessuno, si mise a suonare da sola per annunziare la sua morte.

Fu proclamata Santa dal popolo, e venne canonizzata nel 1900 da Leone XIII, che la chiamò " la perla dell'Umbria"

Venerata in tutto il mondo come Santa degli impossibili...ossia dei casi più disperati.

Un storia affascinante, una vita meravigliosa: figlia docile, sposa affettuosa, madre eroica, monaca esemplare....Una Santa, una grande Santa!


e.m







martedì 16 maggio 2017

PIOXII PAPA DI FATIMA







     

Nel 2017 non ricorre solo il centenario delle apparizioni mariane di Fatima, ma anche quello della consacrazione episcopale dell’allora mons. Eugenio Pacelli, avvenuta proprio il 13 maggio, lo stesso giorno della prima apparizione della Santissima Vergine ai tre Pastorelli. Divenuto, il 2 marzo del 1939, il 260° Successore del beato Apostolo Pietro col nome di Pio XII, egli fu il primo vero “papa di Fatima”.

«La Beata Vergine, la Madonna del Rosario venerata a Fatima, la Santa Madre di Dio che portò la vittoria a Lepanto, vi assisterà con la Sua potenza» (S. S. Pio XII, enciclica Saeculo Exeunte)



Tutto ebbe inizio nel 1917. La Prima Guerra Mondiale stava infuriando da diversi anni ormai, senza mostrare alcun segno di una imminente e pacifica conclusione, perciò Papa Benedetto XV si rivolse con una supplica alla Beata Vergine Maria, per mezzo della Quale tutte le grazie vengono dispensate. Egli chiese urgentemente a tutti i Cristiani di implorare la Beata Vergine Maria per ottenere la pace nel mondo, e di affidare questo compito solenne a Lei solamente.
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Benedetto XV desiderava che il mondo «facesse ricorso al Cuore di Gesù, trono di grazie, e che a questo trono si facesse ricorso per mezzo dell’intercessione di Maria», ed ordinò che l’invocazione “Regina della Pace, prega per noi” fosse aggiunta permanentemente nelle Litanie Lauretane. Infine, fiducioso nel riporre la pace del mondo nelle Sue mani, il Santo Padre fece questo appello:


«A Maria, che è Madre di Misericordia ed onnipotente per grazia, fa che si levi un appello amoroso e devoto da tutti gli angoli della terra – dai nobili templi alle più piccole cappelle, dai palazzi reali e le magioni dei facoltosi alle capanne più povere – dalle pianure e dai mari coperti di sangue. Che esso porti a Lei il lamento angosciato delle madri e delle mogli, i pianti dei piccoli innocenti, i sospiri di tutti i cuori generosi: Che la Sua più tenera e benigna sollecitudine possa muoversi a compassione e che la pace che chiediamo per il nostro mondo concitato, possa infine essere ottenuta».

La Beata Madre rispose assai velocemente alla supplica agonizzante del Papa. Solo otto giorni dopo, la Vergine Maria apparve a Fatima, donando al Papa ed all’umanità un piano per la vera Pace. 


Tuttavia, questo piano prevedeva l’obbedienza della gente, e specialmente del Vicario di Cristo in terra, il Papa. Dio e la Beata Vergine hanno accettato di donare al mondo la pace, ma poiché è stato il Papa ad aver richiesto che gli venisse mostrata la via per la pace, la sua cooperazione nei progetti del Cielo diventa fondamentale.

Va però precisato – per una completa conoscenza dei fatti – che le Apparizioni ai tre Pastorelli iniziano l’anno prima, nel 1916. 


Il Signore inviò l’Angelo della Pace ai tre Bambini per prepararli all’incontro con Maria. Questo particolare ci dimostra che le coincidenze non esistono, o meglio, non esiste “il caso”, ma che tutto è preparato dai misteriosi disegni della Divina Provvidenza, e che ben si comprendono quando Essa incontra Anime disposte a credere e ad operare secondo i voleri di Dio.

Con la conoscenza personale ed il consenso poi di Papa Pio XI, il 13 ottobre 1930, il Vescovo di Leiria (la diocesi che ha al suo interno Fatima), mons. da Silva, annunciò i risultati dell’indagine ufficiale su Fatima, in una lettera pastorale riguardante le apparizioni, approvandole in tutto.
Il Sommo Pontefice Pio XII (nato a Roma il 2 marzo 1876, Pontefice dal 2 marzo 1939 e deceduto il 9 ottobre 1958), al quale la storia stessa riconosce il bel titolo di “Pastor Angelicusla cui consacrazione Episcopale aveva avuto luogo il 13 maggio 1917, data della prima apparizione della Madonna a Fatima, fece molte cose per incoraggiare questa devozione. 

Egli fu conosciuto come il “Papa di Fatima”. 

Egli affermò: «Il tempo di dubitare Fatima è passato, è giunto il tempo di agire». Mentre la statua della Vergine Pellegrina stava girando l’Italia, ed avvenivano molti miracoli dovunque si fermasse, Papa Pio XII affermò con stupore: «Non crediamo ai nostri occhi».

E fu proprio il Venerabile Pio XII a parlare ufficialmente di Fatima, nel 1940, per la prima volta in un testo Pontificio ufficiale con la sua enciclica Saeculo Exeunte, che era stata scritta per incoraggiare la Chiesa in Portogallo ad aumentare la sua attività missionaria straniera. 


Nel testo, egli affermò che «lasciate che fedeli non si dimentichino, specialmente quando recitano il Rosario, così raccomandato dalla Beata Vergine Maria di Fatima, di chiedere alla Vergine Madre di Dio di ottenere le vocazioni missionarie, con frutti abbondanti per il più alto numero possibile di anime…». Egli concludeva l’enciclica con queste parole: «La Beata Vergine, la Madonna del Rosario venerata a Fatima, la Santa Madre di Dio che portò la vittoria a Lepanto, vi assisterà con la Sua potenza».

Inoltre, nel 1940, il Santo Padre indicò la Madonna di Fatima come Patrona della nuova diocesi di Nampula, in Mozambico. Era il primo patronato ufficiale e pontificio affidato alla Madonna del Rosario di Fatima.

Nell’ottobre del 1942, in risposta ad un messaggio inviatole dalla veggente Suor Lucia Dos Santos nel 1940, Papa Pio XII consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria, con una menzione speciale per la Russia. All’inizio del 1943, Suor Lucia, però, spiegò che Nostro Signore le aveva detto che avrebbe accettato questo Atto di Consacrazione per contribuire a far finire prima la Seconda Guerra Mondiale, ma che esso non avrebbe ottenuto la pace nel mondo.

Come predetto, questo atto ottenne la fine della guerra, ma non portò quella pace che aveva promesso la Madonna, dato che non si era trattato di una consacrazione specifica della Russia, e per via del fatto che i vescovi di tutto il mondo non vi avevano partecipato. 


Pio XII non si scoraggiò e il 4 maggio 1944, fece istituire la Festa del Cuore Immacolato di Maria. Nel 1946, il Cardinale Masella, in veste di Legato personale del Santo Padre, incoronò la Madonna di Fatima “Regina del mondo”.

Nel 1950, Papa Pio XII disse addirittura al Maestro Generale dei Dominicani: «Dite ai vostri religiosi che il pensiero del Papa è contenuto nel Messaggio di Fatima».

Il 13 ottobre 1951, il Legato Pontificio, Cardinale Tedeschini, fu inviato a Fatima per la chiusura dell’Anno Santo. Egli disse alla folla che Papa Pio XII aveva visto in persona, ripetuto a Roma, il Miracolo del Sole che era avvenuto durante l’ultima apparizione di Fatima.

È ovvio che l’amato Santo Padre aveva scelto Fatima per questo evento così importante, in modo da destare attenzione al Messaggio della Madonna di Fatima. Pio XII aveva infatti ricevuto la grazia di vedere il Miracolo del Sole, in quattro occasioni distinte, durante l’anno precedente: il 30 e il 31 ottobre, il 1° novembre (il giorno in cui Pio XII definì solennemente il dogma dell’Assunzione), e l’8 novembre (l’ottava di quella stessa solennità).

Il mistero della terza parte del Segreto
Il 7 luglio 1952, in risposta alle petizioni dei Cattolici della Russia, Papa Pio XII consacrò la Russia ed il suo popolo al Cuore Immacolato di Maria. L’11 ottobre 1954, Sua Santità pubblicò un’enciclica sul Regno di Maria, ed in esso egli si riferì alla Sua miracolosa immagine di Fatima. Due anni dopo, la Chiesa che sorgeva sul luogo dell’apparizione, a Fatima, venne elevata a rango di Basilica.

Leggiamo ora una vera profezia descritta dal venerabile Pontefice quando era cardinale, nel 1933, in data non sospetta, come si direbbe:

«Supponiamo, caro amico, che il Comunismo [uno degli “errori della Russia” menzionati dal Messaggio di Fatima, ndr] fosse solo uno degli strumenti più evidenti di sovversione usati contro la Chiesa e le tradizioni della Rivelazione Divina… Sono preoccupato per il messaggio che la Beata Vergine ha dato a Lucia di Fatima. Questo insistere da parte di Maria, sui pericoli che minacciano la Chiesa, è un avvertimento divino contro il suicidio di alterare la Fede, nella Sua liturgia, la Sua teologia e la Sua anima… Sento tutto intorno a me questi innovatori che desiderano smantellare la Sacra Cappella, distruggere la fiamma universale della Chiesa, rigettare i suoi ornamenti e farla sentire in colpa per il suo passato storico. … 

Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato negherà il proprio Dio, quando la Chiesa dubiterà come dubitò Pietro. Sarà allora tentata a credere che l’uomo sia diventato Dio … Nelle nostre chiese, i Cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li aspetta. Come Maria Maddalena, in lacrime dinanzi alla tomba vuota, si chiederanno: “Dove Lo hanno portato?”» (Citazione riportata nel libro Pius XII Devant L’Histoire, Editions du Jour/Robert Laffont, 1972, pp. 52-53).

Dal canto suo, il cardinale, domenicano, Fr. Luigi Ciappi, uno dei pochi uomini al mondo che lesse l’intero segreto di Fatima, ebbe a dire: «Nel Terzo Segreto viene predetto che, tra le altre cose, la grande apostasia nella Chiesa inizierà dai suoi vertici».

A ben leggere anche l’intervento di papa Leone XIII con il suo primo esorcismo a seguito di una visione, è ben chiaro che si sta parlando tutti del medesimo pericolo di cui Maria Santissima è venuta a “confermarci”, a metterci sull’avviso, offrendoci la chiave per uscirne fuori.

Il Pastore supremo che coraggiosamente scomunicò nel 1949 i comunisti atei, ma che si era adoperato indefessamente per l’assistenza alle vittime della seconda guerra mondiale, che già preconizzava della futura Europa unita: «Tecnicamente gigante, spiritualmente atrofizzata», nel Battesimo, al nome di Eugenio, veniva aggiunto quello di Maria, per sottolinearne, come facevano una volta i genitori cristiani, la protezione della Santissima Vergine. 

Giovane diciottenne, il 13 dicembre 1894, si iscriveva nella Congregazione mariana dei Gesuiti in Roma. Celebrava la sua prima Messa dinanzi alla Salus Populi romani di Santa Maria Maggiore (3 aprile 1899). Il suo primo discorso da sacerdote fu sulla Vergine. Veniva consacrato vescovo il giorno stesso in cui a Fatima appariva la Madonna (13 maggio 1917). La sua elevazione a cardinale fu annunciata la vigilia dell’Immacolata (7 dicembre 1929). 

Eletto Papa il 2 marzo 1939, nello stringere tra le mani il timone della nave di Pietro, affidava il suo pontificato a Maria Stella del mare. Si ammalò la prima domenica di ottobre (5 ottobre 1958), festa della Madonna del Rosario; spirava, con il rosario in mano, il 9 ottobre.

Il secolo XX è stato definito il “secolo di Maria”. Ma per taluni, nemici della devozione a Maria, si è rivelato piuttosto l’era delle «esuberanze della devozione mariana», culminate con il pontificato di Pio XII. Però egli è il Pontefice più citato dal Vaticano II, concilio non certo incline al facile e superficiale devozionalismo. Per cui dobbiamo asserire: Pacelli è stato Papa mariano perché cristocentrico. Ben consapevole dell’adagio: De Maria numquam satis (antica espressione, attraverso la quale si afferma che di Maria non se ne parla mia abbastanza), egli costantemente ha esortato mariologi e pastori d’anime ad unire la pietà mariana, solida e profonda, con la teologia fondata sulla Bibbia, la tradizione e il magistero della Chiesa.

Ecco come Pacelli delineava la consacrazione a Maria, sicuro mezzo di unione a Cristo



Il 21 luglio 1947, nel discorso tenuto ai pellegrini convenuti a Roma per la canonizzazione di San Louis Marie Grignion de Montfort, affermava: «L’autore del Trattato della vera devozione a Maria Vergine distingue con pochi tratti questa autentica devozione da una falsa devozione più o meno superstiziosa… La vera devozione, quella della tradizione, quella della Chiesa, quella, diremo Noi, del buon senso cristiano e cattolico, tende essenzialmente all’unione con Gesù, sotto la guida di Maria.

La forma e la pratica di questa devozione possono variare a seconda del tempo, dei luoghi e delle inclinazioni personali. Nei limiti della dottrina sana e sicura, dell’ortodossia e della dignità del culto, la Chiesa lascia ai suoi figli un giusto margine di libertà».

E nel 1958, ancora ai Monfortani, puntualizzava: «I missionari della Compagnia di Maria sono stati chiamati a guidare le anime a nostro Signore per mezzo della Santissima Vergine, nello spirito della devozione speciale che il Fondatore possedeva in alto grado»Parlando dell’Eucaristia e della Vergine, Pio XII ricordava«Maria non ha altro desiderio che di condurre gli uomini a Cristo, di introdurli nel cuore del mistero della redenzione che è l’Eucaristia». 

Egli, che nel 1953 aveva approvato una riforma del Piccolo Ufficio della Beata Vergine Maria, risalente al sec. X, e che ogni anno raccomandava il mese mariano di maggio, il 26 aprile 1958 ribadiva«L’essenza della devozione a Maria consiste in primo luogo… in un sentimento filiale, che cerca di contraccambiare in qualche modo il suo amore di madre. Ma la venerazione non sarebbe sincera, la confidenza non sarebbe veramente profonda e l’amore non andrebbe oltre il sentimento e le parole, se l’anima che si dice devota di Maria, non si studiasse di imitarne le virtù, di ritrarne in sé la vita».


Nell’atto di consacrazione della Chiesa e di tutto il genere umano al Cuore Immacolato di Maria (31 ottobre 1942), Pacelli non faceva alcun accenno alla lettera di suor Lucia di Fatima, che raccomandava, secondo le parole della Vergine, tale consacrazione, ma in primo luogo erano i fondamenti teologici a indurre il Pontefice a quel gesto consacratorio. 

Il magistero mariano di Pacelli è sterminato, così come quello – è bene dirlo – di Papa Leone XIII, anch’egli profondamente mariano e il Papa del Santuario di Pompei.


E.M                                                                                          

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venerdì 12 maggio 2017

ANNIVERSARIO: FATIMA 2017 100 ANNI



                                           FATIMA

 

LA PIU' PROFETICA DELLE APPARIZIONI MODERNE



                                           


Fatima, con il suo famoso segreto, è senza dubbio la più profetica delle apparizioni moderne, con le concrete allusioni a guerre, divisioni, tragedie.
Vaticano: Nei tre segreti di Fátima. C’è poco da scherzare
Il segreto si compone di tre parti. Dico subito che non c’è un quarto segreto né ci sono altri segreti nascosti.[2] Le prime due parti furono scritte da Suor Lucia, uno dei tre veggenti di Fatima nel 1941 (con alcune aggiunte fatte nel 1951). Queste parti sono state pubblicate e conosciute.
Di che si tratta? Queste prime parti contengono la visione dell’inferno, descritto come un grande mare sotterraneo di fuoco, nel quale erano immersi i demoni e le anime che alzavano grida e gemiti di dolore e di disperazione, che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura.
La visione è accompagnata dalle parole della Madonna che, per salvare le anime dei peccatori, invita a stabilire nel mondo la devozione al suo Cuore Immacolato.


C’è anche l’accenno alla seconda guerra mondiale, la richiesta della consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato e la comunione riparatrice dei primi sabati: «Se accetteranno le Mie richieste – dice la Beata Vergine – la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, provocando guerre e persecuzioni alla Chiesa. 


I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà e sarà concesso al mondo un periodo di pace».


TRADUZIONE TESTO ORIGINALE

IL « SEGRETO » DI FATIMA PRIMA E SECONDA PARTE DEL « SEGRETO » NELLA REDAZIONE FATTANE DA SUOR LUCIA NELLA « TERZA MEMORIA » DEL 31 AGOSTO 1941, DESTINATA AL VESCOVO DI LEIRIA-FATIMA (testo originale)
IL « SEGRETO » DI FATIMA: PRIMA E SECONDA PARTE DEL « SEGRETO »
NELLA REDAZIONE FATTANE DA SUOR LUCIA NELLA « TERZA MEMORIA » DEL 31 AGOSTO 1941, DESTINATA AL VESCOVO DI LEIRIA-FATIMA


Uno dei punti che mi indica, è la rivelazione del segreto. Qualcosa ho detto, ma per non allungare troppo quello scritto, che doveva essere breve, mi limitai all’indispensabile lasciando a Dio l’opportunità d’un momento più favorevole.


La Madonna mostrò un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell’incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura. 

I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. 
Questa visione durò un momento. 


Papa Giovanni Paolo II, dopo l’attentato del 13 maggio 1981, richiese e lesse la terza parte del segreto. Per il Papa polacco fu la svolta decisiva del suo pontificato.


Egli infatti fece dell’accompagnamento mariano la bussola del pellegrinaggio della Chiesa nella storia. È stato lo straordinario realismo delle profetiche apparizioni di Fatima a colpire Papa Wojtyła, il quale, nel 1994, riflettendo ad esempio sul crollo inaspettato del marxismo nell’Europa dell’Est, affermava:
«per confermare questa sua convinzione il Papa aggiungeva che «bisognava che ci fosse l’attentato in piazza San Pietro proprio il 13 maggio 1981, anniversario della prima apparizione a Fatima, affinché tutto ciò diventasse più trasparente e comprensibile, affinché la voce di Dio che parla nella storia dell’uomo mediante i “segni dei tempi” potesse essere più facilmente udita e compresa».


Nella storia bisogna riconoscere, infatti, la presenza dell’azione del maligno sulle persone e sui popoli. L’umanità è continuamente sedotta dall’avversario del bene, sempre pronto a farla precipitare nel baratro della perdizione. Ma il Figlio di Dio è apparso proprio per distruggere le opere del diavolo (cf. 1Gv 3,8).

Maria è la stella maris, che accompagna la Chiesa e l’umanità nella tempestosa attraversata della storia, suscitando nei cuori dei fedeli energie di bene, che neutralizzano e vincono gli assalti devastanti di uomini e di ideologie perverse.
Risiede in ciò il carisma di Fatima, che è un dono di Dio Trinità affinché l’umanità e la Chiesa si rendano sempre più consapevoli della lotta del bene contro il male e della inevitabile vittoria della grazia sul peccato.

Cos’è il segreto. I rappresentanti di Dio in terra hanno autorizzato, varie volte in varie lettere, una delle quali sia conservata dall’Ecc. V. Rev.ma, quella del P. Giuseppe Bernardo Gonçalves, nella quale ordina di scrivere al Santo Padre.

e.m





lunedì 1 maggio 2017



                 IL SANGUE DI GESU' A MANTOVA

                      RACCOLTO SUL GOLGOTA


             LE RELIQUIE SI TROVANO IN "VASI SACRI" A MANTOVA PORTATE DAL CENTURIONE ROMANO LONGINO




     



Tracce di sangue di Gesù sono tuttora conservate nelle chiese: di Mantova, Ferrara, Crema, Sarzana, Weingarten, Bruges e Fe'camp. 

In picolare, la reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo conservata nella cripta della Basilica di Sant'Andrea di Mantova, secondo il racconto tradizionale, fu portata in quella città dal centurione romano Longino che, secondo la tradizione evangelica, aveva trafitto Gesù in croce con la propria lancia. 


Anche nella Chiesa di San Giacomo, a Clauzetto, in Provincia di Pordenone, si conserva un'ampolla donata alla locale comunità nel Settecento da un nobile della Serenissima Repubblica di Venezia e oggetto di vasta venerazione.A Potenza, nella Chiesa convento  di Santo Sepolcro dei frati minori custodiscono la reliquia del Preziosissimo Sangue: una zolletta di terra imbevuta del Sangue di Cristo.



Altre tracce di sangue, e in alcuni casi frammenti di carne, derivano da miracoli eucaristici: tra queste vi sono quelle conservate a Orvieto, dal mirracolo eucaristico di Bolsena e a Lanciano.



Fino al 1983 era conservato nella chiesa di Calcata, vicino Viterbo, il presunto prepuzio del piccolo Gesù circonciso, secondo i Vangeli, come tutti gli Ebrei). Ad ogni Capodanno esso veniva esposto al pubblico dei fedeli.



A Sant'Ambrogio Valpollicella vengono custoditi, racchiuse in una preziosa teca d'argento e cristallo, quelli che un testo descrive come frammenti del legno della croce del Signore, un pezzetto di velo bianco e di altro velo rosso con tracce del sangue di Gesù La venerazione risale al 1726. Per tradizione le reliquie vengono esposte solennemente solo una volta l'anno, il lunedì di Pasqua



A Cannobio è conservata, in un prezioso reliquiario, una costa proveniente da un dipinto raffigurante la deposizione che intorno all'anno 1500, una sera di un 7 gennaio, avrebbe iniziato a sanguinare e avrebbe emesso l'osso, tuttora conservato.

E.M



               

sabato 29 aprile 2017

GENOCIDIO ARMENO



                                     ARMENI


                    UN DOLORE ANCORA VIVO


102 ENNESIMO ANNIVERSARIO DEL GENOCIDIO





                                           




IL 24 aprile, presso la Cattedrale di San Giacomo a Gerusalemme, la comunità armena ha commemorato il 102esimo anniversario del genocidio armeno
102anni trascorsi ed un dolore ancora vivo. La comunità armena di Gerusalemme, ha commemorato, ancora una volta , quel tragico evento : il genocidio di oltre un milione e mezzo di armeni . Per l’occasione una messa, presieduta da Padre Nerseh Aloian, è stata celebrata nella cattedrale armena della città vecchia di Gerusalemme alla presenza di numerosi fedeli.

- P. CORION BAGHDASERIAN:
Consigliere del Patriarcato Armeno a Gerusalemme
E’ molto emozionante. Nell’ anno centenario del genocidio, il 2015, le vittime sono state canonizzate e da quel momento onoriamo “la loro memoria” perché sono martiri e sono stati dichiarati santi. Chiediamo la loro intercessione sui nostri sforzi per il riconoscimento internazionale del genocidio

- GEORGETTE AWAKIAN:
Membro del Comitato per la causa armena in Terra Santa
Sono già passati 102 anni dal genocidio e questo non è poco. Non solo abbiamo subito un massacro, ma gli ottomani ci hanno anche espulso dalla nostra patria – patria del popolo armeno per oltre 3000 anni - e oggi viviamo nella diaspora.
Vogliamo che il popolo armeno non dimentichi la vita di prima e deve lottare per recuperare quella vita e rivendicare i propri diritti.
Una preghiera incessante alternata a momenti di silenzio . Sui volti dei fedeli presenti il ricordo indelebile della sofferenza di un popolo ancora in diaspora .

- HAGOP SIVAN:
Armeno di Gerusalemme
La cosa più importante per me è di non dimenticare mai la tragedia dei nostri nonni e dei nostri padri, di quel massacro; dopo 102 anni chiediamo alla Turchia di riconoscere questo massacro e continuiamo la lotta per rivendicare i nostri diritti

- CHRISTIAN MANOGHIAN:
Armeno di Gerusalemme
Il genocidio degli armeni è uno dei primi massacri che della storia, e deve essere riconosciuto dal mondo intero senza eccezioni.

Al termine della celebrazione , davanti alle 7 croci, memoria di quel massacro, la comunità armena si è stretta nel ricordo, affinché’ "questo tragico mistero di iniquità - come sottolineava Papa Francesco durante la sua visita in Armenia lo scorso anno - che il vostro popolo ha provato nella sua carne", resti come "un monito in ogni tempo, perché il mondo non ricada mai più nella spirale di simili orrori”
E.M

mercoledì 12 aprile 2017







                PROFEZIA DI FATIMA

               I NON NATI.....GENERAZIONI MANCANTI



                       



ACTA APOSTATICAE SEDIS :
come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

Il Cardinale Ciappi, il teologo di papi, da Pio XII a Giovanni Paolo II (all’inizio del suo pontificato): “Il Terzo Segreto dice che la grande apostasia nella Chiesa inizia dal suo vertice. La conferma ufficiale del segreto de La Salette (1846): “La Chiesa subirà una terribile crisi. Essa sarà eclissata. Roma (il Vaticano) perderà la fede e diventare la sede dell’Anticristo “.
Un fiume in piena
Fatima: profezia di una crisi annunciata e promessa di un trionfo atteso
Quasi un secolo è trascorso dal grande evento di Fatima in cui la Madonna, messaggera di Dio, apparve alla piccolezza di tre pastorelli per dare un grande messaggio e per offrire la sua materna intercessione ad una umanità travagliata dal peccato e sempre più narcotizzata dall’ insinuante secolarizzazione.
Maria Santissima è la Regina del regno atteso, previsto secondo la sua promessa, ed imprevisto secondo tempi e modalità; speranza di un nuovo millennio per i figli della luce, la schiera militante del popolo di Dio, mosso dallo Spirito Santo nei marosi dell’agitazione e del disordine, in direzione del porto sicuro descritto nel sogno di san Giovanni Bosco, ad indicare le due colonne di salvezza, l’Eucarestia e la Vergine Maria.
La Madonna nel 1917, alla cova da Iria, lanciò un messaggio forte e chiaro, lo stesso che ancora ben pochi hanno accolto nella loro esistenza, la consacrazione al suo Cuore Immacolata inadempiuta secondo le indicazioni date a suor Lucia per evitare che gli errori del comunismo sfociassero nelle guerre e nelle persecuzioni alla Santa Chiesa e al Santo Padre.
La debolezza umana e la mancata risposta alla chiamata divina hanno determinato irrimediabilmente lo scenario agghiacciante e perverso dei nostri giorni, a cui assistiamo disarmati. E’ un fiume in piena che ci travolge quotidianamente e che attraversa le nostre strade, le nostre piazze, le nostre città, il nostro paese e il mondo intero. I canali televisivi e radiofonici dove nulla rimanda a Dio per l’edificazione della società, sono inquinati dalle cloache della menzogna, promotori di facili conquiste come l’inadempienza di politici e uomini pubblici che a servizio di un abile regia, elargiscono false promesse, poco dopo cadute nel vuoto.
Una crisi prevista e annunciata nel 1917, giunta in piena attuazione: a poco meno di un secolo ed è il conto alla rovescia per l’abbreviarsi di questi tempi di iniquità, preparati dai falsi miti della scienza che osa sempre più sfidare l’onnipotenza creatrice di Dio per mutare e sfuggire alla legge naturale fondata sull’ azione procreatrice della famiglia, unica sorgente di vita e scuola di valori perenni e universali.
Un disorientamento provocato, che spiazza le migliori coscienze e confonde le più ardue intelligenze, accecate dalla brama di potere e di notorietà, sviate dalla satanica illusione di false promesse che allontanano dal servizio della buona causa a cui essere devoti, fino alla perseveranza finale. La Madonna ha parlato a tre pastorelli per spiazzare i superbi nei pensieri del loro cuore, e innalzare gli umili, in un tempo di apostasia atto ad annullare il dogma della fede e capovolgere ogni verità assoluta. E’ la Chiesa che soffre per il tradimento dei suoi ministri, che risucchiati dal vortice della corruzione, allontanano le pecore dall’ ovile, incapaci di discernere la voce del loro pastore.
Siamo alle soglie della grande promessa di Fatima secondo cui la Donna vestita di Sole, all’ alba di un nuovo tempo di pace, trionferà e con esso l’imprevisto mistero che rivestirà l’umanità di nuova luce, la luce radiosa del Cuore Immacolato di Maria, sposa di Cristo, che da sempre prega, geme e soffre con la sua Chiesa, la perdita dei suoi figli, sperando fino all’ ultimo nella loro salvezza, così, come una madre, alle soglie del parto, per dare alla luce la nuova vita.
Francesca Bonadonna
http://www.famigliadomani.it/blog/2014/05/22/fatima-profezia-di-una-crisi-annunciata-e-promessa-di-un-trionfo-atteso/

La nuova eugenetica, l’ecatombe mondiale e il vilipendio dei non nati.
Aborto e crescita demografica- la crescita demografica:una ricchezza della quale non disponiamo- vite strappate dalla terra- l’industria dell’aborto- l’incedibile storia di padre D’Ascanio, il prete contro l’aborto- ONU, OMS, UNICEF, WWF e la cultura della morte- Il caso del virus Zika: un’epidemia artificiale-
La lotta delle ONG in Africa- Il caso degli aborti in Cina e il vilipendio dei non nati- la riproduzione umana nell’immaginario mondialista-
ABORTO E CRESCITA DEMOGRAFICA
Nei giorni scorsi si è discusso sulla proposta del vice presidente polacco del partito polacco Diritto e Giustizia, Beata Szydło. La proposta polacca intendeva cancellare la legge che in Polonia consente l’aborto. La motivazione fornita dal governo era di incrementare le nascite, ormai decimate in tutto il mondo occidentale a causa della selezione incivile che sopprime la vita di migliaia di bambini.
Una preoccupazione più che legittima: infatti la Polonia -dove la denatalità ha toccato record storici-, sta subendo anche lo stress provocato dal grande caos americano in Ucraina, Il regime di Kiev ha ridotto il paese a un buco nero, causando a tutt’oggi l’emigrazione di migliaia di profughi ucraini in Polonia. Quindi con la crescita demografica si manterrebbe sicuramente intatta ancora per molti anni la cultura polacca, ma si darebbe anche uno slancio economico all’accasciato Paese: solo pochi Paesi sembrano infatti aver capito che popolazione fa rima con ricchezza, nonostante tutte le ramanzine che ogni giorno ci propinano, ossia le cosiddette teorie “malthusiane” (un po’ datate a dir la verità) sul problema del sovraffollamento globale, la mancanza di risorse per tutti ecc.
LA CRESCITA DEMOGRAFICA, UNA RICCHEZZA DELLA QUALE NON DISPONIAMO
In un discorso tenuto nel 2008, un politico potente come Zbigniew Brzezinski ammise senza difficoltà:
“Forse un tempo era più facile controllare un milione di persone, anziché ucciderle fisicamente. Oggi è infinitamente più facile uccidere un milione di persone piuttosto che controllarle.”
Per l’allora consigliere per la politica estera, Brzezinski del neo eletto presidente Obama “E’ più facile uccidere che controllare”. Risalendo all’indietro nel tempo sino alla fine del 1974, un altro protagonista della politica statunitense e internazionale, Henry Kissinger sottoscrive, insieme all’allora presidente Nixon, un piano adottato meno di un anno dopo da Gerald Ford.
Si tratta del National Security Study Memorandum 200: ‘Implicazioni derivanti dalla crescita della popolazione per la sicurezza e per gli interessi oltremare statunitensi’, che presenta nero su bianco la necessità di eliminare 3 miliardi di persone dalla faccia della terra. Ogni strumento è lecito per impedire la crescita della popolazione mondiale, a beneficio solo dell’èlite.
E’ questo infatti il fine di tutte le campagne contro la vita, ma questo sembra che l’abbiano capito solo alcuni paesi ex comunisti: i primi che hanno introdotto nella loro legislazione l’aborto, sono oggi i primi a voler rimediare a tanti danni che ha causato. Perchè è fuori dubbio che la pratica dell’aborto, oltre ad essere un crimine ingiustificabile, impoverisce anche le Nazioni che lo praticano.
Ma siccome Chesterton aveva vaticinato che sarebbe arrivata un’epoca in cui si sarebbe lottato per dimostrare che 2+2 fa 4, tiriamo un sospiro e procediamo nell’umiliante compito.

Ma spero che abbiate capito che l’aumento demografico è stato motore di sviluppo, dall’epoca delle colonizzazioni greche, alla Rinascita dell’anno Mille, alla rivoluzione industriale, ecc.. Leggendo i dati – facilmente reperibili su qualsiasi testo di quinta elementare si capirebbe benissimo che la povertà non è assolutamente determinata dall’eccesso di popolazione. Questo lo sanno tutti.

Lo sanno anche i media, i promotori dell’aborto, dell’immigrazione selvaggia e anche coloro che li foraggiano che per far accettare alle masse l’invasione “siriana” (sessualmente feconda tra l’altro…) propongono lunghi editoriali denunciando dati allarmanti: “L’Italia, un paese di vecchi”, o ancora l’età media è di 55 anni” o “L’Italia non cresce” ecc. Ovviamente i lecchini si guardano bene di dire che negli ultimi 40 anni solo in Italia si è sterminato un bambino su tre.L’unica soluzione, a detta di questi signori, sarebbe la sostituzione razziale e non la cessazione di un crimine che ha reso per forza vecchio e debole questo paese.
VITE STRAPPATE DALLA TERRA
Dopo il mondo comunista -che ha introdotto per per primo l’aborto nella sua legislazione nel 1920- è quello anglosassone, inglese e americano – storicamente protestante, liberale e capitalista – ad introdurre l’aborto.
La prima è l’Inghilterra, nel 1968.
Negli Stati Uniti, la Corte Suprema di Giustizia, con sentenza del 22 gennaio 1973, è giunta ad ammettere l’aborto fino a sei mesi. In questa patriottica Nazione tra l’altro fino al 2002 – la pratica era di sopprimere i superstiti dell’aborto, per strangolamento o soffocamento, lasciandoli morire, o buttandoli via se i bambini fossero nati vivi.
Questo perdurò fino poco tempo fa (5 agosto 2002), quando Bushha firmato la straordinaria legge per la «protezione dei nati vivi».
I termini per abortire subiscono progressivi allargamenti. Si giunge a permettere un aborto molto tardivo, fino alla trentaduesima settimana, che viene così descritto da Il Giornale del 18 gennaio 1997: «La tecnica consiste nel far nascere il bambino fino ad un certo punto. L’ostetrico lo fa scendere intatto, fino a quando la testa non esce dal grembo della madre. A questo punto inserisce un paio di forbici da chirurgo nella base del cranio, le apre, allarga il buco e il cervello viene succhiato fuori. In questa maniera la testina si riduce e può essere estratta».

Nel marzo 2016 nell’ospedale “Santa Famiglia” di Varsavia, in Polonia in seguito ad un l’aborto fallito, il bambino (down…) è stato lasciato in agonia per circa un’ora prima di morire. Un caso che sta aprendo polemiche fortissime in Polonia, dopo che il canale televisivo Republika ha riportato la notizia dell’aborto fallito.
Lo scrittore Gianluca Gatta nel suo libro “Aborto: una storia dimenticata” ci narra di alcuni casi, anche italiani di aborto/infanticidio attraverso isteretomia. Con questa tecnica si effettua una sorta di taglio cesareo dopodiché si asporta manualmente il nascituro. Riguardo a questa ultima tecnica abortiva è bene rendere noto che a 21 settimane (circa 5 mesi dal concepimento) il nascituro è perfettamente formato e addirittura capace di sopravvivere al di fuori del ventre materno, se aiutato con opportune cure. A tal riguardo un caso clamoroso si verificò nel giugno 1988 a Pavia.
ABORTO 8Al Policlinico S.Matteo i medici avevano deciso di provocare un aborto perchè non riuscivano più a sentire il battito cardiaco del nascituro, che aveva allora 4 mesi e mezzo. Appena fuori il bambino cominciò a urlare, fu messo allora in incubatrice dove restò fino ai nove mesi.

Un’altra vicenda, conclusasi questa volta tragicamente, riguarda invece il famoso caso della clinica Mangiagalli a Milano. Nel settembre 1987 venne abortito un bambino di 21 settimane perchè affetto da sindrome di Klinefelter: era ancora vivo quando venne tagliato il cordone ombelicale ma venne lasciato morire. Una vicenda simile accadde a Londra un mese prima, nel luglio 1987: una bambina, abortita alla 21° settimana, aveva cominciato a respirare ma venne abbandonata su un vassoio di metallo in sala operatoria; morì dopo tre ore, dopodiché venne chiusa in un sacco e buttata in un inceneritore!
L’INDUSTRIA DELL’ABORTO
Il Prof. Claudio Giorlandino, celebre ginecologo, racconta di aver visto «coppie scegliere l’aborto solo perché il feto aveva sei dita ai piedi (operabilissime, com’è ovvio)», e addirittura procedere in questo modo con «aborti a ripetizione».
Il Prof. Bompiani, riferisce che da una indagine scientifica condotta su 1.020 nascituri sottoposti ad amniocentesi in quanto si sospettava che sarebbero nati infelici, ben 899 risultarono e nacquero perfettamente sani. Ma sarebbe stato lecito sopprimere queste vite se queste avessero veramente presentato malformazioni o altre anomalie? C’è da chiedersi a questo punto chi siano i veri nazisti! I resti dei bimbi uccisi con l’aborto subiscono inoltre le fini più assurde: non ritenuti idonei per la vita valgono molto per altri scopi più impensabili, oltre che essere utilizzati per esperimenti della nuova eugenetica. I bambini abortiti, spesso buttati nelle immondizie, nel lavandino tritatutto, scaricati nel Tevere a Roma, vengono utilizzati anche per la cosmesi. Il Corriere della Sera, del 31 marzo e del 1º aprile 1994, racconta che l’Istituto Cosmetico Merieux di Lione, in Francia, «lavora» diciassette tonnellate di materiale umano ogni giorno, di cui una tonnellata viene importata dalla Russia.
Ma non solo.
Sperimentazione_fetoIn Gran Bretagna arriva il via libera al primo esperimento nella storia del Paese che modifica geneticamente gli embrioni, (clicca qui) ma i responsabili specificano che gli esperimenti riguarderanno solo i “bambini morti per aborto spontaneo”, è lecito dubitare di questa scusa. Infatti, Obama, secondo il “Washington Post” da il via libera ai fondi federali per la ricerca sulle cellule staminali embrionali ponendo fine -dice- all’era proibizionistica di Bush. E’ quanto prevede la bozza delle nuove linee guida sul tema elaborate dall’amministrazione Obama e che saranno emanate dal National Institutes of Health(Nih), ovviamente finanziate con denaro pubblico. (clicca qui)
L’industria degli embrioni è ormai un business in forte ascesa. In Inghilterra, a motivo della Legge che ha liberalizzato l’aborto, è nata «l’industria dell’aborto». Sull’esistenza e sul dilagare di questa realtà abbietta nessuno più dubita.
C’è tutta un’organizzazione «industriale» per convogliare le «clienti» a determinate cliniche, per fare pressione sulla donna incinta ancora dubbiosa se abortire. Impressionante a questo proposito il libro “Bambini da bruciare” (del 1974) risultato di un’indagine svolta minuziosamente presso cliniche e medici di Londra da due giornalisti, in partenza favorevoli all’aborto. Medici, ostetriche, infermiere, assistenti sociali, direttori di cliniche specializzate, in Londra, tutti ben collegati fra loro in una sapiente organizzazione per accaparrarsi le donne che vogliono abortire, o per indurle all’aborto se hanno esitazione.
INDUSTRIA DELL'ABORTO
Nascituri vitali venduti come «cavie» a ditte farmaceutiche per fare esperimenti, oppure venduti a ditte di cosmetici, per farci saponi! Uno dei due giornalisti si presenta a un professore che fà gli aborti e gli chiede di poter acquistare i feti estratti.
Dice il professore al giornalista:«Molti dei bambini che ottengo sono già belli e completi e vanno avanti a vivere per un po’, prima che li eliminiamo. Una mattina ce n’erano quattro, uno vicino all’altro, che strillavano come disperati. Non ho avuto il tempo di ucciderli nell’inceneritore; c’era tanto di quel grasso animale che avrebbe potuto essere commerciato»
e.m