martedì 27 dicembre 2011

Miliardi in fumo per la magia




Terapie occulte, chirologia, viaggi in astrale, musicoterapia, pitagorismo..... pratiche e culti dell'arcano e del diverso crescono e si moltiplicano intorno a noi.
La cultura moderna crede di aver precluso per gli ansiosi e i frustrati ogni possibilità di compensazione dell'irrazionale controllato, ossia, ovvero il tifo sportivo, gli stupefacenti, le religioni positive. Allibiti, si scopre di un non nuovo universo di proposte magiche, teosofiche, occultistiche, ognuna delle quali puntualmente ridevole, ma tutte insieme imponenti.
Ogni giorno sempre nuove vie allargano il cerchio della stregoneria ossia della fungaia irrazionalistica; accanto alle mode di massa che non soffrono di abuso eccessivo dell'astrologia, della chiromanzia, della magia bianca e nera o dei santoni; accanto ai revival dello spiritismo, dei tarocchi; conquistano proseliti nuove e antiche discipline come il sistema spicciolo di indovinare il futuro lanciando sassolini colorati.
Indipendentemente dalle confraternite astrali, si moltiplicano le tecniche dell'oggi e del domani come la psiconirica ( dimmi cosa sogni e ti dirò che cosa ti accadrà), l'antichissima apatomanzia ovvero se incontri un gatto nero tocca ferro.
Milioni di persone nel nostro così scettico paese credono in qualcosa di diverso dalla prova ontologica di Sant'Anselmo; San Tommaso, Voltair o Picasso e quanti altri abbiano cercato di spiegare e ordinare il mondo con la ragione sono spregiati da folle fameliche di misteri che praticano riti occulti, si iscrivono a club diabolici e leggono pubblicazioni arcane.
Ci sono gruppi che praticano il vegetarismo come cura di ogni male soprattutto spirituale, altri che fotografano i fantasmi o tentano di fotografare i propri pensieri, il tutto senza trascurare le pratiche parapsicologiche comprese quelle dirette alla resurrezione dei morti.
Alcuni di questi club si elaborano nomi come Ascensione Retta, Zen, Sentiero dell'Universo Solare, ed altri ancora si sono lasciati infettare dalla mania delle sigle come I.S.U.P., P.G. ed altro.
Al di là di questa o quella, potremmo dire “magia di sempre”, quella che fa campare i maghi e spendere miliardi l'anno in pratiche diverse, c'è qualcosa di nuovo: la formazione di una connessione interdisciplinare fra le varie vie di fuga nell'irreale, che è favorita da un lato dai mezzi di comunicazione di massa soprattutto elettronici (radio, televisione, internet); quando lo “specialista” garantisce che il braccialetto elimina le vibrazioni negative oppure ricarica di energie positive, provate a dire di non credere; si è nella stessa situazione che, di fronte allo specialista ad esempio in ingegneria biologica,  ci assicura che spostando un cromosoma può modificare il colore degli occhi o l'intelligenza.
Del resto le credenze arcane si vanno sviluppando oggi grazie anche al progresso delle scienze, e sono proprio i successi della ragione che generano i mostri: tempo addietro era lecito non credere che gli uomini e gli asini potessero volare; ora che gli uomini possono volare, chi ci impedisce di pensare che possono volare anche gli asini?
Il magismo di massa ha invaso anche  librerie, case editrici più o meno specializzate nel balordo e nello spiritualistico, rovesciando sul mercato testi di “magia pratica” camuffandole con le traduzioni delle ricerche sperimentali sui canali occulti della mente.
Il disordine può essere anche causale, ma può dirsi che ci sia una logica in questa follia, per dirla con Shakespeare.
               Enrica Malatesta

martedì 13 dicembre 2011

NATALE 2011 - HUMILES AD CUNAS


L’umile culla circonda
La pia Maria
Guarda con profonda alma
Lo sposo gioioso
L’umile culla celeste aurora
Riveste umil con l’angelo
Adora fervente la gente
Umile intorno alla culla
La terra si serra
Tutto dianzi a te è nulla
Bambino Divino
In questa notte un Angelo disceso
parla “su correte pie d’ale
Alla culla del grande RE”
O Bambino parola del Padre
Umiltà sol dai cieli insegna
O Rampollo di Vergine Madre
O Bambino Sapienza increata
Incantasti l’umana natura

D’umiltà scuola guida sicura
O Maestro del Verbo UOMO-DIO
Buona notte figlio di Maria
Dormi amore della nostra vita
Buona notte tra baci e canti
Dormi amore degli Angeli santi
Buona notte purissimo Agnello
Dormi dormi bel Bambinello

                     Enrica Malatesta


  • Colgo l'occasione per augurare a tutti un SERENO NATALE.
                                                              Enrica

domenica 11 dicembre 2011

Santa Lucia - 13 dicembre



Nel terzo secolo dell’era cristiana a Siracusa vi era un sontuoso palazzo dove viveva la famiglia, di antichissime origini, che diede i natali a Lucia. La storia ricavata dagli atti della leggendaria passione e ripresa  poi dalla voce del popolo venne tramandata di bocca in bocca.
Da bimba, dopo la morte del padre, crebbe sotto l’occhio vigile della madre saggia e pia. Lucia a quindici anni, bella e raggiante, possedeva intelligenza vivacissima, un cuore d’oro, una tenace volontà: per l’epoca promessa ad un giovane nobile e ricco per farne la sua fortuna. Ma le faccende non andarono in tal senso.
Lucia, in segreto, si consacrò al Padre Celeste.
Dopo l’avvenuta guarigione, miracolosa, della mamma Eutiche, Lucia bella, gentile e caritatevole non subì più nessuno ostacolo nelle sue decisioni al rifiuto delle nozze. Tutto inutile, denunciata al proconsole Pascasio come cristiana, fu portata al suo cospetto, interrogata e minacciata. Lei confermandosi cristiana con fermezza, non avrebbe cambiato mai e poi mai il suo credo. Umiliato e offeso il proconsole, fuori di sé, ordinò che fosse sottoposta a tutte le torture possibili.
Visto inutile ogni tentativo, un soldato la ferì gravemente alla gola con una spada facendo sgorgare un fiotto di sangue.
Per questa straziante ferita a morte, la sua anima lasciò la terra soltanto dopo aver ricevuto l’Eucarestia, il 13 Dicembre del 304. All’intercessione di Santa Lucia si attribuiscono strepitosi miracoli; chi ricorre a Lei, in ogni circostanza bella e brutta, ma specialmente nei grandi pericoli, è sempre ascoltato e la sua luce indica a tutti la retta via.


                                                        Enrica Malatesta

Natale 2011 - "Ninna Nanna"


Dormi bel Bambino della Mamma
Buona notte Agnello Purissimo
Dormi dormi bel Bambinello
Ninna nanna  amore di Mamma
Il coro degli Angeli sceso dal Cielo
Pace in Te annunziato
In mezzo ai fedeli
Di pace Te sol Principe
Vaticinò il profeta
La terra T’accolse amando lieta
Colori dell’iride intorno alla cuna
I cieli fa splendere gli uomini aduna
Splendi in questo mondo
Ritorna con Te calmo giocoso
T’amano gli Angeli
T’amano gli uomini
In santo desio
Tu amore degli Angeli
Figlio Eterno di Dio
Gli uomini d’amarti hanno desio
Dormi...dormi o bel Figliol     
Dormi....sogna il Tuo Cuor
Dona al mondo tutto amore
Dormi....sogna gioia duol
Dormi.....sogna o bel Bambino
Dormi sopra questi cuori
Ti riscalda  il nostro amore
Che ti bacia con desio
Dormi sopra questi  cuori
Ninna nanna nel rigore della capanna
Con amore e povertà
Ninna nanna tra le braccia della Mamma
Il Tuo cuore tutto sa !

                      Enrica Malatesta

venerdì 9 dicembre 2011

Shemà


Allontaniamo da noi ogni soverchia preoccupazione che nasce dalle nostre paure.

Enrica Malatesta

mercoledì 7 dicembre 2011

CON LUI ......... INIZIA IL PIANO DI RISANAMENTO




I piano di salvezza del Padre si incontra con la volontà e con la umana di due creature MARIA e GIUSEPPE. Due creature meravigliose e completamente e disponibili al volere del Signore.
Con l’annuncio a Maria, il Padre comincia ad attuare le antiche promesse: la venuta del Messia e la redenzione del genere umano. Dio chiede la libera cooperazione umana e la sua iniziativa, ma non vuole portarla a compimento senza  il consenso delle sue creature. Maria che si proclama “l’ancella del Signore” diventa la vera abitazione di Dio e la Madre del Signore.




Nella sfera umana, Maria è sola, nessuno sa quello che avviene in Lei. Ella sa che questo infinito ha due aspetti: uno di gioia, di tenerezza. e di gloria; l’altro aspetto di immensità invisibile, di piena redenzione e riparazione.
Fiat! E’ la parola dell’accettazione. L’Angelo adorò il Divino Mistero e si allontanò in silenzio.
Ci si chiede, in che modo la divinità si è incarnata, come il fuoco nel ferro, non trasferendosi, ma comunicandosi.
Il fuoco infatti, non si slancia verso il ferro al quale si comunica; non subisce diminuzioni, ma riempie totalmente il ferro al quale comunica.

lunedì 28 novembre 2011

CRONACA - LIBERTÀ DI STAMPA - VERA DEMOCRAZIA






Cos’è l’informazione!, quali i suoi limiti!, chi li gestisce!

Essa non si esaurisce nella sue scritture tecniche; è un’opera d’ingegno e come tale richiede a monte solida preparazione culturale, spirito di sacrificio, rinunce, abnegazione, distacco dalla vita familiare e associativa.

Quindi affrontando più da vicino l’attuale critica fase congiunturale dell’azienda giornalistica, rischia di essere spesso soggetta a interessi esterni che possono pregiudicare l’indipendenza economica e l’attendibilità.

Informazione è frutto del rapporto giornale-lettori. E per una piena conoscenza della realtà umana esistente oltre le strutture, è opportuno rimuovere errati miti di infallibilità, ossia pretese di infallibilità.

Il giornale non è un mito e non sono mitici i suoi protagonisti condizionati, anch’essi come tutti gli uomini che lavorano, da una serie di circostanze oggettive e soggettive, possono errare. Da questa premessa nasce l’informazione, arricchita dal contributo dei lettori che vi partecipano con dissensi o consensi. È purtroppo noto che in Italia ed in Europa c’è crisi di compratori più che, o oltre che, di lettori. La situazione nazionale denota chiaramente che la civiltà del benessere non è parallelamente seguita da una crescita culturale. Un discorso di partecipazione strettamente connesso a quello della libertà che il cittadino deve difendere con fermezza, individuando nella stampa libera un presidio individuale. La libertà o è intera o non lo è, né può essere contenuta da limiti che non siano quelli delle leggi comuni.

Del resto, basta osservare quanto avviene in regime tirannici: non appena si affermano si ha la soppressione della libertà di stampa. Autocontrollo, libertà, autocritica, continua costante verifica sono gli unici autentici garanti. Limiti che possono accettarsi per un’informazione improntata alla massima obbiettività, come la buna fede degli addetti ai lavori.

Nulla potrà soppiantare la parola scritta; e la crisi paventata del boom della televisione, con la miriade dei canali, sono naufragate in un processo integrativo fra i due mezzi di informazione. La radicalizzazione in tutto il mondo del fenomeno di regionalizzazione, è obbligatoria per una stampa che voglia rispecchiare sempre più aderentemente gli interessi economici e culturali della realtà sociale in cui si esprime.

L’unico scopo del giornalismo deve essere il servizio. Una penna non controllata serve la causa della distruzione, la stampa può essere utile se praticata con libera attività interiore o non utile: è il lettore che deve fare la sua scelta.

Euripide - Le Suppliche- scriveva “Questa è libertà quando gli uomini nati liberi hanno il dovere di consigliare il pubblico di parlare liberamente. L’uomo libero che lo fa si conquista la fama, e chi non lo vuole tace. Quale uguaglianza è migliore di questa per una città?

Enrica Malatesta

lunedì 21 novembre 2011

SCHEMÀ

Allontaniamo da noi ogni soverchia preoccupazione che nasce dalle nostre paure.

martedì 8 novembre 2011

SCHIAVI DELLE TOSSINE


Liberarsi dalla schiavitù dei farmaci significa liberare la propria mente, dando nuovi significati ai termini di malattia, cura, guarigione. E' quello che il sistema igienista insegna: i concetti di salute e malattia si ribaltano e vanno contro le comuni credenze.

La salute è la condizione normale degli esseri viventi, la malattia è il tentativo del corpo di ritrovare la salute: scelta vitale e fisiologica finalizzata alla guarigione.

L'intossicazione dell'ambiente in cui vive la cellula costituisce la tossina – le cellule in un ambiente intossicato deperiscono, invecchiano e muoiono. Quindi, ci ammaliamo perché siamo inquinati.

Ciò che noi chiamiamo malattia è una espressione di energia del corpo, il tentativo di eliminare le tossine. Se lasciamo fare alla natura e osserviamo il riposo e il digiuno che desideriamo istintivamente, i sintomi scompaiono come per magia e il ristabilimento è rapido e sicuro.

I farmaci, nei quali cerchiamo conforto, creano a loro volta intossicazione e spesso malattie peggiori di quelle cui si è tentato di porre rimedio. Ogni vota che prendiamo un farmaco lottiamo contro il tentativo dell'organismo di migliorare la sua salute.

Dalla rassegna pubblicata sul British Medical Journal, il prof. Hurst Hannum, dell'università di Tufts nel Massachusetts, ha affermato che “quasi tutti i finanziamenti vengono con delle clausole accessorie”. “Come condizione minima, il responsabile della ricerca, ossia il ricercatore, deve rispondere di come le sovvenzioni sono state prodotte e la condizione massima che il ricercatore deve consegnare un prodotto che è soddisfacente per la ditta farmaceutica”.

Appare evidente che i ricercatori abbiano legami finanziari con le ditte farmaceutiche e che questi legami influenzino quasi sempre il parere da loro espresso.

Gli articoli da cui sono state tratte queste conclusioni sono stati pubblicati da autorevoli riviste scientifiche mediche il NEW ENGLAND of MEDICINE e JAMA.

FONTE: ASSOCIAZIONE ITALIANA PER L'IGIENE NATURALE “Salute senza medicine” Milano
Enrica Malatesta

domenica 6 novembre 2011

MISSIONE VITA - NON SI PUO' CONTINUARE COSI'............




 
Con questa semplice e banale affermazione gli uomini del nostro tempo si riferiscono a ciò che una, in modo assai patetico, si chiamava la fine del mondo.

Un millennio fa si era già in attesa la fine del mondo. Poi l'impero carolingio si era disgregato e bande di malfattori percorrevano l'Europa saccheggiando, e mettendo tutto a ferro e a fuoco.

Oggi il cronista che dovrà occuparsi della svolta prossima del nostro millennio dovrà cercare non soltanto di registrare e criticare tutte le manifestazione di decadenza e di distruzione, di brutalità e di insensatezza, ma anche di domandarsi: ci sono anche oggi segni premonitori di un cambiamento?

Ci salveremo ancora una volta?

Non c'è più nulla che vada bene! Si sente spesso affermare. Ed è vero che molte cose vanno male nel nostro mondo: ma di ciò non sempre siamo coscienti.

Ma che cosa è in effetti l'ambiente? Senza dubbio, è ciò in cui viviamo, ma è anche l'insieme delle relazioni che abbiamo con questo ambiente.

Sono il sole, l'aria e l'acqua, il brutto, il bello, l'abbondanza e la miseria, il fumo o il cielo azzurro, il fracasso dei martelli pneumatici o il canto degli uccelli.

Oggi quando si parla di ambiente si pensa soprattutto agli effetti dell'azione dell'uomo sull'ambiente: effetti piuttosto disastrosi. L'uomo modifica la scena della sua vita. Dovunque si trovi interviene sul suo ambiente secondo i suoi interessi.

Con l'introduzione in agricoltura degli antiparassitari si è modificato l'equilibrio ecologico. Basti pensare che quando si sciolgono nelle acque provocano la morte di pesci e uccelli, distruggendo il loro nutrimento e contaminando gli alimenti dell'uomo. Senza trascurare di calcolare nel costo di produzione le spese improduttive determinate dai residui che sovraccaricano il suolo di montagne di sporcizia , imponendo alla collettività in senso lato spese che non sono riconosciute né calcolate. E' la vita di una atmosfera viziata! Gas solforosi, l'arsenico, la nafta, la benzina, i metalli pesanti, il piombo, il mercurio, i metalli rari, idrogeno solforato delle immondizie ecc. rappresentano l'aria che respiriamo. Solo chi ha la fortuna di abitare in una zona pulita, non inquinata, si rende conto di avere fortuna.

Quanto all'acqua, siamo già ad una specie di necrosi della Terra. L'acqua, si dice, è la vita. Che faremmo se l'acqua ci venisse a mancare? Ciò che è grave è l'infezione di tutta quanta la Terra a cominciare dalle sorgenti. C'è ora un disseminazione dell'inquinamento in condizioni tali che gli uomini nel loro insieme sono vittime ciascuno dell'azione dell'altro.

L'inquinamento degli oceani non è solo dagli scarichi delle petroliere o degli stabilimenti posti presso le rive, è generato in larga misura anche da tutti i fiumi che raccolgono scorie e rifiuti.

Nelle scala delle sventure l'uomo occupa uno dei posti al cretinismo e all'idiozia.

E quanto l'industria non consuma direttamente, assai spesso inquina: gli stabilimenti fanno morire i fiumi, le petroliere avvelenano gli oceani.

A riguardo del “prestigio nazionale”, i capi delle grandi nazioni, sempre più preoccupati del famigerato prestigio, hanno il potere di proibire o di permettere la costruzione di centrali nucleari, contro le proteste degli scienziati e di tutti coloro che sono coscienti del pericolo della pioggia radioattiva. Si costruiscono centrali nucleari da per tutto. Le imballano in contenitori di cemento armato e immersi nell'acqua...senza avere la certezza della resistenza dei contenitori alla corrosione. Il mondo di domani corre enormi rischi. I responsabili, apparentemente, non se ne preoccupano.

Se è inutile lasciarsi impressionare dai seminatori di panico, sarebbe temerario rifiutare di constatare che le condizioni di vita della specie umana cambiano con velocità sorprendente.

Dal rifiuto di affrontare i problemi quando c'è n'è forse ancora il tempo, potrebbero derivare tragiche conseguenze. Sarebbe una grave leggerezza quella di vedere nell'interesse dei diversi problemi dell'ambiente soltanto una moda o un azione pubblicitaria.

Le Cassandre ci predicono un'atmosfera irrespirabile, l'acqua avvelenata, la vegetazione devastata, la fauna decimata, terreni sterili. Gli ottimisti fondano la loro speranza sul miglioramento dei prodotti agricoli, l'interesse crescente per la natura, il perfezionamento dei sistemi di depurazione, la comparsa di tecniche non inquinanti.

Pianeta felice o pianeta morto? Il meglio o il peggio?.

Già 2500 anni fa, sotto il cielo sereno della Grecia, Ippocrate insegnava che l'eccitazione e la tensione dello spirito turbano l'armonia delle nostre funzioni psicologiche e provocano la malattia.

L'allarmante crescita delle turbe circolatorie in chi ricopre ruoli di responsabilità nella nostra civiltà industriale, obbliga alla prova dell'osservazione scientifica. Le reazioni del corpo umano sono le stesse, ma noi non possiamo comportarci al medesimo modo degli antichi; da ciò derivano malesseri, malattie nervose, crisi cardiache ecc. Il male è che non lo sa, e che il nostro organismo non si abitua, non c'è assuefazione. Ma la gente è di una tale incoscienza che ne aggiunge altro ancora.


Enrica Malatesta

giovedì 20 ottobre 2011

SHEMÀ


Senza amore il cuore non sarà mai esaltato, come nessun bambino potrà essere senza latte.
Siamo all’ascolto: parliamo con tutti, anche con i muri: è un momento di umana comprensione che arricchisce ed insegna a lasciare i principi a casa! Per dirla in modo “scientifico”, cerchiamo di ispirare la nostra condotta alla teoria dei gradi di separazione e vedremo che si potrà arrivare dove  non si è osato neanche sperare.

                                                 Enrica Malatesta

KAROL WOJTYLA - L’ARALDO DI DIO



 22 OTTOBRE

Dall’urna argentea stanza
Vivo profumo esali
Tra il popolo fedel
Mesta la nostra voce
Dal tempio sale al ciel
Oh poi ci ridiscenda
Una rugiada d’oro
Che in gioia si discenda
Sul nostro immenso duol
Di chi in te fida spera
Ascolta Karol
Con l’inno la preghiera
Il fervido clamor
L’anima nostra affranta
Che prona al tempio resta
Oda ma pura desta
La voce del PADRE

                                                 Enrica Malatesta

mercoledì 19 ottobre 2011

"TALENTO DEI CANUTI" - L'ULTIMA CREATIVITÀ




“TALENTO DEI CANUTI” - L'ULTIMA CREATIVITÀ
-Magna fuit quondam capitis reverentia cani-
(grande era un tempo la riverenza per il capo canuto)

Ripartire per un nuovo viaggio è la capacità delle persone anziane di rimanere curiose, di inventare, scoprire, imparare, persino capovolgere il proprio modo di vivere: invecchiando ringiovanendo di testa.
Il tempo dell'esperienza e dell'apprendimento non si esaurisce con il passare degli anni, ma con il declino del sentimento e delle motivazioni.
La nuova frontiera della psicogerontologia nasce dalla constatazione che il declino fisico provocato dal tempo non sempre diminuisce le funzioni mentali. Non solo. Dal punto di vista della qualità delle funzioni intellettuali, quella che viene definita “età senile”, può risultare positive sorprese, dimenticare per alcuni una “età geniale”, grazie a nuove sollecitazioni e progetti, al libero corso dell'immaginazione.
Il canuto libero da costrizioni può esprimere e sviluppare pienamente la sua creatività. Succede a chi riesce a conservare in sé il “bambino” della sua infanzia. E a chi non si piega ai pregiudizi di una società che vede gli anziani fragili e dipendenti, se non ci sono gravi patologie, l'anziano può continuare in una intelligenza molto vivace. Molti scienziati hanno dimostrato che il cervello umano è in grado  di rigenerare le proprie cellule anche negli anziani. Un indubbio, può esserci, rallentamento dei processi cognitivi c'è con l'invecchiamento: il nostro cervello riduce la quantità di informazione che può elaborare per quantità di tempo. Ma è pur vero che possono essere mantenute abilità cognitive di livello alto.
Il nostro cervello non va in pensione. Se glielo chiediamo risponde al nostro comportamento nella vita quotidiana. Quanto più chiediamo quanto più il cervello cercherà  di rispondere.
Esistono tante vecchiaie quanti sono i vecchi che l'interpretano e la consapevolezza della morte può essere un formidabile stimolo per la mente.
Se c'è un crollo delle facoltà celebrali è da cercare più nella depressione che nelle malattie degenerative.
La concezione della temporalità estende il processo creativo e ne favorisce l'adempimento, non toglie valore al pensiero anzi..... il viaggio continua.
  
                                                                              Enrica Malatesta

sabato 15 ottobre 2011

San Francesco - poverello di Assisi




Nel silenzio di Assisi, solenne e sacro, con il timore di turbarlo con un fruscio di ali tutto è piccolo: è grande solo Francesco, invisibile agli occhi del corpo ma presente sempre dovunque a quelli dello spirito.
La visione della città francescana è simile ad una parola misteriosa sussurrata all’anima umana dalla stessa voce di Dio. Francesco si veste di un umile saio, dandosi alla  penitenza, alla preghiera, alle opere di carità, alla predicazione.
A Lui si uniranno molti giovani. Fonda l’Ordine dei Frati Minori basato sull’AMORE.
IL Poverello di Assisi amò tutte le creature, chiamò fratelli il sole, il fuoco, sorella l’acqua, la luna e perfino la morte.
Predicò agli uccelli, ai pesci ed ammansì il feroce lupo. Convertì i briganti.
Il suo canto più bello “IL CANTICO DELLE CREATURE” che compose all’alba di un giorno, durante l’ultima malattia che lo prostrò si, ma non vinto, dopo una notte insonne trascorsa sulla nuda terra.
Morì a soli quarantaquattro anni nella Porziuncola di Santa Maria degli Angeli.
Francesco, il servo e l’amico dell’Altissimo, fu specchio di rettitudine, segno visibile delle sue virtù, di ammirazione per la generosità d’animo ed integrità morale. Allontanava da se tutto ciò che potesse suonare offesa a chiunque e, cresceva con animo gentile. 
Ci sono frati che applicandosi insistentemente a pregare e uffici, fanno molte astinenze, molte mortificazioni nei loro corpi, ma per una sola parola, che sembra ingiuria verso la loro persona, o per qualsiasi altra cosa è loro tolta, scandalizzati, tosto si irritano.
Francesco, esortava i frati a cercare l’elemosina, usando argomenti come: “  andate, perché in questi ultimissimi tempi i Frati Minori sono stati dati in prestito al mondo, per dar modo agli eletti di compiere in loro le opere con cui meritarsi l’elogio del Sommo Giudice e quella dolcissima Assicurazione”: e” ogni volta che l’avete fatto a uno di questi miei frati più piccoli , lo avete fatto a me” E continuando....” è bello andare a mendicare sotto il titolo di Frati Minori”, titolo che il Maestro della Verità ha indicato nel Vangelo come motivo di Eterna Ricompensa per i giusti.
Quando si furono compiuti in Lui tutti i misteri, quel anima santissima, sciolta dal corpo, fu sommersa nell’abisso della Carità Divina e l’uomo Beato si addormentò nel Signore. E immediatamente la sua anima santa, migrando dal corpo, seguì il Padre santissimo.
Un dottore in sacra teologia, rispondendo ad un religioso su alcuni passi di difficile interpretazione, svelò gli arcani della Divina Sapienza con tale chiarezza,  il padre santo come  librar d’aquila in volo, sulle ali della purezza e della contemplazione, mentre la nostra scienza striscia col ventre in terra. Non è illogico che il Santo abbia avuto in dono la comprensione, in quanto erano in lui verità in tutte le sue opere in quanto imitatore perfetto di Cristo portando in sè l’Autore, in quanto ripieno di Spirito Santo.                                        
                                            Enrica Malatesta

venerdì 14 ottobre 2011

SCHEMÀ

Flessibilità: per coltivarla prendiamo esempio dal bambù,
che non può essere spezzato neanche dai venti più impetuosi.

venerdì 7 ottobre 2011

Follia ......



Alla saggezza si deve mescolare anche la pazzia: che cosa è se non la storia dei furori di popoli e sovrani senza cervello? Tutto il mondo è affollato di folli. E tutti sanno che un bene è tale quanto più esso è diffuso in ogni parte del creato!
Si potrebbe concludere che la “pazzia” dev'essere qualcosa di eccezionale,  se la  sola ombra e la similitudine meritano lode da parte dei cosiddetti eruditi.
Ovunque si volga lo sguardo si possono scorgere volti che appaiono ebbri del divin nettare,al quale gli dei abbiano aggiunta alcune gocce  di nepente per cancellare ogni tristezza. Fino a poco a poco
renderli tristi e cupi come appena usciti dall'antro del girone e perdere l'orizzonte.
Bello è quando invece il sole, la mattina, inonda la terra con la sua luce dorata o dopo il freddo dell'inverno si diffonde l'alito vitale della nuova primavera, tutto si rinnova.
Vergognatevi invece, ”o grandi.......oratori” che per liberare dagli affanni il cuore di chi vi ascolta passate notti intere a scrivere discorsi terribili e noiosi e spesso inutili.
Guardate a coloro che ci sono riusciti con un solo sguardo.
Fingere a tempo e luogo pazzia è pur somma sapienza.

Enrica Malatesta


domenica 2 ottobre 2011

San Francesco - 4 ottobre


PERFETTA LETIZIA

Un di' Francesco l'acerbissimo freddo lo crucciava
Da Perugia verso S. Maria degli Angeli venendo
Chiamò Leone che gli ansava
Un poco avanti cominciò a parlare
Frate Leone se i fratelli minori
In ogni terra sian edificanti
E diano di bontà nobile esempio
Pur nota scrivi diligentemente
Che non è ivi perfetta letizia
E andando un poco più Francesco
Cosi' parlò per la seconda volta
Frate Leone se il frate minore
Renda l'udito ai sordi se l'andare
Renda agli zoppi ai mutoli il parlare
Il lume ai ciechi se i demoni cacci
Se distenda gli attratti e se anco i morti
Di quattro dì risusciti pur scrivi
Che non è questo perfetta letizia
Andando un poco ancora gridò forte
Frate Leone se il frate minore
Ogni lingua parlasse ed ogni scienza
Sapesse tutte le scritture in modo
Che profetare rivelar sapesse
Non solamente le future cose
Ma pur delle coscienze conoscesse
I segreti animi pur scrivi
Che non è in questo perfetta letizia
Ed un poco più oltre camminando
Francesco chiamò forte ancor
Frate Leone pecora del padre
Benché il frate minor parli con lingua
D'angelo sappi i corsi delle stelle
Le virtù delle erbe rivelati
Gli fossero   i tesori della terra
Conoscere le virtù dei pesci
Degli uccelli di tutti gli animali
Degli uomini delle acque delle pietre
D'alberi radici nota scrivi
Che non è questa perfetta letizia
Andando ancor un pezzo fortemente
Francesco seguì il suo dire
Frate Leone.... se il frate minore
Sapesse così bene predicare
Da convertire tutti gli infedeli

Alla fede nota e scrivi
Che non è ivi perfetta letizia
Durando un tal modo di parlare
Per ben due miglia ammirazione
Grande gli domandò frate Leone
Ti prego nel nome del Padre
Dimmi ove sia perfetta letizia
Francesco rispose quando
Bagnati dalla pioggia infangati
Di loto agghiacciati per il freddo
Afflitti dalla fame giungeremo
Umilmente picchieremo alla porta del luogo
Il portinaio adirato dirà chi siete voi
Noi risponderemo aprivi siamo vostri frati
Lui dirà....no voi non dite il vero ché anzi
Voi siete due ribaldi che andate
Qua e là girando ingannando il mondo
Rubando elemosina dei poveri
Andate via né ci aprirà e alla neve
All'acqua fuori ci farà restare
Col freddo con la fame insino a netto
Allor se tanta ingiuria sosterremo
Tanta crudeltà tante ripulse
Pazientemente senza turbamento
Senza mormor del portinaio
Con umiltà pensando con amor
Ch'ei davvero ci conosca e lo fa padre
Parlar contro di noi....frate Leone
Scrivi che in questo è perfetta letizia
E se noi nel bussar perseveriamo
Egli uscendo fuor tutto turbato
Ci caccerà con villanie schiaffi
Come gaglioffi importuni
Partitevi di qua fuggite via
E se tutto sosterremo con pazienza
Con allegrezza e amor.....frate Leone
Scrivi che in questa è perfetta letizia
 Se costretti dalla fame freddo notte
Insistiamo nel picchiare e di nuovo chiameremo
Pregheremo per amor del Padre
Con gran pianto quegli
Ancor più scandalizzato dirà
Costor gaglioffi importuni son
Li pagherò come son degni
Con bastone nodoso per il cappuccio
Ci getterà in terra nella neve
Con quel bastone quindi a mano
A mano in tutte le giunture batterà
Se noi pazientemente con somma allegrezza
Tali cose patir per amor Suo......
Frate Leone scrivi che in questo è perfetta letizia
Il fine del discorso prima d'ogni cosa
Sopra tutte le grazie tutti i doni
E' il vincer se stesso
Volentieri per amore
Pene ingiurie obbrobri disagi
Chè in tutti gli altri doni non possiam gloriarci
Perché nostri non sono ma del Padre

martedì 27 settembre 2011

SHEMÀ

Per mantenere la retta via è necessaria la scelta di un buon compagno di viaggio.

lunedì 26 settembre 2011

CRISI GLOBALE E DEPRESSIONE


Un panorama sulle conoscenze attuali sui fattori di vulnerabilità e protettivi per i vari disturbi mentali , sugli esordi di tali disturbi, sulla prevenzione, sull'intervento precoce e come organizzare i servizi di salute mentale nelle scuole e nei luoghi di lavoro con la collaborazione tra la psichiatria e la medicina generale sono stati affrontati dal professore Mario Maj in un recente convegno del SOPSI (Società Italiana di Psicopatologia) avvenuto a Roma. Il SOPSI è il più importante organismo in materia, di cui il prof. Maj ne è presidente.

I principali disturbi mentali- psicosi, ansia, disturbi dell'umore e del comportamento alimentare vengono spesso riconosciuti in ritardo e nel momento in cui viene posta la diagnosi e iniziato il trattamento... il tempo trascorso si riflette sull'intervento. Le cause del ritardo devono addebitarsi all'ignoranza e al pregiudizio che ancora circondano questi disturbi e l'informazione che viene fornita è a volte insufficiente.
I familiari della persona con un disturbo mentale spesso negano o nascondono il problema per lungo tempo prima di chiedere aiuto. Il ritardo nel riconoscimento del disturbo e nell'inizio del trattamento compromettono una migliore risposta alle cure. Grave è nel caso della schizofrenia, del disturbo bipolare e della depressione poiché si accompagna ad un aumento del rischio di suicidio; mentre per l'anoressia e la bulimia (disturbi del comportamento alimentare) il ritardo nel riconoscimento comporta una prognosi peggiore delle complicanze fisiche. La sensibilizzazione dei familiari, insegnanti e medici di medicina generale è necessaria; come pure per gli psichiatri una formazione completa e per gli operatori della salute mentale. Per la rete dei servizi di salute mentale, sia adulta che per l'età evolutiva, è essenziale una migliore organizzazione.

E' possibile che la crisi finanziaria in corso abbia avuto un impatto sulla salute mentale. Studi pubblicati nel 2010 hanno documentato che l'incidenza della depressione e dei tentativi di suicidio è aumentata negli ultimi anni, soprattutto nelle fasce di reddito più basso, nelle persone che hanno perso il lavoro o subito gravi perdite finanziarie. In una ricerca condotta in 26 paesi europei, per ogni aumento del tasso di disoccupazione si è osservato l'aumento dell'incidenza del suicidio. Questi dati fanno comprendere la necessità di potenziare i servizi di salute mentale fondamento della morale in questo periodo di crisi, anziché sottoporli a tagli drastici, come purtroppo sta avvenendo.
La disuguaglianza, in rapporto al reddito, nelle frequenza della depressione e dei tentativi di suicidio è andata progressivamente aumentando e il divario tra le fasce di reddito più basso e quello di reddito più alto è raddoppiata.
Quest'incidenza della disuguaglianza è stata osservata anche per la salute fisica, ma è risultato più pronunciata per la salute mentale.
Ai posteri l'ardua sentenza.

Salonicco - 16 settembre 2011
si da fuoco a causa dei problemi economici conseguenti alla crisi economica greca

…....”  Libertà è una parola meravigliosa. Ma può essere anche una delle parole più ipocrite del mondo....Ai saggi: 'Avete riflettuto, avete il coraggio di guardare in faccia ciò che sostenete di darci come fondamento della morale, della legge naturale?....Che cos'è la legge naturale? E' il forte che mangia il più debole. Allora la libertà diventa terrore.........in noi esseri umani, questi cinquanta o ottanta chili di materia....capaci di essere portatori di pensieri.......Siamo liberi per essere capaci di amare' .” (Da “L'ABBÉ PIERRE - L'insorto di Dio” di Pierre Lunel )

                                                                                    Enrica Malatesta

sabato 24 settembre 2011

giovedì 22 settembre 2011

Padre Pio

NEL NOME DEL PADRE

PADRE PIO DA PIETRALCINA

 23 SETTEMBRE

Dolcezza il cuor t’inebria
Negli occhi hai luce immensa
Sant’è la tua anima
Ché Dio padre sol vede pensa
Di gloria sei con l’eterno amor
Giorno beatitudine
Senza tramonto godi
Ove ti mandar gli uomini
Pur dalla terra lodi
T’esaltan cielo terra
Aree echeggia mar
Te in pace nella guerra
Ognor s’ode invocar
Oh mentre nel mirabile
Coro dei cieli sei
Ascolti preci canti
Nel Signore ti bei
Opera prodigi ancor
O Pio fra noi quaggiù
Poi scortaci ai fastigi
Vicino al tuo Gesù
Al fervido pregare
Presso il tuo santo altare
Guarda dall’alto noi miseri
O se con speme ardore
Senza mal tregua chiamano
Il tenero tuo cuore
Non si commuova
  
                  Enrica Malatesta

domenica 11 settembre 2011

AMORE E LIBERTÀ



Libertà è una parola straordinaria:

ma può essere una delle parole più feroci del mondo ...
Abbiamo il coraggio di guardare in faccia ciò che sosteniamo di darci come fondamento della morale, della legge naturale. Siamo pazzi! Che cosa è la legge naturale? E' il forte che mangia il debole: la libertà diventa terrore. Non è vero che siamo liberi di amare o di non amare.

La libertà ha un senso unico: è quel qualcosa che si trova in noi uomini, materia del tutto provvisoriamente di essere portatori di pensieri... non siamo liberi di amare o di non amare: siamo liberi per essere capaci di amare se non ci fosse la libertà e se gli uomini fossero sottomessi ad una legge che si impone loro non ci sarebbero tanti criminali.
Bisogna avvertire tutti, senza ritardo, quando è il cuore stesso di Emmaus ad essere in discussione.
Quando un infelice, materialmente o moralmente viene a chiedere e noi non siamo pronti all'invito, che considerazione avrà di noi? Ma so che tutti noi, anche i più attaccati agli ideali di Emmaus, abbiamo i nostri momenti “no” per stanchezza ed irritazione... Non ci imponiamo lo sforzo di immaginarsi realmente in quella situazione.
Ma se è grave rimanere indifferenti di fronte al dolore di un altro, a maggior ragione lo è il lasciarlo ripartire offeso con la sua fame e il suo dolore.
Che cosa rende attiva la nostra esistenza! Sicuramente è il bisogno di dire che la nostra vita è un po' di tempo donato a delle libertà per imparare ad amare per l'Incontro con l'Eterno, che è Amore nel Sempre del tempo.
Amare è dividerne per guarire quel male diventato il nostro, e per la nostra gioia, arriva nella vostra gioia che diventa la nostra.
                                                               Enrica Malatesta